Introducing Interpreting Studies

Franz Pöchhacker (2004)

Routledge, London and New York, pp. 252. ISBN 0-415-26887-7

Reviewed by: Peter Mead

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Questo libro di Franz Pöchhacker propone una panoramica dettagliata, chiara e aggiornata degli studi sull’interpretazione, illustrando la varietà che caratterizza non solo l’attività degli interpreti ma anche gli inquadramenti teorici e i percorsi di ricerca. Il volume è diviso in tre parti: le prime due (Foundations, Selected Topics of Research) contengono complessivamente nove capitoli e rappresentano la parte più rilevante dell’opera, mentre la terza sezione (Directions) consiste in un breve capitolo conclusivo. La prima parte, che presenta il quadro epistemologico e teorico degli studi sull’interpretazione, è articolata in cinque capitoli, che trattano rispettivamente la caratterizzazione concettuale dell’interpretazione, lo sviluppo degli “Interpreting Studies”, le diverse ottiche in cui si studia l’interpretazione, i principali paradigmi di ricerca e i modelli teorici. Nel capitolo 1, Concepts, l’autore descrive l’intero campo degli studi sull’interpretazione. Partendo dalla distinzione tra l’interpretazione e la traduzione, si prendono in esame i diversi contesti e ambienti in cui si colloca l’attività degli interpreti, illustrandone le specificità tecniche (ad esempio l’uso di lingue attive/passive, orali/dei segni, le principali modalità dell’interpretazione, anche a distanza, il grado di inquadramento professionale). Il riepilogo finale presenta in forma schematica la “mappa” della disciplina, con riferimento alle varie dimensioni che permettono di caratterizzare l’attività dell’interprete. Il capitolo 2, Evolution, ripercorre la storia della ricerca sull’interpretazione, a partire dall’affermazione dello status professionale (e successivamente accademico) delle varie forme dell’interpretazione.

Dopo aver esaminato gli apporti dei “pionieri” (anni 1950), degli psicologi (anni 1960), della Scuola di Parigi (a partire dagli anni 1970), Pöchhacker situa verso la metà degli anni 1980 la svolta che avvia la disciplina al superamento della frammentarietà, della chiusura e di una prospettiva tradizionalmente incentrata sulla sola interpretazione di conferenza. Il capitolo 3, Approaches, presenta le principali prospettive teoriche in cui si colloca la disciplina (traduttologia, psicolinguistica, sociologia, studi culturali). Tale inquadramento permette di individuare i concetti centrali, o “(super)memi”, attorno ai quali si sviluppano i vari filoni di ricerca e di riflessione teorica (equivalenze linguistiche, studi cognitivi, mediazione ecc.), dopodiché vengono esaminati anche i principali orientamenti metodologici (sperimentazione, osservazione, indagini mediante questionario). Le questioni epistemologiche e metodologiche finora introdotte vengono approfondite nel capitolo 4, Paradigms, che prende come punto di riferimento iniziale il pensiero di Kuhn e il concetto del “paradigma” di ricerca. Nella fattispecie, il capitolo ripercorre le principali tappe che hanno segnato l’evoluzione “paradigmatica” degli studi sull’interpretazione: la théorie du sens, il periodo “sperimentale”, l’apporto delle scienze cognitive, l’interdisciplinarità, l’ottica “funzionale”, la dinamica dell’interazione in ambito dialogico. Come nel primo capitolo, anche in questo caso la conclusione include uno schema di riferimento che facilita l’accesso a un quadro teorico denso e articolato. Il capitolo 5, Models, dopo una breve sezione introduttiva sull’utilità dei modelli teorici in una disciplina come la ricerca sull’interpretazione, ne individua due tipologie principali a seconda che privilegino la dinamica situazionale e pragmatica (interazione, comunicazione) o, con riferimento soprattutto all’interpretazione simultanea, il percorso cognitivo (ruolo delle conoscenze pregresse e situazionali nella comprensione, importanza della memoria a breve termine durante il décalage ecc.). La seconda parte del libro, che comprende i capitoli 6-9, analizza diversi studi situati in quattro aree tematiche: i processi cognitivi e linguistici, il “prodotto” e le sue finalità, la professione, la pedagogia. Nell’impossibilità di trasmettere in poche righe tutto l’interesse di questi capitoli ci limitiamo qui ad indicarne a grandi linee i contenuti. Nel capitolo 6, Process, l’autore prende in esame vari studi che illustrano gli aspetti cognitivi dell’interpretazione (es., il bilinguismo, la sovrapposizione temporale dell’ascolto e della produzione durante la simultanea, la comprensione).

