Considerazioni sull’uso del ViaVoice alla RTSI

By Ermanno Pea & Luigi Cannarozzo

Italian:

Basato sulla trascrizione del contributo presentato a Forlì il 17 novembre 2006.

Keywords: svizzera, court and legal interpreting, swiss teletext, fab, viavoice, sottotito live, sottotitoli semi-live, sonos, switzerland, live subtitling, semi-live subtitling

©inTRAlinea & Ermanno Pea & Luigi Cannarozzo (2006).
"Considerazioni sull’uso del ViaVoice alla RTSI"
inTRAlinea Special Issue: Respeaking
Edited by: Carlo Eugeni & Gabriele Mack
This article can be freely reproduced under Creative Commons License.
Permanent URL: http://www.intralinea.org/specials/article/1701

Il Teletext svizzero ha più o meno 20 anni alle spalle e nasce il 1° gennaio del 1984.  A quel tempo, diffonde la prima pagina solo in lingua tedesca. Dal 1984 al 1988 il numero di pagine passa rapidamente da 200 a 400 e sono prodotte anche le pagine con i programmi TV.  Nel 1990, circa il 30% delle famiglie svizzere utilizza il Teletext, ma nel 1994 si è già arrivati al 50%. Oggi il 90% delle famiglie utilizza questo mezzo d’informazione, che ha assunto la struttura attuale a metà degli Anni Novanta.

Nel frattempo, viene creata una redazione di sottotitoli, destinati alle persone sorde e deboli di udito (il 10% della popolazione svizzera, ovvero 700.000 persone su un totale di circa 7 milioni, ha problemi di udito più o meno gravi), ma anche agli stranieri che vivono in Svizzera e a chi vuole imparare o perfezionare le tre lingue principali che si parlano in Svizzera: il tedesco, il francese e l’italiano.

Quanto alla creazione dei sottotitoli Teletext, tre sono le fasi più salienti.

Nel 1983, Swiss Teletext riceve il mandato dall’Ufficio Federale di fornire il servizio sostenuto anche dalla Sonos, la Federazione delle Organizzazioni Svizzere che rappresentano le persone audiolese, con un contribuito finanziario annuale e una voce in capitolo sugli obiettivi da raggiungere. La televisione svizzera sostiene l’iniziativa con un contributo diretto in offerte di sottotitolazione. Dopo l’inizio della sottotitolazione di programmi a Zurigo e a Ginevra per le televisioni di lingua tedesca e francese, la Televisione svizzera di lingua italiana (RTSI) mette a disposizione nel 1987 uno spazio per la creazione della Redazione TXT,  con il compito di produrre sottotitoli destinati alle persone audiolese.

All’epoca, la redazione è costituita da sole due redattrici, che in un anno producono 12 ore di trasmissioni sottotitolate, essenzialmente film e documentari. Dal 1988, la produzione aumenta fino a raggiungere le 203 ore nel 1996. Da allora, lo sviluppo è quasi esponenziale e nel marzo del 1997 inizia la sottotitolazione del telegiornale serale delle 20, il servizio di informazione televisiva per eccellenza.

La produzione del 1997, compreso l’edizione del TG, raggiunge le 270 ore annuale. Mentre il primo anno i il servizio viene offerto solo per 45 settimane, dopo una fase sperimentale la sottotitolazione del TG diventa giornaliera.

Come si può intuire anche da questo breve excursus storico, sono così nate una nuova professionalità e una struttura in grado di rispondere ad esigenze precise. Oggi, in Svizzera, esistono delle leggi a favore delle persone audiolese e dei portatori di handicap in generale e l’esigenza di sottotitolare programmi è in continua crescita. A tal proposito, ViaVoice è una delle possibilità per affrontare programmi live, semi-live e pre-registrati. ViaVoice è stato introdotto nella Redazione sottotitoli di TXT alla RTSI nel 2002 ed è stato utilizzato in modo sporadico per cronache sportive o inaugurazione di eventi, ma non è mai stato testato su programmi di attualità.

Dal 2005, noi due (Ermanno Pea e Luigi Cannarozzo) abbiamo provato per un certo numero di ore ViaVoice. È opportuno chiarire che non siamo dei tecnici, ma siamo dei redattori. Di conseguenza il nostro approccio è stato pratico e sistematico. Manuale alla mano, abbiamo proceduto per tappe. Dapprima abbiamo esplorato le sue potenzialità tecniche e poi abbiamo cercato di utilizzare il programma in modo attivo. Una volta compreso il suo funzionamento di base, abbiamo cominciato a dettare testi sempre più lunghi e complessi, soprattutto estratti da articoli di giornale. Questo ci ha permesso di capire le capacità del ViaVoice di trascrivere sotto dettatura e, soprattutto, il suo comportamento con parole e nomi stranieri.

