Didattica della traduzione specializzata e inferenza

Esplorazione trilingue di un tecnicismo finanziario in regime di ipocodifica

By Danio Maldussi (University of Bologna, Italy)

Abstract & Keywords

English: This paper aims to illustrate the role of inferential process in the analysis of linguistic expressions that are not properly encoded or nor sufficiently worded, such as acquisitions en papier, where the relations triggered by the metonimy papier and the preposition en both need to be inferred. The article analyses the French model with particular reference to intra and extra textual elements and then explores the Italian and the Anglo-american models, focusing on the semantic prosody associated to the most frequently used Italian translation equivalent for en papier in the context of financial acquisitions: carta contro carta. Finally, some hypothesis on the origin of the expression carta contro carta are discussed, whether is an independent expression or a structural calque of the Anglo American model.

Italian: Il presente lavoro intende illustrare il ruolo dell’arricchimento inferenziale nell’analisi linguistica delle espressioni in regime di ipocodifica, o espressioni non adeguatamente codificate, quali acquisitions en papier dove le relazioni innescate dalla metonimia papier e dalla preposizione en devono essere desunte attraverso un processo di inferenza. L’articolo analizza il modello francese con particolare riferimento agli elementi intra ed extratestuali per poi esplorare i modelli italiano e angloamericano e focalizzarsi sulla prosodia semantica associata all’equivalente traduttivo italiano più frequentemente utilizzato per en papier in relazione alle operazioni di acquisizione: carta contro carta. Sono infine discusse alcune ipotesi sull’origine dell’espressione carta contro carta, ossia se si tratta di un’espressione indipendente oppure di un calco strutturale dal modello angloamericano.

Keywords: inference, semantic prosody, inferenza, traduzione finanziaria, financial translation, prosodia semantica

©inTRAlinea & Danio Maldussi (2011).
"Didattica della traduzione specializzata e inferenza"
inTRAlinea Special Issue: Specialised Translation II
Edited by: Danio Maldussi & Eva Wiesmann
This article can be freely reproduced under Creative Commons License.
Permanent URL: http://www.intralinea.org/specials/article/1808

1. Introduzione

In questo nostro lavoro studieremo il ruolo dell’inferenza nell’analisi delle espressioni in regime di ipocodifica come il tecnicismo tratto dalla lingua economico-finanziaria francese acquisitions en papier. Per locuzioni in regime di ipocodifica intendiamo le espressioni il cui contenuto non è codificato in modo adeguato e deve pertanto essere desunto tramite un processo di arricchimento inferenziale. È il caso di acquisitions en papier, un’espressione dal grado elevato di opacità che pone il traduttore settoriale di fronte a una duplice sfida: in primo luogo, papier è una metonimia, figura retorica che consiste nel tracciare una scorciatoia all’interno di una rete di relazioni virtuali: di quale relazione complessa il nome papier è la parte emergente? In secondo luogo, la preposizione en non indica con precisione quale relazione sussista tra acquisitions e papier e pertanto è solo attraverso l’arricchimento inferenziale che è possibile individuare i contenuti concettuali messi in relazione.

Obiettivo del presente articolo è valutare come l’accesso a materiale linguistico strutturato e a quella terminologia tipicamente online o accessibile tramite banche dati, talvolta troppo nuova o rara per essere attestata nei dizionari cartacei o nei corpora già disponibili, sia subordinato a un processo di inferenza controllata e come quest’ultima responsabilizzi il traduttore tecnico-scientifico a livello di inserimento dei termini nei motori di ricerca e di interpretazione linguistica dei risultati. Analizzeremo inoltre come l’inferenza controllata contribuisca ad aumentare la qualità linguistica delle scelte traduttive, indirizzando il traduttore verso equivalenti [1] che riflettono la situazione d’uso in cui gli originali sono prodotti ed utilizzati dagli specialisti. Come scrive infatti Gouadec (1999: 87) nel suo volume dedicato alla terminologia e ai linguaggi specialistici, l’utilizzo di una “terminologie adéquate est le signe de l’appartenance au groupe spécialiste. Inversement, une terminologie inadéquate est le signe de l’incompétence technique”, incompenza che costituisce una delle voci che maggiormente incide sui costi della non qualità, unitamente all’assenza di rigore e precisione. È la ragione per la quale ci siamo focalizzati sulla lingua d’uso di trader, esperti finanziari, giornalisti, attraverso canali di comunicazione privilegiati: newsletter, quotidiani finanziari e articoli di ricerca online. Infine, per un ulteriore riscontro del modello italiano, ci siamo avvalsi della documentazione contenuta nelle banche dati dell’Università di Bologna [2], del corpus in rete del Sole 24 Ore e dell’archivio interattivo di Milano Finanza [3], perché, come scrive Dardano (1993: 291), essendo quella dei giornali (nel nostro caso in formato elettronico) “una lingua di riuso”, ben testimonia e documenta il grado di penetrazione del materiale lessicale. La nostra esplorazione verterà sui modelli francese, italiano e angloamericano. Dal punto di vista metodologico procederemo in un primo tempo ad un’analisi di tipo intralinguistico e successivamente al confronto interlinguistico in quanto “nella terminologia orientata alla traduzione è pratica usuale chiarire le relazioni sinonimiche all’interno delle singole lingue […] prima di evidenziare i rapporti di equivalenza esistenti tra esse” (Mayer 2002: 116). Di ognuno degli equivalenti traduttivi indicheremo infine la dimensione della frequenza.