Il capitolo 7, Product and Performance, considera invece il “prodotto” elaborato dall’interprete, con riferimento a criteri come la “testualità” del discorso, la fedeltà, l’impatto pragmatico, la qualità. Nel capitolo 8, Practice and Profession, si esaminano le diverse ottiche in cui si colloca la ricerca riguardante la professione dell’interprete: dalla storia della professione alla sua caratterizzazione sociologica e demografica. Il capitolo 9, Pedagogy, esamina cinque aree tematiche in materia di formazione: curriculum, selezione, didattica, valutazione, formazioni specifiche (aggiornamento professionale, formazione degli insegnanti ecc.). Infine, la terza parte del libro sottolinea le principali tendenze e problematiche che caratterizzano gli studi sull’interpretazione, concludendo con una panoramica sui possibili scenari e orientamenti futuri della disciplina Nel complesso, il libro fornisce un apporto molto rilevante alla disciplina degli “Interpreting Studies”, non solo per l’esaustività del lavoro di riflessione e di ricerca intrapreso da Franz Pöchhacker, ma anche per la chiarezza e l’accessibilità del testo. Le tematiche trattate in ciascun capitolo vengono puntualizzate sia all’inizio che nel riepilogo finale, in cui si introducono peraltro spunti di riflessione per ulteriori approfondimenti e riferimenti alla ricca bibliografia finale. Un altro pregio del libro è la presenza di numerosi schemi e figure che riassumono con immediatezza una varietà di argomenti rilevanti e ne facilitano la comprensione (vedi, ad esempio, la già citata mappa degli “Interpreting Studies” nel primo capitolo). Queste illustrazioni, che rappresentano una parte importante del libro in chiave didattica, scaturiscono da un esame attento, perspicace e intelligente della disciplina. Infatti, nella breve Introduzione, l’autore accenna con estrema modestia al proprio tentativo di proporre una lettura “creativa” dei nessi tra vari ambiti di ricerca: il libro dimostra quanto sia riuscito in questo difficile compito, associando all’accuratezza e all’approfondimento delle proprie analisi una rara capacità di offrire al lettore un quadro coeso, chiaro, didatticamente stimolante. Il libro di Franz Pöchhacker diventerà indubbiamente un punto di riferimento per gli studi sull’interpretazione, a più livelli: come vademecum per chi si appresta a conoscere la disciplina, come approfondimento e preziosa fonte di informazioni per gli addetti ai lavori, e infine come libro di testo per seminari di ricerca e approfondimenti teorici. E, last but not least, come esempio di reale apertura verso una pluralità di temi e approcci metodologici.

This book by Franz Pöchhacker offers a detailed, clear and up-to-date overview of Interpreting Studies, affording insight into a field of activity which has become increasingly varied – not only from a professional viewpoint, but also as an academic discipline with a multitude of approaches to theory and research. There are three sections: the main part of the book is made up of the first two (Foundations, Selected Topics of Research[), containing a total of nine chapters, while the third section (Directions) consists of a brief conclusion in a single chapter. The first section, which examines the epistemological and theoretical basis of Interpreting Studies, dedicates a chapter each to five main topics: the definition and main features of interpreting, the development of Interpreting Studies, theoretical perspectives, research paradigms, theoretical models. In Chapter 1, Concepts, the author describes the entire field of Interpreting Studies. Starting from the basic distinction between interpreting and translation, he examines the various settings in which interpreters work, focusing on a number of fundamental concepts (e.g. active/passive languages; oral/sign language interpreting; main forms of interpreting, including remote interpreting; professional status). The final summary of the chapter includes an illustrated “map” of the field, pinpointing the various dimensions along which different forms of interpreting can be defined. Chapter 2, Evolution, is a brief history of interpreting research, focusing on how the various forms of interpreting have come of age first professionally and then academically. Starting from the “pioneers” (1950s), the heyday of psychological research (1960s) and the Paris School (from the 1970s on), Pöchhacker sees the mid 1980s as a turning point for Interpreting Studies. The scholarship of the last twenty years has thus been able to step up a gear compared with earlier decades, in terms of general organisation, communication and long-overdue recognition of “non-mainstream” forms of interpreting. Chapter 3, Approaches, looks at the main theoretical perspectives within Interpreting Studies (translation-related issues, psycholinguistics, sociology, cultural studies). This provides a background against which to identify the central ideas, or “(super)memes”, around which research and theory continue to develop (linguistic equivalence, cognitive studies, mediation etc.), as well as the main trends in methodology (experimental research, observational studies, questionnaire-based surveys).

