Terminologia giudiziaria e traduzione letteraria

il caso di Testimone inconsapevole di G. Carofiglio in inglese e spagnolo

By Gianluca Pontrandolfo (Università di Trieste, Italy)

Abstract & Keywords

English:

One of the greatest challenges confronting legal translators, as well as researchers and students in comparative law, pertains to the translation of legal system-bound terms, designating concepts, institutions and personnel which are specific to a particular legal culture.

In the present paper attention is focused on a particular genre, namely the legal thriller. On the basis of the judicial terms used in the Italian legal thriller Testimone Inconsapevole (2002) by Gianrico Carofiglio, and their respective translations into English and Spanish, the study analyzes, mainly from a quantitative perspective, the translation procedures adopted by the English and Spanish translators of the novel to render those culture-bound terms. The final aim of the paper is to answer the following research question: does the judicial terminology of the Italian criminal justice system, which plays a leading role in the novel by Carofiglio, experience the effects of domesticating or foreignizing strategies in its translation into English and Spanish? In other words: do the translation procedures chosen by the translators of the novel to compensate for terminological incongruencies among the three different judicial systems produce an Italian-oriented or an English/Spanish-oriented terminology? The results have shown that in both translated versions of the novel a target-culture-oriented terminology is predominant, although attempts have been made by both translators to avoid eliminating the inevitable judicial differences between the Italian and the English and Spanish criminal procedures respectively.

Italian:

Una delle sfide più grandi che il traduttore giuridico, ma anche gli studiosi o gli studenti di diritto comparato si trovano a dover affrontare concerne la traduzione dei termini giuridicamente connotati che designano concetti, istituzioni e figure specifiche di una cultura giuridica.

Il presente studio si basa su un genere specifico, il legal thriller. Sulla base dei termini giudiziari impiegati nel romanzo italiano Testimone inconsapevole (2002) di Gianrico Carofiglio e delle rispettive traduzioni in inglese e spagnolo, lo studio analizza, principalmente dal punto di vista quantitativo, le tecniche traduttive adottate dai traduttori inglese e spagnolo del romanzo. L’obiettivo ultimo dello studio è rispondere alla seguente domanda: la terminologia dell’ordinamento giudiziario italiano, che svolge un ruolo fondamentale nel romanzo di Carofiglio, subisce gli effetti di tecniche di straniamento o di familiarizzazione nella resa in inglese e spagnolo? In altri termini, le tecniche traduttive a cui fanno ricorso i traduttori del romanzo per compensare le incongruenze terminologiche tra i tre ordinamenti giudiziari generano una terminologia orientata al sistema italiano o al sistema della cultura di arrivo? I risultati hanno dimostrato che in entrambe le versioni del romanzo prevale una terminologia orientata alla cultura di arrivo, nonostante gli evidenti tentativi da parte di entrambi i traduttori di mantenere l’alterità del sistema giudiziario penale italiano.

Keywords: legal thriller, legal translation, culture-bound terms in law, foreignizing, domesticating, traduzione giuridica, termini giuridicamente connotati, straniante, familiarizzante

©inTRAlinea & Gianluca Pontrandolfo (2012).
"Terminologia giudiziaria e traduzione letteraria il caso di Testimone inconsapevole di G. Carofiglio in inglese e spagnolo", inTRAlinea Vol. 14.
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Un libro giallo può ben tradurre “attorney” con pubblico ministero, “executor” con esecutore
testamentario, “legal estate” con servitù. Un testo giuridico eviterà di farlo.

Sacco (1994: 490)

1. Introduzione

Il diritto ha affascinato da sempre gli scrittori, così come la letteratura ha ammaliato giudici, avvocati e, più di recente, giuristi e professori di legge. Il rapporto tra le due aree costituisce un terreno particolarmente fertile ed affascinante per la sua natura intrinsecamente interdisciplinare. Se poi a queste si aggiunge anche la “traduzione”, il risultato è ancora più stimolante: si aprono interessanti prospettive di ricerca e applicazioni didattiche.

Il presente contributo, tuttavia, non si inserisce nel filone di studi tradizionale incentrato sull’analisi delle modalità con cui il diritto viene rappresentato in letteratura nella figura di avvocati, magistrati, indagini giudiziarie, leggi, ecc. Partendo, invece, da un testo classificabile come “opera letteraria in cui viene descritta estesamente una procedura giuridica” (Weisberg e Kretschmann 1977), ci si propone di analizzare, in un’ottica traduttiva, il livello lessicale, la dimensione per eccellenza in cui la lingua è proteiforme energeia (Rega 2001: 153).

L’analisi si basa sul primo romanzo di Gianrico Carofiglio, Testimone inconsapevole (2002), un legal o courtroom thriller.

Si è soliti affermare che il rito processuale italiano non si adatti al legal thriller, tanto popolare nel mondo anglosassone. Eppure, con il suo primo romanzo, Testimone inconsapevole, Carofiglio riesce sapientemente a confutare tale convinzione.

Il romanzo si apre con il ritrovamento del cadavere di un bambino di nove anni nel fondo di un pozzo. Un delitto del tutto inspiegabile, di cui viene accusato, a seguito di rapide indagini, un ambulante senegalese (Abdou Thiam). A inchiodare il senegalese vi sono indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Il destino processuale sembra essere segnato: a Abdou, privo di mezzi, non restano che una rapida difesa d’ufficio e venti anni di reclusione con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi (Guido Guerrieri) che trova, nella lotta per salvare il suo cliente, un nuovo sapore alla vita.

Lo scrittore narra con lucido realismo la vicenda che dipana il suo intreccio in un’aula di tribunale seguendo meticolosamente il lavoro di una Corte d’Assise, con i giudici, gli avvocati di difesa e di parte civile, la giuria popolare, ecc. E nel gioco di queste parti, nell’acuto retorico di una controprova, riesce a creare la tensione del colpo di scena, a insinuare il dubbio e, soprattutto, a suscitare la trepida attesa di una giustizia liberatoria.

Dalla trama emerge una delle peculiarità principali del testo: l’attenta e fedele ricreazione della realtà. È evidente che la funzione principale del testo e quindi l’obiettivo principale di Carofiglio è quello di coinvolgere il lettore, attraverso una narrazione accattivante e ricca di colpi di scena, che alterna la vicenda giudiziaria, più strettamente processuale e quindi più impegnativa, a quella personale dell’avvocato protagonista, in cui la crisi psicologica di Guerrieri e le sue vicende amorose alleggeriscono la prosa.

