Ma che sciocchezza   e Quando ti nominano

Translated by: Valentina Monaca

Ya ves que tonteria y Cuando te nombran by Gloria Fuertes
Todo asusta (1958);Poeta de guardia (1980)


MA CHE SCIOCCHEZZA Ma che sciocchezza, mi piace scrivere il tuo nome, riempire pagine col tuo nome, riempire l’aria col tuo nome; dire ai bambini il tuo nome, scrivere a mio padre morto e raccontargli che ti chiami così. Mi sembra che ogni volta che lo dico tu mi senta. Mi sembra che porti fortuna. Cammino per strada tutta contenta e non ho addosso nient’altro che il tuo nome. QUANDO TI NOMINANO Quando ti nominano, mi rubano un po’ del tuo nome; sembra impossibile che mezza dozzina di lettere dicano tanto. La mia pazzia sarebbe abbattere le muraglie col tuo nome, dipingerei tutte le pareti, non rimarrebbe un solo pozzo in cui io non mi sporgerei per dire il tuo nome, né montagne di pietra dalle quali io non urlerei insegnando all’eco le tue sei diverse lettere. La mia pazzia sarebbe insegnare agli uccelli a cantarlo insegnare ai pesci a berlo, insegnare agli uomini che non c’è niente come impazzire e ripetere il tuo nome. La mia pazzia sarebbe dimenticarmi di tutto, delle altre 22 lettere, dei numeri, dei libri letti e dei versi creati. Salutare col tuo nome. Chiedere il pane col tuo nome. - Dice sempre la stessa cosa - direbbero al mio passaggio e io, così orgogliosa, così felice, così soddisfatta. E me ne andrò all’altro mondo col tuo nome in bocca, ad ogni domanda risponderò col tuo nome - i giudici e i santi non capiranno niente - Dio mi condannerebbe a ripeterlo e ripeterlo per sempre.
YA VES QUE TONTERÍA Ya ves qué tontería, me gusta escribir tu nombre, llenar papeles con tu nombre, llenar el aire con tu nombre; decir a los niños tu nombre, escribir a mi padre muerto y contarle que te llamas así. Me creo que siempre que lo digo me oyes. Me creo que da buena suerte: Voy por las calles tan contenta y no llevo encima nada más que tu nombre. CUANDO TE NOMBRAN Cuando te nombran, me roban un poquito de tu nombre; parece mentira, que media docena de letras digan tanto. Mi locura sería deshacer las murallas con tu nombre, iría pintando todas las paredes, no quedaría un pozo sin que yo me asomara para decir tu nombre, ni montaña de piedra donde yo no gritara enseñándole al eco tus seis letras distintas. Mi locura sería, enseñar a las aves a cantarlo, enseñar a los peces a beberlo, enseñar a los hombres que no hay nada, como volverse loco y repetir tu nombre. Mi locura sería olvidarme de todo, de la 22 letras restantes, de los números, de los libros leídos, de los versos creados. Saludar con tu nombre. Pedir pan con tu nombre. - Siempre dice lo mismo - dirían a mi paso, y yo, tan orgullosa, tan feliz, tan campante. Y me iré al otro mundo con tu nombre en la boca, a todas las preguntas responderé tu nombre - los jueces y los santos no van a entender nada - Dios me condenaría a decirlo sin parar para siempre.
MA CHE SCIOCCHEZZA Ma che sciocchezza, mi piace scrivere il tuo nome, riempire pagine col tuo nome, riempire l’aria col tuo nome; dire ai bambini il tuo nome, scrivere a mio padre morto e raccontargli che ti chiami così. Mi sembra che ogni volta che lo dico tu mi senta. Mi sembra che porti fortuna. Cammino per strada tutta contenta e non ho addosso nient’altro che il tuo nome. QUANDO TI NOMINANO Quando ti nominano, mi rubano un po’ del tuo nome; sembra impossibile che mezza dozzina di lettere dicano tanto. La mia pazzia sarebbe abbattere le muraglie col tuo nome, dipingerei tutte le pareti, non rimarrebbe un solo pozzo