2. Acquisitions en papier: esplorazione del modello francese

La locuzione della lingua economico-finanziaria francese acquisitions en papier, qui oggetto di studio, è tratto da un’intervista a Marc Bidou, PDG di Maximiles, società leader in ambito europeo nel settore della fidelizzazione online e panel research, quotata sul listino dedicato alle piccole e medie imprese Euronext Paris Alternext. Il testo integrale dell’intervista è riportato in appendice. L’articolo si focalizza essenzialmente sui progetti futuri di Maximiles relativi alla crescita interna (attraverso il business plan) e esterna (attraverso le acquisizioni). L’amministratore delegato sottolinea a più riprese la solidità del gruppo e i motivi che lo hanno spinto alla quotazione in Borsa: visibilità e opportunià di raccogliere fondi. Bidou evidenzia inoltre l’importanza della liquidità del titolo Maximiles. Come spiega egli stesso, il flottante del titolo Maximiles, ossia la quantità di azioni effettivamente scambiabili in Borsa, al netto delle quote detenute dalla società, è passato dal 28% al 61,7%. L’incremento della liquidità del titolo Maximiles, e di tutti i valori mobiliari in generale, giova indubbiamente alla necessità degli investitori di poter investire e disinvestire rapidamente, oltre a minimizzare le possibili distorsioni operative derivanti dalla rarità del titolo.

Trascriviamo ora qui di seguito il breve paragrafo in cui l’espressione è contenuta. Alla richiesta di stilare un bilancio sui primi sette mesi di quotazione di Maximiles, Bidou risponde come segue: 

Nous sommes désormais éligibles au critère de cotation en continu, qui est lié aux nombres de transactions effectuées. Cela arrive au bout de 7 mois où le volume de transactions ainsi que le flottant n'ont cessé de croître. Par exemple, à l'introduction nous avions 28% de flottant, contre 61,7% aujourd'hui. Les fonds de private equity ont vendu leurs titres. Nous voulions assurer la liquidité du marché et non pas jouer la rareté artificielle. Depuis l'introduction, le 5 juillet, 53,9% du capital a été échangé. Le bilan de ces premiers mois de cotation est selon nous satisfaisant. Nous nous sommes introduits en bourse pour des raisons de notoriété ainsi que pour lever des fonds (4 millions d'euros d'augmentation de capital). Un autre point important est la liquidité du titre car l'intérêt est aussi de faire des acquisitions en papier.

Concentriamoci da subito su acquisitions en papier (al plurale nell’esempio), locuzione che definiamo forma sintagmatica o complessa appartenente alla categoria della fraseologia, e, dal punto di vista grammaticale, secondo la griglia individuata da Hausmann (1999: 125), alla tipologia base = sostantivo e collocatore = preposizione + sostantivo.

La corretta interpretazione del collocatore en papier, costituito dalla coppia preposizione e sostantivo, pone una duplice sfida: in primo luogo implica che venga individuato correttamente il riferimento su cui insiste l’uso metonimico di papier. In secondo luogo, come vedremo nella parte centrale dell’articolo, che venga ricostruita la rete di relazioni concettuali innescata dalla preposizione en. Ed è in particolare su quest’ultimo punto che concentreremo i nostri sforzi.