Il testo rappresenta dunque un’eccezione alla generalizzazione argomentata da Posner (2009: 21), secondo cui il diritto figura in letteratura più come una metafora che come un oggetto di studio in sé, anche quando a scrivere l’opera è un avvocato (come nel caso di Kafka) o un appassionato di diritto (come Melville). È possibile infatti affermare che, nel romanzo di Carofiglio, i riferimenti al procedimento penale italiano sono fedeli alla realtà e non hanno alcuna funzione retorica o metaforica.

Il presente contributo intende così fornire uno spunto di riflessione sul processo di traduzione della terminologia giudiziaria impiegata nelle versioni inglese (Involuntary witness, 2005, traduzione a cura di Patrick Creagh) e spagnola (Testigo involuntario, 2007, traduzione a cura di Valentí Gómez Oliver) del romanzo, evidenziando, da un lato, l’effetto delle tecniche traduttive adottate dai due traduttori sui lettori delle culture giudiziarie di arrivo, dall’altro, le ricadute di tali osservazioni in un’ottica di didattica della traduzione. Si cercherà così di dimostrare che, a dispetto di quanto affermato da Posner (2009: 21) nell’introduzione al primo capitolo del suo testo dedicato all’analisi dei testi letterari “sul” diritto, è possibile apprendere le dinamiche di un sistema giudiziario anche a partire da un testo letterario, frutto dell’immaginazione di uno scrittore.

2. Obiettivi dello studio

L’indagine prende le mosse da quei termini culturalmente (giuridicamente) connotati che designano concetti, istituzioni e figure specifiche di una determinata cultura. Si tratta dei cosiddetti “realia”, termini culturali da sempre considerati una delle difficoltà per antonomasia del tradurre (cfr. Rega 2010: 246-250). Data la natura del romanzo, saranno proprio i realia di carattere giudiziario ad essere esaminati, in un’ottica principalmente traduttologica.

Nello specifico, l’analisi verte sulle tecniche traduttive proprie della traduzione giuridica[1], che mirano a risolvere i problemi di incongruenza terminologica dovuti all’anisomorfismo concettuale esistente tra i diversi ordinamenti giuridici e giudiziari, veri e propri ostacoli nell’attività di riformulazione di un testo da una lingua/cultura di partenza a una lingua/cultura di arrivo.

In questo senso ci si propone di studiare le soluzioni traduttive adottate dai traduttori inglese e spagnolo per tradurre i realia di carattere giudiziario presenti nel romanzo, declinandole in termini di maggiore o minore aderenza alla cultura di partenza, e cioè la cultura giudiziaria italiana. In effetti, il confronto tra le tecniche traduttive adottate, consente, in ultima analisi, una valutazione delle traduzioni in termini di prodotto “straniante” o “familiarizzante”, a seconda del prevalere di un orientamento verso il testo di partenza (TP) o verso il testo di arrivo (TA). Nella fattispecie, la componente giudiziaria, esplicitata a livello microtestuale nella terminologia giudiziaria utilizzata, svolge un ruolo di rilievo nell’architettura dell’intero romanzo di Carofiglio. È soprattutto nella terminologia, infatti, che trova riscontro l’organizzazione concettuale dell’ordinamento giudiziario italiano. Ed è quindi proprio a livello terminologico che si ritrovano le divergenze concettuali esistenti tra i tre ordinamenti.

È importante segnalare, sin da subito, che l’analisi delle tecniche traduttive riscontrate prescinde da qualsiasi giudizio sull’appropriatezza e “correttezza” delle soluzioni adottate dai singoli traduttori, le quali richiederebbero la determinazione, tutt’altro che semplice, di criteri di accettabilità (cfr. Šarčević 1997: 241-249) che esulano dagli scopi del presente studio. In questo senso, l’indagine è principalmente quantitativa e si propone di osservare come i due traduttori del romanzo abbiano risolto l’inevitabile conflitto tra finzione (la storia raccontata dallo scrittore è un prodotto della sua fantasia) e realismo (la vicenda giudiziaria segue, meticolosamente e realisticamente, l’iter processuale penale italiano, visto che l’evento si basa su casi giudiziari a cui ha preso parte nella sua attività professionale). In particolare, se è vero che nella traduzione letteraria si tende a privilegiare un approccio traduttivo straniante, mentre nella traduzione tecnica un approccio familiarizzante[2] (cfr. Scarpa 2008: 85), cosa succede in un testo letterario che presenta parti tecniche (giuridiche)? Il realismo del testo, che si traduce nell’uso di una terminologia tecnica precisa, effettivamente in uso nel procedimento penale italiano, viene preservato in sede di traduzione?

Per quanto riguarda i risultati attesi, dato che è la componente letteraria, in ultima analisi, a prevalere su quella tecnico-giuridica, per la stessa natura del genere legal thriller, e dato che la traduzione dei termini culturalmente connotati ha una funzione puramente informativa – e non certamente prescrittiva –, ci si attende un uso più consistente di tecniche “familiarizzanti”. Tuttavia, dato che la narrativa di Carofiglio è tutta incentrata sulla dimensione giudiziaria italiana, ci si attende uno sforzo da parte dei traduttori nel cercare di riprodurre e ricreare il clima dell’aula giudiziaria e del procedimento penale italiani. Ci si aspetta, inoltre, una versione inglese più familiarizzante rispetto a quella spagnola, visto che l’ordinamento giudiziario penale spagnolo (e il relativo procedimento penale) si avvicina di più a quello italiano, rispetto a quello britannico, caratterizzato dal common law. L’appartenenza alla stessa famiglia di diritto di civil law, unita alla vicinanza geografica e culturale dei due Paesi, giustificherebbe un uso più marcato di strategie “stranianti” nella versione spagnola. In questa prospettiva, è evidente che le difficoltà terminologiche che incontrerà il traduttore inglese del romanzo saranno di gran lunga superiori a quelle con cui si confronterà il suo omologo spagnolo. Basti pensare al fatto che numerosi istituti del processo penale italiano (e la sua stessa architettura) non esistono nella realtà giudiziaria britannica[3], rappresentando quindi importanti sfide traduttive.