In seguito, abbiamo cominciato ad esercitarci in simulazioni di “diretta”, in cui abbiamo verificato anche la reazione e la velocità di trascrizione del programma, nonché la nostra capacità di resistenza. Come è già stato riferito da Aliprandi nel suo intervento (cfr. Aliprandi e Verruso in questo volume), il redattore deve compiere una serie di passaggi in tempi rapidissimi, il che richiede una notevole concentrazione.

Durante le nostre prove abbiamo constatato alcuni problemi, qui di seguito esposti. Non sono molti, ma degni di essere menzionati ai fini di un corretto sviluppo del lavoro che da questo prenderà le mosse.

Il primo problema è la lentezza, forse causata anche dal fatto che ViaVoice lavora in applicazione su FAB, il nostro programma di sottotitolazione, a sua volta collegato alla rete RTSI. È stato verificato che ciò causa rallentamenti e intoppi. Fino a quando non si risolveranno questi problemi, sarà necessario cercare di dosare bene la rapidità di lettura per non sovraccaricare il sistema.

L’altro problema importante riguarda la gestione delle parole straniere o di termini poco riconoscibili. ViaVoice, che dispone di un dizionario di base ma non di dizionari specifici,  va in qualche modo “allenato” e aggiornato per potere trascrivere le parole straniere, che sono molto frequenti in qualsiasi programma di attualità. Il dizionario va quindi arricchito, affinché registri e immagazzini tutte quelle parole che ci aiuteranno a svolgere sempre più rapidamente il nostro compito. Questo è possibile solo se si conoscono in anticipo i temi della trasmissione da sottotitolare. Un’altra soluzione è quella di creare delle shortform vocali (abbinamento di una formuletta vocale breve ad un nome proprio). Abbiamo constatato che quest’accorgimento è molto comodo, ad esempio, per eventi sportivi.

Una volta affrontati - e in parte risolti - questi problemi, si è cercato di capire quale fosse la modalità migliore di esecuzione del programma, individuata poi nel lavoro di coppia: una persona guarda il video, ascolta, sintetizza e detta alla macchina un testo; l’altra controlla, sistema ed eventualmente modifica il sottotitolo prima di mandarlo in onda. Questa procedura può comportare qualche piccolo ritardo nella messa in onda, ma permette di produrre sottotitoli comprensibili, chiari e corretti.

Secondo l’esperienza maturata dalla Redazione sottotitoli TXT alla RTSI, per usare ViaVoice sono necessarie una notevole padronanza linguistica, un esercizio continuo dell’uso della voce e una buona disciplina al microfono. Servono inoltre un’ottima dizione, una grande capacità di concentrazione, una buona attitudine all’ascolto e un’efficace capacità di sintesi se si vuole evitare la produzione di sottotitoli monchi,  falsati o suscettibili di fraintendimenti.

Poiché il migliore utilizzo del ViaVoice, nella sua attuale versione, esige l’utilizzo di due persone in contemporanea, sono indispensabili disponibilità, intesa e coordinamento tra i due redattori. Sembra così auspicabile la realizzazione di équipe specializzate in questa modalità di produzione del sottotitolo.

È infine essenziale che gli operatori possano creare anche un dialogo continuo con l’utenza, perché essa, come uno specchio, riflette e risponde alla qualità effettiva del servizio che i redattori di sottotitoli offrono.

About the author(s)

ITA: Luigi Cannarozzo si è laureato a Ginevra nel 1965. Dal 2001 lavora per il servizio sottotitoli del teletext della RadioTelevisione Svizzera di Lingua Italiana (RTSI). Dal 2005, sta sperimentando l’uso del riconoscimento del parlato epr la produzione di sottotitoli in diretta.
Ermanno Pea si è laureato a Pavia nel 1961. Dopo aver lavorato come giornalista, dal 2004 ha iniziato a lavorare per il servizio sottotitoli della RTSI. E’ anch’egli coinvolto nel progetto per l’utilizzo del riconscimento del parlato con l’obiettivo di produrre sottotitoli in diretta.

ENG: Luigi Cannarozzo graduated in Geneva in 1965. Since 2001 he has started working in the field of Teletext subtilting at TSI (Italian Speaking Swiss Broadcaster). Since 2005 he is involved in the Speech To Text project aimed at experimenting speech to text technology for the production of real time subtitles.
Ermanno Pea graduated in Pavia in 1961. He has worked as a journalist. Since 2004 he has started working at the subtitling service of the RTSI Teletext. He is also involved in the Speech To Text project aimed at experimenting speech to text technology for the production of real time subtitles.

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