3. Il concetto di contesto e il ruolo della preposizione en

Uno degli aspetti che risulta fondamentale definire in via preliminare è l’accezione di contesto o di uso che adotteremo in questa sede. Come ricorda Prandi (2011: 41) “[…] le concept de contexte est l’un des plus vagues et dangereux en linguistique […]. S’attacher immédiatement au contexte, c’est renoncer a priori à circonscrire des emplois”. Adotteremo pertanto la definizione di emploi (uso) proposta da Prandi che si ispira a Gross, secondo la quale

ne définition à la fois rigoureuse et contrôlable d’emploi n’est pas ancrée aux conditions contingentes et éphémères de l’acte de langage individuel, mais à un modèle structural de longue durée – à la phrase modèle et à son contenu complexe: l’emploi d’un lexème est sa distribution à l’intérieur d’un modèle de phrase au signifié cohérent et approprié (Gross 1999). Une phrase signifiante est une hiérarchie de relations grammaticales et conceptuelles. Le concept d’emploi est donc à son tour hiérarchisé et stratifié, défini par des critères en partie grammaticaux et en partie conceptuels. Compter les étudiants dans la salle et compter sur un ami documentent deux emplois différents en termes grammaticaux. Prendre un verre et prendre de l’argent documentent deux emplois distincts sur le plan du contenu (Prandi 2011: 42).

Il risultato della ricerca effettuata tramite la ricerca avanzata di Google inserendo nel campo di ricerca il sintagma virgolettato “acquisitions en papier” fornisce unicamente tre occorrenze, tra cui l’intervista a Bidou citata in precedenza, un lavoro di tesi in cui è ripresa l’intervista al PDG di Maximiles e un documento online sull’attività di fusioni e acquisizioni, di cui qui riportiamo un estratto che si rivela particolarmente prezioso:

Les fonds de pensions “achètent l'indice”, c'est-à-dire l'ensemble des valeurs qui figurent dans le Dow Jones ou sur le marché du Nasdaq. Du coup, les valeurs composant ces valeurs montent, ce qui permet de payer les acquisitions en papier (échange de titres) et pas en argent liquide (ce qui ne serait plus possible) (Anquetil 2011: 2).

Grazie a questo contesto d’uso è possibile osservare come la preposizione en traccia una relazione strumentale tra un processo (acquisizione) e uno strumento finanziario (titoli in luogo di liquidi), ponendosi in concorrenza con avec, moyennant. L’inserimento di due parentesi che fungono da glosse esplicative offre uno spunto per chiarire l’uso metonimico di papier. Come si desume infatti da una successiva verifica inserendo l’operatore booleano “+” tra i termini papier e titres, il termine papier in ambito commerciale, economico-finanziario e giuridico ricopre il significato di documento cartaceo, titolo finanziario, titolo rappresentativo, in virtù del quale il suo possessore gode di un particolare diritto. Gli esempi individuati sono numerosi: or-papier che sta per “titres sur les mines, ou fonds investis sur des valeurs or” [4], svariati articoli sulla dematerializzazione dei titoli, il concetto di “papier commercial adossé à des actifs non bancaires” (Wikipedia 2011).

Passiamo ora a definire il ruolo della preposizione en. La scuola linguistica tradizionale vuole che le preposizioni, al pari delle congiunzioni, siano considerate parole sincategorematiche, ossia relazionali e pertanto semanticamente povere o vuote, in opposizione a nomi, verbi e aggettivi, considerati semanticamente pieni [5]. Prandi ci spiega al contrario come le parole grammaticali per eccellenza, le preposizioni, sono vuote quando non tracciano relazioni, mentre hanno un contenuto attivo quando tracciano relazioni.

Secondo Prandi (2006: 136) esistono due tipologie di preposizioni: preposizioni che tracciano relazioni “molto ricche, in grado di codificare il contenuto di una relazione” come nel caso della preposizione malgré che instaura una relazione concessiva (preposizione che appartiene alla categoria delle preposizioni improprie) o ad esempio dopo, “in grado di codificare una relazione temporale”; e le preposizioni cosiddette ‘proprie’ come à, de, sur e aggiungiamo a nostra volta en, che presentano due utilizzi dalle proprietà opposte: in alcuni casi tracciano relazioni concettuali, in altri si pongono al servizio del verbo. In compter sur quelqu’un, ad esempio, la preposizione non traccia una relazione spaziale e non può essere sostituita, ma collega il secondo argomento al verbo. In Le livre est sur la table, viceversa, la preposizione traccia una relazione spaziale e può essere sostituita: per esempio Le livre est sous la table. Quando una preposizione ha un contenuto povero – come ad esempio de – l’identificazione della relazione pertinente passa attraverso una procedura inferenziale. È questo il caso di en nell’espressione acquisitions en papier, come mostrano i rari usi reperiti in rete e i più numerosi contesti individuati nelle banche dati che qui di seguito riportiamo in ordine cronologico, dal più recente al meno recente (2008-1999, il corsivo è nostro):