3. L’approccio metodologico

Da un punto di vista strettamente metodologico, l’attività preliminare dello studio ha previsto tre fasi principali. Nella prima si è proceduto alla lettura e all’analisi del testo originale e delle sue traduzioni. Nella seconda fase sono state identificate le parti del romanzo caratterizzate da un marcato uso della terminologia giudiziaria, che rappresentano ben il 44% dell’intero testo. Basti pensare alle parti in cui si descrive l’iter processuale penale italiano o si riportano testi giudiziari quali verbali, ordinanze, sentenze, o si citano le testimonianze e gli interventi delle parti in sede di udienza preliminare o dibattimento. Nella terza fase, infine, si è proceduto all’identificazione e all’estrazione manuale dei termini giudiziari connotati culturalmente a partire dal testo italiano. Quest’ultima fase ha consentito così di individuare 208 termini chiave intimamente legati alla realtà giudiziaria italiana e, nello specifico, al processo penale italiano.

Una volta identificata la terminologia, si è proceduto a isolare le rese traduttive delle versioni inglese e spagnola del romanzo. Per verificare le ipotesi che guidano lo studio, è stato necessario classificare queste ultime in base alla tipologia di tecnica traduttiva adottata dal traduttore. Inoltre, al fine di associare a ciascun termine la corretta tecnica traduttiva, riducendo così al minimo le probabilità di cadere nella soggettività, sono stati consultati testi specialistici, dizionari specializzati, codici e manuali di procedura penale delle relative giurisdizioni.

L’apparato teorico-metodologico del lavoro si basa sulle principali tecniche traduttive elaborate in letteratura da autori che si sono occupati di traduzione giuridica e, in maniera specifica, della traduzione dei termini giuridicamente connotati (cfr. Tabella 1).

Autore/Anno

Tecniche traduttive dei termini giuridicamente connotati

ŠARČEVIĆ (1985)

Tecniche traduttive orientate alla lingua di partenza:

  1. Trascrizione
  2. Traduzione - calco

Tecniche traduttive orientate alla lingua di arrivo:

  1. Adattamento
  2. Descrizione attraverso definizioni ed espansioni
  3. Equivalente descrittivo

 

  1. Coppie o triplette traduttive

WESTON (1991)

  1. Equivalenza funzionale
  2. Equivalenza formale
  3. Trascrizione
  4. Neologismo
  5. Naturalizzazione

GARRIDO NOMBELA (1991)

  1. Traduzione letterale
  2. Trascrizione (eventualmente con spiegazione)

FROSINI (1992)[4]

  1. Ricezione diretta
  2. Traduzione a calco
  3. Traduzione letterale
  4. Trasposizione
  5. Modulazione
  6. Equivalenza strutturale
  7. Adattamento

SACCO (1994)

  1. Non traduzione
  2. Traduzione
  3. Creazione

ŠARČEVIĆ (1997)

  1. Equivalente funzionale
  2. Espansione lessicale
  3. Parafrasi descrittive o definizioni
  4. Termini neutri
  5. Prestiti
  6. Equivalenti letterali (neologismi)

HARVEY (2000)

  1. Equivalenza funzionale
  2. Equivalenza formale
  3. Trascrizione
  4. Traduzione descrittiva/esplicativa

ALCARAZ VARÓ & HUGHES (2002)

  1. Trasposizione
  2. Espansione
  3. Modulazione

AJANI (2005)

  1. Traduzione letterale (in caso di corrispondenza semantica e concettuale)
  2. Traduzione letterale (in caso di differenze semantiche non significative)
  3. Non traduzione
  4. Neologismo
 

Tabella 1 Sintesi delle principali tecniche traduttive riscontrate in letteratura

Si è proceduto quindi all’identificazione di sei tecniche applicabili alla terminologia giudiziaria del romanzo in esame. Il processo di selezione non poteva tuttavia prescindere dalla natura e dalla funzione letteraria dei testi in esame. Sono state così ritenute non pertinenti tecniche traduttive invalse nella traduzione giuridica propriamente detta, ma utilizzate come extrema ratio nella traduzione letteraria. Si pensi, per fare solo un esempio, alla sofisticata soluzione traduttiva proposta da Šarčević (1985) relativa alle coppie/triplette traduttive, una combinazione delle tecniche della ricezione diretta, della traduzione a calco e della trasposizione al fine di espandere lessicalmente il termine problematico. Difficilmente tale tecnica verrà utilizzata in un testo letterario. Lo stesso discorso vale per la soluzione della descrizione definitoria (Šarčević 1985, 1997), alquanto inappropriata in un contesto letterario. Si è deciso, invece, di includere tra le tecniche anche l’eliminazione: si è ipotizzato che i traduttori, nei casi più problematici, avrebbero potuto far ricorso all’eliminazione, compensando altrove le perdite (cfr. Landers 2001: 209, zero translation o translation by omission)

Le tecniche selezionate per l’indagine sono le seguenti:

  1. Trascrizione: anche denominata “ricezione diretta” o “prestito”, consiste nella non traduzione (cfr. Sacco 1994, Ajani 2005) del termine problematico del TP e nella sua semplice traslitterazione nella lingua di arrivo[5];
  2. Traduzione-calco: si tratta della cosiddetta “equivalenza formale o linguistica”, dove il termine viene tradotto con un vocabolo nella lingua di arrivo simile dal punto di vista formale, in una sorta di traduzione “parola per parola”.
  3. Eliminazione: si tratta di un’omissione volontaria del termine problematico da parte del traduttore.
  4. Neologismo: si tratta della creazione di un termine nuovo o di una risemantizzazione di un termine già esistente (cfr. concetto di “omologazione” in Sacco 1994: 488-489);
  5. Parafrasi: è la “traduzione o equivalenza descrittiva”, ovvero una sorta di generalizzazione o perifrasi atta a sostituire il termine problematico;
  6. Trasposizione: si tratta della cosiddetta “equivalenza funzionale” o “adattamento”, dove il termine della lingua di partenza viene tradotto con un referente nella cultura giuridica di arrivo avente una funzione analoga a quella del referente del TP.

Queste sei tecniche traduttive possono essere collocate lungo un continuum (cfr. Figura 1) alle cui estremità si ritrovano, da una parte, le strategie maggiormente mirate al testo e alla cultura di partenza, e, dall’altra, le strategie più orientate al testo e alla cultura di arrivo (cfr. Harvey 2000). L’orientamento verso uno dei due poli è indice di un approccio traduttivo rispettivamente “straniante” o “familiarizzante” (cfr. Venuti 1995).

