Nella bottega di Buffoni

Franco Buffoni (2002)

Del maestro in bottega, The Shadow of Mount Rosa & Carmide a Reading

Reviewed by: Andrea Fabbri

Le tre facce di Franco Buffoni, poeta, traduttore e anglista, sono felicemente rappresentate nei tre libri usciti a suo nome nel 2002. Del maestro in bottega è una raccolta di testi poetici perlopiù recenti, corredata di un originale apparato esegetico, opera dell’autore stesso, che illustra aspetti della genesi di ciascuno. Questa “appendice”, in realtà una sezione dotata dello stesso peso dell’altra, farà felici i filologi e gli studiosi di letteratura; tuttavia, se ne consiglia caldamente la lettura anche ai semplici appassionati di poesia, nella speranza che essa possa contribuire a far balenare o ad accrescere, in chi cerca di scrivere, la consapevolezza che il poeta è prima di tutto un lettore “forte” di poesia e di letteratura in genere, e che dietro ogni testo “finito” c’è un lavoro complesso sulle fonti e sullo stile che richiede fatica e pazienza. Questo, poi, è vero soprattutto per Buffoni, un poeta particolarmente colto, che attinge per i suoi testi non soltanto alla cronaca, alle persone o alle cose comuni o a vicende personali, ma anche, moltissimo, al mondo delle arti figurative e alla letteratura. Una caratteristica frequente dei suoi lavori poetici è, quindi, la ricca intertestualità. Ma non è la sola, né la dominante.

Un’altra delle chiavi di lettura fondamentali della sua scrittura poetica si può probabilmente identificare nell’affermazione di Wordsworth secondo cui, come ricorda Buffoni stesso (p.114), “basterebbe saper togliere alle cose il ‘film of familiarity’, quella patina di consuetudine che ce le rende banali, per restare sbalorditi ogni giorno”, mentre l’elemento che caratterizza forse alcune tra le sue poesie più belle consiste nell’attitudine ad istituire associazioni inaspettate. The Shadow of Mount Rosa presenta, nella traduzione inglese dell’americano Michael Palma con testo originale a fronte, una scelta di poesie di Buffoni tratte dalle sue raccolte, partendo da Nell’acqua degli occhi (1979) per arrivare al Profilo del Rosa (2000). La intensa e costruttiva collaborazione tra il poeta (che, come già detto, è anche traduttore e traduttologo e docente di letterature comparate) e l’esperto traduttore (al quale si devono, tra l’altro, versioni da Dante, Gozzano e Corazzini) si è rivelata molto fruttuosa: le traduzioni sono riuscite e conservano molto dello stile dell’autore. Il libro contiene un breve saggio già precedentemente edito in italiano nel quale il poeta, in modo più organico che nella Bottega, delinea con pochi tratti l’evoluzione della sua poesia e identifica i quattro tipi di testo in cui essa si concretizza: poesie a lenta stratificazione; poesie associative; doni degli dei; racconti in versi.

Le prime si sono andate lentamente strutturando attorno ad un’idea–cardine; le seconde sono frutto di una sintesi tra due concetti, due sentimenti, due ordini di percezione che non erano mai stati posti in relazione tra loro in precedenza; le terze sono, per così dire, scritte di getto; le quarte raccontano qualcosa secondo modalità che possono essere più narrative o più liriche. Carmide a Reading, infine, è un volume di saggi dedicati al decadentismo vittoriano scritti nell’arco di un decennio. Si tratta di una raccolta che costituisce la seconda parte di una trilogia di libri che hanno lo scopo di delineare la continuità della “figura del poeta-uomo pubblico, disposto fino all’ultimo a pagare il prezzo più alto per le proprie scelte” (p.7). In questo volume il personaggio predominante è Oscar Wilde – nel quale si configura il passaggio dell’estetismo dal vitalismo estremo alla pulsione di morte - , come nel primo (Perché era nato Lord, dedicato ai romantici e pubblicato nel 1992) era Byron e nel terzo, ancora in gestazione, sarà Auden. Il libro, che analizza secondo prospettive inusitate i generi letterari in rapporto alle trasformazioni del costume e dell’establishment, dedica i suoi capitoli, oltre che all’autore irlandese, a Kipling, Yeats, Beerbohm, al meno noto naturalista inglese Crackanthorpe, e a Whitman e Charlotte Bronte, che, benché estranei, l’uno geograficamente perché americano, l’altra storicamente perché vissuta nella prima metà dell’Ottocento, al corpus del libro, sono per certi aspetti raccordabili ad alcuni degli altri autori analizzati.

Riferimenti biliografici

Franco Buffoni, Del maestro in bottega, Roma, Empirìa, 2002, pp.177, € 12,50

Franco Buffoni, The Shadow of Mount Rosa, Stony Brooks, New York, Gradiva Publications, 2002, pp.134, $ 15,00

Franco Buffoni, Carmide a Reading, Roma, Empirìa, 2002, pp.218, € 14,00

©inTRAlinea & Andrea Fabbri (2003).
[Review] "Nella bottega di Buffoni", inTRAlinea Vol. 6
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