  1. “Les débats ont duré plus de trois ans. D'un côté, les dirigeants des caisses régionales envisageaient avec intérêt la possibilité de payer leurs acquisitions en papier plutôt qu'en cash, de l'autre, ils étaient effrayés à l'idée qu'on puisse mettre le nez dans leurs affaires”, se souvient un proche du groupe (Cousteau 2008: 2).
  2. Avec un retour sur capitaux propres proche de 28 % à la fin 2004, Renault n'a nullement besoin d'un effet de levier sur sa dette malgré des investissements industriels importants (2,8 milliards d'euros). Je pense qu'au contraire il faut garantir la solvabilité de l'entreprise. Concernant les acquisitions, mieux vaut être prudent dans l'utilisation du cash. Avec des multiples de valeur d'entreprise par rapport aux bénéfices très faibles, Renault ne peut financer aucune grosse acquisition en papier sans courir le risque d'une forte dilution pour les actionnaires (Marmet 2005: 2).
  3. Mince, le cheveu même pas grisonnant, l'ancien de la banque d'affaires Baring porte un costume sombre. Mais pas de cravate. Il a repris en main une direction financière habituée à la vie facile des acquisitions en papier. Ses équipes ne s'étonnent plus de recevoir des courriels au milieu de la nuit. “C'est un bosseur infatigable, avec une grande méthode de travail”, admire un de ses amis (Les Echos 2005: 10).
  4. Début 2000, c'est aussi le moment où Gemplus prépare son introduction en Bourse. La démarche est indirectement liée à l'OPA en préparation. Comme le concède aujourd'hui Marc Lassus, "c'est quand même pratique de pouvoir payer des acquisitions en papier...". L'entrée au Nasdaq et au Premier Marché de la Bourse de Paris a lieu en novembre 2000. Elle se fait dans des conditions rocambolesques, alors que la bulle des valeurs technologiques commence tout juste à se dégonfler (La Tribune 2002).
  5. Suite au "septembre noir" de 1998, Alcatel n'a pas pu pendant un an faire d’acquisitions "en papier" mais a dû recourir au cash, notamment pour racheter Xylan et Packet Engines. D'anciens salariés de cette dernière start-up avaient aussi attaqué le constructeur et ses dirigeants sur un terrain différent, comme on va le voir. L'ex-patron Bernard Daines, à lui seul, réclamait 2 milliards de dollars, soit 7 fois le prix d'achat (290 millions de dollars en liquide). Là encore, le contentieux a été réglé via "une transaction sans incidence significative", selon Alcatel (Henni 2002).
  6. Il faut en effet près de 160 euros (1.049,53 francs) pour acquérir une action du CCF, soit 10 euros de plus que l'offre de HSBC. Cela devrait permettre au passage à la banque britannique de faire une économie substantielle en payant son acquisition en papier et non en espèces. Cette économie sera bienvenue car HSBC a déjà du débourser 150 euros par titre pour obtenir les 24,27% du capital qui étaient entre les mains des anciens actionnaires du CCF (dont celles du belge KBC), Swiss Life ayant opté pour l'offre publique d'échange (Ehrhart 2000: 31).
  7. En matière de croissance externe, les mutualistes souffrent d'un handicap majeur: ils ne peuvent payer leurs acquisitions en papier (c'est-à-dire en émission de titres boursiers) et doivent donc régler cash (Berny et al. 1999: 57).

A questo punto si impongono alcune riflessioni sugli esempi appena enumerati. Gli elementi deducibili sono diversi e ognuno concorre a disegnare il concetto veicolato da acquisitions en papier: il vantaggio derivante dalla possibilità di pagare un’acquisizione tramite titoli in luogo dei contanti, consentendo così di evitare di ricorrere al mercato e quindi di lanciare aumenti di capitale; il rischio di causare una forte diluizione del titolo in presenza di un rapporto multipli/utili molto basso; il ricorso eccessivo a tali operazioni per ragioni di comodo (“la vie facile des acquisitions en papier”) e di praticità. In aggiunta, nella maggior parte delle occorrenze del sintagma en papier, la presenza di un verbo come payer spinge verso un’interpretazione strumentale (“Il a repris en main une direction financière habituée à la vie facile des acquisitions en papier”). La preposizione, vale la pena ribadirlo, non ha di per sé un contenuto più ricco ma è il contesto d’uso a promuoverne l’interpretazione strumentale.