Figura 1 Principali tecniche traduttive specifiche della terminologia giudiziaria ‘culture-bound’

Sulla scorta delle tipologie di tecniche traduttive identificate, si è proceduto quindi all’analisi delle corrispondenze terminologiche (italiano-inglese, italiano-spagnolo) stabilite a livello microtestuale dai traduttori, ascrivendo ciascuna delle 208 soluzioni traduttive ad una specifica tipologia di tecnica traduttiva, con il fine ultimo di verificare le ipotesi che guidano lo studio.

4. Risultati e discussione

Attraverso l’analisi della terminologia giudiziaria utilizzata nel romanzo alla luce delle principali strategie selezionate (cfr. Figura 1) si è giunti ai risultati sintetizzati nelle Figure 2 e 3.

Figura 2 Principali tecniche traduttive nella versione inglese

 

Figura 3 Principali tecniche traduttive nella versione spagnola

Le soluzioni traduttive a cui sono pervenuti i due traduttori del romanzo appaiono abbastanza allineate. La tecnica traduttiva più utilizzata è la trasposizione (64% nella versione inglese e 68% in quella spagnola), strategia più orientata verso il testo e verso la cultura giudiziaria di arrivo[6]. È interessante notare che il secondo posto è occupato dalla traduzione-calco (22% nella versione inglese e 25% in quella spagnola), tecnica che, invece, si colloca quasi agli antipodi della trasposizione, e quindi si orienta verso il testo di partenza. Seguono la parafrasi (12% nel testo inglese e 6% in quello spagnolo), e la trascrizione (2% nella versione inglese e 1% in quella spagnola). Le restanti tecniche non svolgono un ruolo significativo ai fini dell’indagine.

La Tabella 2 esemplifica le tecniche traduttive identificate nel romanzo.

Tecnica traduttiva

Inglese

Spagnolo

Eliminazione

Ordinanza àØ

[TP: p. 43] I capi d’imputazione dell’ordinanza erano brevi, burocratici ed agghiaccianti.

[TA: p. 33] The charges stated Ø were brief, bureaucratic and blood-curdling.

Trascrizione

Criminalpol à Criminalpol

[TP: p. 94] Non aveva mai voluto lasciare quel posto anche se gli avevano offerto tante volte di passare alla Criminalpol, o alla Dia, o anche al Sisde.

[TA: p. 78] He had always refused to leave that job, even though they had often tried to induce him to transfer to the Criminalpol, the anti-drug section or even the Secret Service.

Dia à DIA[7]

[TP: p. 94] Non aveva mai voluto lasciare quel posto anche se gli avevano offerto tante volte di passare alla Criminalpol, o alla Dia, o anche al Sisde.

[TA: p. 75] Nunca había querido abandonar aquel destino, por más que en numerosas ocasiones le habían ofrecido el traslado a la policía criminal, o a la DIA, o también al CNI.

Trasposizione

Pubblico ministero à public prosecutor

[TP: p. 44] Quattro giorni dopo la scoperta del corpo, carabinieri e pubblico ministero avevano trionfalmente raccontato in conferenza stampa che il caso era risolto.

[TA: p. 34] Four days after the discovery of the body the carabinieri and the public prosecutor had triumphantly announced at a press conference that the case was solved.

Signor giudice, […] à Your Honour, […]

[TP: p. 136] «Signor giudice, con il mio cliente abbiamo vagliato a lungo l’eventuale opportunità di richiedere il giudizio abbreviato ma alla fine abbiamo ritenuto insieme che si tratti di un processo da sottoporre al vaglio del dibattimento. […] ».

[TA: p. 115] “Your Honour, my client and I have considered at length the possible advantages of requesting the shortened procedure, but we eventually decided together that this is a case to be submitted to a full hearing. […].”

Sentenza di assoluzione à verdict of acquittal

[TP: p. 306] L’articolo 530 del codice di procedura penale si intitola: Sentenza di assoluzione.

[TA: p. 265] Article 530 of the code of criminal procedure is entitled “Verdict of acquittal”.

L’udienza è tolta à The court is dismissed

[TP: p. 258] […] Rinvia per l’assunzione della prova e per la discussione all’udienza del 3 luglio. L’udienza è tolta.

[TA: p. 224] […] “It postpones the taking of evidence and the closing argument until the hearing of 3 July. “The court is dismissed”.

Patteggiamento della pena à Plea-bargaining

[TP: p. 66] Cavallerescamente il marito aveva lasciato che la giustizia facesse il suo corso e che la moglie fosse condannata, anche se solo con il patteggiamento della pena.

[TA: p. 53] The husband had chivalrously allowed justice to take its course and his wife to be found guilty, albeit with plea-bargaining.

Controinterrogatorio à cross-examination

[TP: p. 64] Il giudizio abbreviato ha un altro pregio. È l’ideale quando un imputato ha pochi soldi e non può permettersi di pagare un lungo dibattimento, con interrogatori, controinterrogatori, testimoni, periti, requisitorie, lunghe arringhe eccetera, eccetera, eccetera.

[TA: p. 51-52] This shortened procedure has another advantage. It is ideal when the accused hasn’t much money and cannot afford long hearings, witnesses, experts, examinations and cross-examinations, summings-up, lengthy harangues and so on and so forth.

Pubblico ministero à Fiscal

[TP: p. 60] Avevo udienza quella mattina, ma prima dovevo andare a parlare con il consigliere Cervellati. Il pubblico ministero che si occupava del caso di Abdou.

[TA: p. 49] Tenía una audiencia aquella mañana, pero antes tenía que ir a hablar con el fiscal Cervellati. El que se ocupaba del caso de Abdou.

Sisde à CNI[8]

[TP: p. 94] Non aveva mai voluto lasciare quel posto anche se gli avevano offerto tante volte di passare alla Criminalpol, o alla Dia, o anche al Sisde.

[TA: p. 75] Nunca había querido abandonar aquel destino, por más que en numerosas ocasiones le habían ofrecido el traslado a la policía criminal, o a la DIA, o también al CNI.

Corte di assise à Audiencia Provincial

[TP: p. 138] Il dibattimento nei confronti di Thiam Abdou, nato a Dakar, Senegal, il 4 marzo 1968 per le imputazioni di sequestro di persona e omicidio aggravato era fissato al 12 giugno, dinanzi alla corte di assise di Bari.