The epistemological and methodological issues introduced so far are examined in greater detail in Chapter 4, Paradigms, the starting point for which is Kuhn’s concept of the research “paradigm”. This provides a useful setting within which to examine the main paradigms which have contributed to the development of Interpreting Studies: the théorie du sens, the “experimental” period, the contribution of the cognitive sciences, interdisciplinarity, “functionalist” theory, the dynamics of interaction in dialogic exchanges. As in the first chapter, the final summary here again includes a figure which makes a wealth of theoretical and conceptual analysis readily accessible to the reader. Chapter 5, Models, begins with a brief introduction on the usefulness of theoretical models in a field like interpreting research. Two main kinds of model are then identified, according to whether the emphasis is on a situational and pragmatic perspective (interaction, communication) or, particularly for simultaneous interpreting, the cognitive processes involved (role of general and contextual knowledge in comprehension, importance of short term memory during décalage etc.). The book’s second section, comprising Chapters 6-9, focuses on a large number of studies in four main thematic areas: cognitive and linguistic processes, the finished “product” and its objectives, the profession, and teaching. Since a brief review can obviously not do anything like justice to the interest of these chapters and the wealth of detail they contain, only a very short summary of the topics they cover is offered here. In Chapter 6, Process, the author examines studies on cognitive issues (e.g, bilingualism, temporal overlap of listening and oral production during simultaneous interpreting, comprehension).

Chapter 7, Product and Performance, shifts the focus to the interpreting “product” and the various criteria of analysis used to assess features such as textuality, fidelity, pragmatic equivalence and quality. In Chapter 8, Practice and Profession, Pöchhacker examines the variety of perspectives from which the interpreting profession can be investigated: from the history of the profession to sociological and demographic studies. Chapter 9, Pedagogy, identifies five main areas of interest in research on interpreter training: curriculum, selection, teaching, assessment, specific training (refresher courses, teacher training etc.). Finally, the third section of the book pinpoints a number of major trends and issues in Interpreting Studies, concluding with a look at possibile future scenarios and approaches. Overall, this book makes an extremely important contribution to Interpreting Studies. Not only is the underlying research exhaustive and intelligent, but the presentation is clear and accessible. The main topics in each chapter are explained both at the beginning and in the closing summary, which is complemented by questions for suggested further discussion and by numerous references to the book’s very detailed bibliography. Another excellent feature of the book is that it contains many diagrams and figures which conveniently highlight a variety of major topics and offer immediate access to key concepts (e.g., the map of Interpreting Studies, mentioned above). These illustrations, a valuable feature of the book for purposes of teaching and self-study, reflect a careful, perceptive and intelligent analysis of the discipline. In his brief Introduction, the author speaks unassumingly of his attempt to offer a “creative” interpretation of the links between different research areas and themes: in this respect, the book shows just how successfully he has accomplished this difficult task, combining detailed, painstaking analysis with a rare ability to offer the reader a cohesive, clear and stimulating overall picture. Franz Pöchhacker’s Introducing Interpreting Studies is surely set to become a milestone in the Interpreting Studies literature, on several levels: as an introductory work for the relative newcomer, as a more advanced reader and highly informative reference book for the specialist, as a text book for seminars on research and theory. And, last but not least, as an example of true openness towards a wide variety of topics and methodological approaches.

©inTRAlinea & Peter Mead (2004).
[Review] "Introducing Interpreting Studies", inTRAlinea Vol. 7
This review can be freely reproduced under Creative Commons License.
Stable URL: http://www.intralinea.org/reviews/item/1067

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