in cui io non mi sporgerei per dire il tuo nome, né montagne di pietra dalle quali io non urlerei insegnando all’eco le tue sei diverse lettere. La mia pazzia sarebbe insegnare agli uccelli a cantarlo insegnare ai pesci a berlo, insegnare agli uomini che non c’è niente come impazzire e ripetere il tuo nome. La mia pazzia sarebbe dimenticarmi di tutto, delle altre 22 lettere, dei numeri, dei libri letti e dei versi creati. Salutare col tuo nome. Chiedere il pane col tuo nome. - Dice sempre la stessa cosa - direbbero al mio passaggio e io, così orgogliosa, così felice, così soddisfatta. E me ne andrò all’altro mondo col tuo nome in bocca, ad ogni domanda risponderò col tuo nome - i giudici e i santi non capiranno niente - Dio mi condannerebbe a ripeterlo e ripeterlo per sempre. YA VES QUE TONTERÍA Ya ves qué tontería, me gusta escribir tu nombre, llenar papeles con tu nombre, llenar el aire con tu nombre; decir a los niños tu nombre, escribir a mi padre muerto y contarle que te llamas así. Me creo que siempre que lo digo me oyes. Me creo que da buena suerte: Voy por las calles tan contenta y no llevo encima nada más que tu nombre. CUANDO TE NOMBRAN Cuando te nombran, me roban un poquito de tu nombre; parece mentira, que media docena de letras digan tanto. Mi locura sería deshacer las murallas con tu nombre, iría pintando todas las paredes, no quedaría un pozo sin que yo me asomara para decir tu nombre, ni montaña de piedra donde yo no gritara enseñándole al eco tus seis letras distintas. Mi locura sería, enseñar a las aves a cantarlo, enseñar a los peces a beberlo, enseñar a los hombres que no hay nada, como volverse loco y repetir tu nombre. Mi locura sería olvidarme de todo, de la 22 letras restantes, de los números, de los libros leídos, de los versos creados. Saludar con tu nombre. Pedir pan con tu nombre. - Siempre dice lo mismo - dirían a mi paso, y yo, tan orgullosa, tan feliz, tan campante. Y me iré al otro mundo con tu nombre en la boca, a todas las preguntas responderé tu nombre - los jueces y los santos no van a entender nada - Dios me condenaría a decirlo sin parar para siempre.
Le poesie qui presentate sono opera di Gloria Fuertes (Madrid 1917-1998), importante voce della poesia spagnola del Novecento [Per informazioni dettagliate si veda il sito della Fundación Gloria Fuertes: ]www.gloriafuertes.org] La poetessa, autrice anche di racconti e poesie per bambini, è ingiustamente quasi del tutto sconosciuta nel nostro Paese; tuttavia la sua genuinità, il suo saper toccare certe corde dell'animo umano l'ha resa molto nota e apprezzata fra il pubblico di lettori di poesia. Quando ti nominano e Ma che sciocchezza, pur appartenendo a raccolte diverse sono ascrivibili ad un medesimo filone dell'amore, per così dire, "nominalistico" . Chiunque abbia mai amato riconoscerà senz'altro la difficoltà di tradurre in parole e concetti l'amore stesso, l'nebriante sensazione di riempimento e di "rivestimento" che si ottiene da questo sentiemento. Dunque, solo il nome dell'amato può nominare e dare voce a un sentimento "da urlare dentro i pozzi e dalle montagne" e che, al tempo stesso, può diventare strumento di liberazione del mondo, forza onnipotente che abbattere i muri. Valentina Monaca

©inTRAlinea & Valentina Monaca (2008).
"Ma che sciocchezza   e Quando ti nominano". Translation from the work of Gloria Fuertes.
This translation can be freely reproduced under Creative Commons License.
Stable URL: http://www.intralinea.org/translations/item/1012

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