[TA: p. 109] El juicio contra Abdou Thiam, nacido en Dakar, Senegal, el 4 de marzo de 1968, por las acusaciones de secuestro de persona y homicidio con agravantes quedaba fijado para el 12 de junio, en la Audiencia Provincial de Bari.

costituirsi parte civile à constituirse como acusación particular

[TP: p. 95] Insomma, comunque, quella mattina di fine marzo sarebbe dovuto cominciare il processo nato dall’operazione dog fighting. La LAV intendeva costituirsi parte civile ed aveva incaricato me.

[TA: p. 76] En fin, aquella mañana de finales de marzo tenía que empezar el proceso resultante de la operación dog fighting. La LCV (liga contra la vivisección) pensaba constituirse como acusación particular y me la había encargado a mí.

Istruttoria dibattimentale à sumario oral

[TP: p. 162] «In estrema sintesi, ed allo scopo di evidenziare i punti su cui si impernierà l’istruttoria dibattimentale, gli elementi acquisiti sono i seguenti […] ».

[TA: p. 129] »Resumiendo al máximo, y con la finalidad de evidenciar los puntos sobre los que se basará el sumario oral, las pruebas obtenidas son la siguientes. [...].

Richiesta di rinvio a giudizio à Petición de apertura de juicio

[TP: p. 87] Cervellati depositò la richiesta di rinvio a giudizio il ventunesimo giorno. La puntualità ossessiva era nel suo stile.

[TA: p. 70] Cervellati depositó la petición de apertura de juicio al cabo de ventiún días. La puntualidad obsesiva formaba parte de su estilo.

Neologismo

«fine pena mai»[9] à «Term of detention: permanent»

[TP: p. 158] Se non ci fossi riuscito – come era più che probabile – non ci sarebbe stata nessuna partita. Invece sui registri del carcere, a fianco del nome di Abdou, bene in vista avrebbero timbrato: «fine pena mai».

[TA: p. 134] If I did not succeed – as was more probable – in the prison registers, beside Abdou’s name and highlighted, would be stamped the words Term of detention: permanent.

«fine pena mai» à «final pena nunca»

[TP: p. 158] Se non ci fossi riuscito – come era più che probabile – non ci sarebbe stata nessuna partita. Invece sui registri del carcere, a fianco del nome di Abdou, bene in vista avrebbero timbrato: «fine pena mai».

 [TA: p. 125] Si no lo conseguía – como era más que probable –, no me podría jugar nada. En cambio, en el registro de la cárcel, al lado del nombre de Abdou, bien visible, timbrarían: «final pena nunca».

Parafrasi

avviso di conclusione delle indagini preliminari à announcement that inquiries have been concluded

[TP: p. 62] Ovviamente si ricordava. Nel giro di qualche giorno avrebbero fatto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ed io avrei potuto visionare il fascicolo e fare le copie.

[TA: p. 50] Evidently he did remember. In a few days’ time he would announce that the preliminary investigations were concluded and I would be able to view the documents and make copies.

cassazione [ricorso] à to go to appeal

[TP: p. 48] Il ricorso era andato male. Per la cassazione ci volevano venti milioni. Non li avevano venti milioni e Abdou era rimasto in carcere.

[TA: p. 37] The petition was refused. To go to appeal again would cost twenty million. They didn’t have twenty million so Abdou had remained in prison.

Dia à the anti-drug section

[TP: p. 94] Non aveva mai voluto lasciare quel posto anche se gli avevano offerto tante volte di passare alla Criminalpol, o alla Dia, o anche al Sisde.

[TA: p. 78] He had always refused to leave that job, even though they had often tried to induce him to transfer to the Criminalpol, the anti-drug section or even the Secret Service.

Denunciare à to report the incident

[TP: p. 94] Volevano un consiglio, se denunciare o no e a che cosa andavano incontro, e a che cosa andava incontro il bambino.

[TA: p. 78] They wanted advice on whether or not to report the incident, on what they would be up against if they did, and especially what the child would be up against.

Fare assolvere [qlcu.] à to get [him/her] off

[TP: p. 49] Il giorno dopo fu condannata e per l’appello cambiò avvocato. Ovviamente non saldò il mio onorario, ma forse aveva ragione: non avevo fatto del mio meglio per farla assolvere.

[TA: p. 38] The next day she was found guilty, and for the appeal she went to another lawyer. Naturally she didn’t pay the remainder of my fee, but maybe she had a point: I hadn’t exactly done my best to get her off.

A piede libero à to be at liberty

[TP: p. 96] Insomma il presidente del collegio, verso le 14.30 lesse la formula e rinviò il processo al successivo dicembre, posto che tutti gli imputati erano a piede libero e quindi non c’era fretta.

[TA: p. 80] In short, at about half-past two in the afternoon, the judge read the formula and adjourned the trial until December, since, as all the defendants were at liberty, there was no hurry.

Avviso di conclusione delle indagini preliminari à notificar la conclusión de las investigaciones preliminares

[TP: p. 62] Ovviamente si ricordava. Nel giro di qualche giorno avrebbero fatto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ed io avrei potuto visionare il fascicolo e fare le copie.

[TA: p.] Obviamente se acordaba. En el plazo de pocos días me notificaría la conclusión de las investigaciones preliminares y yo podría ver el expediente y hacer las copias.

Indagini difensive à investigaciones para preparar la defensa

[TP: p. 91] […] «Non meno di quaranta, cinquanta milioni. Se volessimo fare delle indagini difensive – e in questo caso probabilmente ci vorrebbero – parecchio di più».

[TA: p. 73] […] – No menos de cuarenta, cincuenta millones. Si quisiéramos hacer una investigación para preparar la defensa – y en este caso probablmente hará falta – mucho más todavía.

Ricorso al tribunale della libertà à recurso de solicitud de la libertad condicional

[TP: p. 48] Di milioni ne aveva chiesti dieci solo per il ricorso al tribunale della libertà. Gli amici di Abdou avevano fatto una colletta e avevano raccolto quasi tutta la cifra richiesta.

[TA: p. 40] De millones había pedido diez sólo para el recurso de solicitud de la libertad condicional. Los amigos de Abdou habían hecho una colecta y habían recogido toda la suma requerida.

Traduzione-calco

Codice di procedura penale à code of criminal procedure

[TP: p. 87] Il codice di procedura penale stabilisce che fra l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio trascorrano almeno venti giorni.

[TA: p. 72] The code of criminal procedure requires that at least twenty days elapse between the announcement that the inquiries have been concluded and the application for committal for trial.

Denuncia à Denouncement

[TP: p. 93] Tutto era cominciato per una denuncia della lega anti-vivisezione ed era proseguito perché l’indagine era stata affidata a un poliziotto eccezionale: l’ispettore superiore Carmelo Tancredi.

[TA: p. 77] It had all started with a denouncement by the Anti-Vivisection League and had continued because the inquiries had been entrusted to a truly exceptional policeman, Chief Inspector Carmelo Tancredi.

Ufficio del giudice per le indagini preliminari à Office of the Magistrate in Charge of Preliminary Investigations

[TP: p. 43] Quando le chiesi quale fosse il suo problema mi passò dei fogli spillati, con intestazione «Ufficio del giudice per le indagini preliminari, ordinanza di custodia cautelare in carcere».

[TA: p. 32] When I asked her what the problem was she handed me some stapled sheets headed “Office of the Magistrate in Charge of Preliminary Investigations, Order for Precautionary Detention”.

persona informata sui fatti à person in possession of the facts

[TP: p. 80] Il verbale dinanzi a Cervellati era integrale, cioè registrato e stenotipato. Qui la persona informata sui fatti Renna Antonio non usava improbabili espressioni del tipo «sono coadiuvato», «prefato esercizio» o «sorbire un caffè». Il senso però non cambiava.

[TA: p. 66] The evidence given to Cervellati was complete, in the sense that it was recorded and stenotyped. Here the person in possession of the facts did not use improbable expressions such as “the aforesaid commercial premises” or “purchase and consume a coffee”. But the upshot was the same.

Estorsione continuata in concorso con ignoti à Persistent extortion in complicity with persons unknown

[TP: p. 67] Se difendi un signore arrestato per estorsione continuata in concorso con ignoti e suoi amici vengono in studio e ti dicono di non preoccuparti per l’onorario, ché ci pensano loro, anche qui potresti supporre che quell’onorario non sarà composto di soldi pulitissimi.

[TA: p. 54] If you are defending a man arrested for persistent extortion in complicity with persons unknown, and his friends come to the office and tell you not to worry about the fee, they’ll take care of it, here too you can make a guess that that fee will not be composed of spotlessly clean money.

Udienza preliminare à audiencia preliminar

[TP: p. 63] L’udienza preliminare serve a verificare se ci sono le condizioni per fare un processo che, per il caso dell’omicidio, è competenza della corte di assise, composta da giudici professionisti e di giurati popolari.

[TA: p. 52] La audiencia preliminar sirve para verificar si se dan las condiciones para realizar un proceso que, en el caso del homicidio, es prerrogativa del tribunal, compuesto por jueces profesionales y jurados popolares.

giudice per l’udienza preliminare à juez de la audiencia preliminar

[TP: p. 63] Il giudizio abbreviato è uno di quelli che nel gergo degli addetti ai lavori si chiamano riti speciali. Di regola, quando il pubblico ministero finisce le indagini, in un procedimento per omicidio, chiede al giudice per l’udienza preliminare il rinvio a giudizio.

[TA: p. 52] En la jerga de los profesionales llamamos proceso abreviado a un procedimiento especial. Normalmente, cuando el fiscal termina las investigaciones en una causa por homicidio, le pide al juez de la audiencia preliminar la celebración del juicio.

Pubblica accusa à acusación pública

[TP: p. 165-166] [...] Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, controesaminando i testi, proprio i testi del pubblico ministero, vi dimostreremo che quella sentenza di condanna, già scritta nella mente del rappresentante della pubblica accusa, è solo un castello di congetture.

[TA: p. 131] En el trascurso del sumario oral, reexaminando los textos [sic], precisamente los textos [sic] del fiscal, les demostraremos que esta sentencia condenatoria, ya escrita en la mente del representante de la acusación pública, es sólo un castillo de conjeturas.

Audizione delle persone informate sui fatti à Declaración de las personas conocedoras de los hechos

[TP: p. 203] «Presidente, io credo sia rilevante sapere per quale motivo l’audizione delle persone informate sui fatti, e in particolare quella dei cittadini extracomunitari, che non potremo risentire qui, perché sono irreperibili, non è stata documentata in forma integrale».

[TA: p. 160] – Presidente, yo creo que es importante saber el motivo por el cual la declaración de las personas conocedoras de los hechos, y especialmente la de los ciudadanos extracomunitarios, que no podremos volver a oír aquí, porque están ilocalizables, no ha sido documentada de manera integra.

Estorsione continuata in concorso con ignoti à Extorsión continuada en colaboración con desconocidos

[TP: p. 67] Se difendi un signore arrestato per estorsione continuata in concorso con ignoti e suoi amici vengono in studio e ti dicono di non preoccuparti per l’onorario, ché ci pensano loro, anche qui potresti supporre che quell’onorario non sarà composto di soldi pulitissimi.

[TA: p. 55] Si defiendes a un señor arrestado por extorsión continuada en colaboración con desconocidos y sus amigos se presentan en el despacho y te dicen que no te preocupes por los honorarios, que se ocuparán ellos, también aquí podrás pensar que aquellos honorarios no consistirán en dinero muy limpio.

Tabella 2 Esempi delle tecniche traduttive identificate

Prima di interpretare i dati e trarre le conclusioni, è utile collocare tali risultati lungo il continuum della Figura 1, al fine di delineare un quadro d’insieme più chiaro che evidenzi la propensione dei traduttori per uno o l’altro tipo di approccio (Figura 4).

Figura 4 I principali risultati nell’ottica del continuum

I risultati dello studio dimostrano che le tecniche familiarizzanti – in particolare la trasposizione – sono quelle utilizzate con maggiore frequenza sia dal traduttore inglese che da quello spagnolo. Trova inoltre conferma l’ipotesi iniziale per cui ci si attendeva uno sforzo, da parte di entrambi i traduttori, nel preservare e mantenere l’estraneità della vicenda giudiziaria, marcatamente e processualmente “italiana”. L’adattamento alle realtà giudiziarie britannica e spagnola convive, infatti, con tecniche più stranianti, come la traduzione-calco, un chiaro segnale della volontà di non annullare le differenze culturali esistenti tra gli ordinamenti in esame, ma al contrario, di metterle in rilievo.

Per quanto riguarda, invece, l’ipotesi secondo cui la versione inglese sarebbe stata più familiarizzante rispetto a quella spagnola a causa della distanza tra civil law e common law, non si sono riscontrate differenze significative tra i due testi e, nello specifico, la versione spagnola non è apparsa molto più straniante rispetto a quella inglese. L’unico atteggiamento lievemente contrastante da parte dei due traduttori e che potrebbe, in un certo senso, collocarsi in questa linea argomentativa è stato il ricorso alla tecnica della parafrasi: il traduttore inglese ha utilizzato l’equivalenza descrittiva più spesso (12%) rispetto al suo omologo spagnolo (6%), risultato che può essere interpretato come una difficoltà del traduttore inglese nella resa di termini inesistenti nell’ordinamento giudiziario britannico. In effetti, tutti i casi di traduzione descrittiva nel testo inglese sono dettati dall’inesistenza di determinati istituti o concetti nel Regno Unito[10].

È necessario interpretare i risultati dello studio alla luce delle due forze contrastanti, identificate sin dall’inizio del lavoro, in costante equilibrio nel testo di Carofiglio: da un lato, la funzione meramente letteraria del romanzo, dall’altro il realismo giudiziario che pervade le pagine del romanzo, dove il gioco delle parti processuali domina la narrazione. Se la prima forza affranca il traduttore dal peso di una resa terminologica rigorosa e pedissequa, giacché i termini non hanno valore legale, attribuendogli un margine maggiore di discrezionalità, e orientandolo verso un approccio familiarizzante, la seconda forza lo spinge verso il polo dell’approccio straniante, affidandogli un arduo compito, dal quale questi non può esimersi, ossia la resa della terminologia giudiziaria italiana, protagonista della vicenda raccontata.

Tenendo ben presenti queste due forze, è possibile dunque verificare le ipotesi di ricerca che guidano lo studio. La terminologia giudiziaria dell’ordinamento italiano relativa al procedimento penale subisce, in entrambe le traduzioni, gli effetti di tecniche di familiarizzazione, per cui il prodotto finale si avvicina maggiormente alla lingua e cultura di arrivo. Il conflitto tra “finzione” e “realismo” si risolve, nelle due versioni, con un tentativo dei traduttori di adattare lo scenario alle rispettive realtà giudiziarie, facilitando l’identificazione e la decodifica da parte dei lettori del romanzo.

Per quanto riguarda, infine, la diversità di approcci tra “traduzione letteraria” e “traduzione tecnica”, benché sia la funzione letteraria del testo a prevalere, è l’approccio familiarizzante a predominare nelle due versioni. In questo senso, i risultati sono in netta controtendenza rispetto alle tradizionali tecniche stranianti invalse sia nella traduzione letteraria, sia nella traduzione giuridica di testi “autentici”.

Nel caso analizzato, tuttavia, la differenza di approcci non è tanto dovuta alla dicotomia testo letterario vs. testo giuridico, quanto piuttosto alla funzione e allo scopo per cui il testo viene utilizzato nella cultura destinataria della traduzione. È questo, in ultima analisi, uno dei fattori determinanti ai fini della scelta di qualsiasi strategia traduttiva (cfr. Rega 2010: 250).

5. Conclusioni

L’analisi della resa della terminologia giudiziaria nelle versioni del romanzo di Carofiglio ha messo in luce il peso delle strategie traduttive adottate: la traduzione è in fondo un processo decisionale.

Nella parte introduttiva del presente contributo si è fatto riferimento alle possibili ricadute dello studio a livello didattico, ambito in cui è necessario far comprendere agli studenti che la traduzione è un complesso processo di fragili compromessi per riformulare al meglio un testo da una lingua/cultura di partenza in una lingua/cultura di arrivo. Uno dei modi migliori per farlo è proprio presentare testi che siano ricchi di elementi culturali (Rega 2010: 245) e questo è particolarmente vero per la traduzione giuridica e giudiziaria.

Per quanto riguarda il caso specifico del romanzo di Carofiglio, la precisione terminologica ed il realismo giudiziario che caratterizza il testo, al pari delle altre opere narrative dell’affermato scrittore, non possono che essere di grande ausilio in un contesto didattico, dove la dimensione terminologica giudiziaria appare particolarmente ostica. Il problema del lessico, infatti, è tra i più discussi nell’ambito della didattica della traduzione giuridica, data la non perfetta corrispondenza dei termini e dei concetti da essi designati nelle diverse lingue e nei diversi ordinamenti (Garzone 2007: 225). La terminologia tecnica rimane infatti la componente più problematica per il traduttore specializzato (Scarpa 2008: 50) e per lo studente di traduzione che si imbatta in questa particolare tipologia di traduzione tecnica.

Da questo punto di vista, uno studio sui realia di carattere giudiziario può rappresentare un ottimo punto di partenza in un corso sulla traduzione giuridica e/o giudiziaria, destinato a studenti che abbiano una formazione in traduzione e che abbiano una base di traduzione specializzata (cfr. Harvey 2000), in quanto consentirebbe di analizzare aspetti relativi sia al diritto comparato che alla traduttologia.

L’analisi di un testo letterario narrativo, nella fattispecie un romanzo di Carofiglio, può senz’altro favorire l’avvicinamento degli studenti alla traduzione giuridica, settore di per sé particolarmente complesso, in linea con la prospettiva didattica dell’“approssimazione graduale” proposta da Widdowson (1978: 91 e ss., citato in Garzone 2007: 210).

L’uso didattico di un romanzo[11], in via preliminare al lavoro sul testo giuridico/giudiziario autentico, può stimolare l’interesse verso la materia, evitando atteggiamenti ostili che renderebbero infruttuoso qualsiasi corso. L’obiettivo ultimo è quello di favorire l’acquisizione di strumenti concettuali e di preparare il campo per affrontare, in una fase successiva, testi autentici (contratti, ordinanze, sentenze, ecc.).

Seguendo Harvey (2000: 3), si potrebbero prevedere attività di “retroversione” (back-translation)[12], proponendo agli studenti, ad esempio, di traduzione specializzata dall’inglese all’italiano o dallo spagnolo all’italiano, di tradurre parti della versione inglese o spagnola del romanzo.

Partendo da uno studio preliminare dell’ordinamento giudiziario italiano e del procedimento penale italiano in comparazione con quello inglese e/o spagnolo, si potrebbero prevedere attività che privilegino gli aspetti marcatamente terminologici, come la resa dei realia di carattere giudiziario che svolgono un ruolo così importante nel romanzo di Carofiglio. Attraverso la spiegazione e l’illustrazione delle diverse tecniche traduttive adottabili, anche e soprattutto in funzione del destinatario e della funzione del TA, gli studenti potranno così rendersi conto dell’incongruenza concettuale (Šarčević 1997: 232) che caratterizza gran parte dei concetti giuridici e potranno così acquisire un ruolo attivo nel processo decisionale alla base di ogni tecnica traduttiva. Si tratta, in definitiva, di un approccio didattico che stimola gli studenti a sperimentare, riflettendo sulle implicazioni delle proprie scelte.

Il materiale dell’indagine potrebbe essere utilizzato, così, come una sorta di introduzione alle difficoltà e alle sfide della traduzione giuridica e giudiziaria, alleggerendo notevolmente l’impatto ostico con la materia.

Oltre ad avere importanti risvolti didattici, l’analisi di quelli che Campos Pardillos (2007: 164-165) definisce “generi giuridici soft”, tra cui si può annoverare il courtroom thriller, rappresenta un campo di studio che, negli ultimi anni, ha iniziato a suscitare grande interesse da parte della ricerca e che sembra essere molto promettente.

Per quanto riguarda invece possibili studi futuri, l’indagine svolta è stata principalmente quantitativa: potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per lo studio degli aspetti più marcatamente qualitativi, quali l’analisi delle singole soluzioni traduttive adottate dai traduttori del romanzo. In questo senso, una ricerca interessante potrebbe vertere sulle difficoltà e sugli errori traduttivi in cui incorrono i traduttori letterari del romanzo nella resa lessicale della terminologia giudiziaria. Si è soliti affermare, ad esempio, che la tecnica traduttiva della “traduzione a calco” può dare luogo a equivoci e dovrebbe essere utilizzata con estrema attenzione (si veda, ad esempio, Frosini 1992: 109); sarebbe interessante studiare in quanti casi il ricorso alla “traduzione letterale” genera errori terminologici. Studi futuri potrebbero concentrarsi, inoltre, sul versante opposto, analizzando i realia americani di carattere giudiziario, nella loro traduzione o adattamento in italiano o in spagnolo. Sarebbe utile, in tal caso, confrontare i risultati della presente indagine con quelli derivanti, ad esempio, da un’analisi, metodologicamente affine, della terminologia giudiziaria utilizzata nei courtroom thriller di autori come John Grisham o Scott Turow.

La terminologia giudiziaria in un’ottica traduttologica ed interculturale appare insomma un campo estremamente stimolante, benché ricco di insidie, delle quale il traduttore è, inevitabilmente, l’unico testimone (in)consapevole.

Riferimenti bibliografici

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Note

[1] A ben vedere, è la stessa “traduzione giuridica” a conservare un intrinseco carattere letterario, come afferma Harvey (2002: 177): «[Legal translation] combin[es] the inventiveness of literary translation with the terminological precision of technical translation».

[2] Anche se si è consci che l’affermazione non è particolarmente calzante per i testi giuridici, la cui traduzione spesso è straniante – basti pensare, come esempio “estremo”, alla prassi traduttiva della Corte di Giustizia Europea che mantiene in lingua originale le denominazioni delle istituzioni giuridiche nazionali (cfr. Rega 1997: 123) – tuttavia la traduzione giuridica viene spesso classificata come “traduzione tecnica”.

[3] Lo stesso Codice di Procedura Penale non esiste in Inghilterra: le norme si trovano sparpagliate in una serie di testi legislativi, che vanno dal XIV secolo ai nostri giorni, e in un’abbondante giurisprudenza (cfr. Chiavario 1998: 231).

[4] Frosini adatta alla traduzione giuridica le sette tecniche traduttive identificate da Vinay & Darbelnet (1977) per compensare incongruenze o lacune terminologiche: 1) prestito; 2) calco; 3) traduzione letterale; 4) trasposizione; 5) modulazione; 6) equivalenza (cambiamento sintattico totale); 7) adattamento.

[5] Tale tecnica viene suggerita anche da Rega (1997: 123) che sostiene la necessità di non appiattire le realtà del TP in false equivalenze nel TA in quanto il destinatario “potrà veramente capire soltanto cogliendo la differenza, informandosi su di essa e operando un’analisi comparata delle realtà giuridiche di LP e di LA”.

[6] Tale risultato è in linea con quanto affermato da Harvey (2000: 3): «[Functional equivalence] is appropriate for the translation of texts intended for the lay reader (novels, general newspaper articles, political speeches etc.) in contexts where scrupulous accuracy is less important than fluency and clarity».

[7] La D.I.A., acronimo di Direzione Investigativa Antimafia, è l’organismo istituito nell’ambito del Dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno con il compito di assicurare lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di investigazione attinenti alla criminalità organizzata, ed in particolare ai reati di associazione mafiosa.

[8] La S.I.S.D.E., acronimo di Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica, è l’organo posto alle dipendenze del Ministero dell’Interno che assolve i compiti informativi e di sicurezza per la difesa dello Stato democratico e delle istituzioni poste dalla Costituzione. Il traduttore spagnolo ha fatto ricorso ad un equivalente funzionale: il CNI (Centro Nacional de Inteligencia), organo che assolve funzioni analoghe a quello italiano.

[9] Nel romanzo si fa riferimento al timbro che viene apposto sul registro del carcere a fianco del nome dei detenuti condannati all’ergastolo, dicitura che compare anche nel fascicolo del condannato a vita. L’espressione non viene utilizzata né in Spagna, né in ambienti angloamericani, motivo per cui i traduttori ricorrono alla tecnica del neologismo.

[10] Oltre ai già citati “avviso di conclusione delle indagini preliminari”, “cassazione” e “Dia” (cfr. Tabella 3), si pensi a “processo ordinario”, “denuncia”, “decreto di rinvio a giudizio”, “Camera di consiglio”, ecc.

[11] L’idea di portare in classe un testo letterario di argomento giuridico è stata presa in considerazione anche da giuristi per i loro corsi agli studenti di giurisprudenza (cfr. Posner 2009: 22).

[12] La prova di retroversione rappresenta, inoltre, un ottimo test di accettabilità delle scelte traduttive adottate dai traduttori del romanzo.

©inTRAlinea & Gianluca Pontrandolfo (2012).
"Terminologia giudiziaria e traduzione letteraria il caso di Testimone inconsapevole di G. Carofiglio in inglese e spagnolo", inTRAlinea Vol. 14.
This article can be freely reproduced under Creative Commons License.
Stable URL: http://www.intralinea.org/archive/article/1883

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