La successiva consultazione della banca dati inserendo rachat in luogo di acquisition si rivela meno produttiva ma comunque interessante ai fini della nostra esplorazione. Lo spunto è tratto dal fondo economico di Le Monde del 20 settembre 2000 dal titolo “La croissance et son envers” [6]. L’articolo propone un’acuta analisi dello stato di salute delle imprese francesi nel primo semestre del 2000 e si situa al crocevia di quel cambiamento epocale che è stato lo scoppio della bolla tecnologica: 

La santé des entreprises françaises tient à une conjonction de facteurs favorables. La croissance est forte dans l’ensemble du monde, les occasions d’investissement et de développement se sont multipliées avec l’explosion de la nouvelle économie, l’euphorie boursière fait monter les cours et facilite les rachats “en papier”, le niveau relativement bas des taux d’intérêt permet aux entreprises de s’endetter à bon compte (Le Monde 2000).

Come possiamo osservare il collocatore è virgolettato, come nel precedente esempio 5. La formulazione di ipotesi circa le possibili funzioni delle virgolette si rivela di particolare importanza ai fini della nostra ricerca. Tali segni grafici, oltre a sottolineare la componente idiomatica dell’espressione, possono contenere una componente allusiva extratestuale oppure, a seconda che siano utilizzati in un testo divulgativo o destinato ad esperti, alludere rispettivamente all’espressione utilizzata dagli addetti ai lavori (che nel testo non è citata ma resa idiomaticamente) o alla non stabilità del termine (la virgolettatura sottolineerebbe che il termine non è ancora entrato nella lingua d’uso) o ancora al suo carattere innovativo. Propendiamo per quest’ultima ipotesi e pertanto riteniamo che in quel momento (l’articolo risale al 2000) si trattasse di un’espressione ancora allo stato nascente.

Di particolare interesse si rivela la ricerca della locuzione rachat en papier inserendo l’operatore booleano *, come segue: "rachat * papier". L’utilizzo del carattere jolly consente di individuare le diverse preposizioni che seguono il sostantivo rachat e precedono papier. Accanto agli usi di papier come materia (rachat de papier usagé ecc.) abbiamo una conferma dell’uso metonimico di papier nel senso di cartamoneta, titoli. Nei due esempi seguenti, dove l’espressione è registrata come rachat de papier, il riferimento è all’acquisto di titoli di stato da parte della BCE:

Le président de la BCE Jean-Claude Trichet veut que son conseil des gouverneurs prenne une décision définitive sur le rachat de papier italien après les annonces faites vendredi par le président du Conseil italien Silvio Berlusconi sur l'accélération des réformes destinées à résorber le déficit public italien, a déclaré une source proche de la BCE (Le Point 2011).
Le spread (écart entre l'emprunt grec à 10 ans et l'emprunt de référence, le Bund allemand de même maturité) s'est fortement écarté pour atteindre 638 points de base. A titre de comparaison, il évoluait toutefois au-dessus de 800 points, au plus fort de la crise grecque fin avril. [...] Autre conséquence majeure, le rachat de papier grec par la Banque Centrale Européenne ( BCE ) sera plus cher et assorti de haircut, cette décote qui se fait au détriment du créancier (Trader-Forex 2010).

La sostituzione di rachat con opérations non si è rivelata produttiva ma ha comunque confermato la nostra analisi: “Portzamparc souligne qu’après le rachat de l’agence espagnole Comunica Con A, le programme d’acquisitions 2002 pourrait être clos, car la baisse du titre pénalise le groupe qui paie la plupart de ses opérations en papier” (Boursier.com 2002). L’esempio aggiunge un ulteriore elemento alla codifica dell’espressione: la discesa delle quotazioni rende più complicato effettuare acquisizioni con scambio di titoli proprio perché è il corso elevato di un titolo a favorire questa tipologia di operazioni.

Sulla base degli insegnamenti di Tesnière, se il processo si articola in forma di frase esso presenta una struttura rigida. Osserviamo pertanto come i vari esempi sopraelencati, nei quali le preposizioni de e en sono rette da un nome o verbo che indica un processo, consentano di restringere e chiarire i rispettivi ruoli: de svolge una funzione di specificazione (i due esempi sopra riportati, a carattere politico monetario, indicano gli acquisti di cartamoneta effettuati dalla Banca centrale europea, nel primo caso di carta italiana, nel secondo di carta greca al fine di soccorrere i paesi più in difficoltà a livello di deficit interno) mentre en indica la modalità di effettuazione dell’acquisizione (payer en papier) e di pagamento (en papier et en cash).

A conclusione di questa nostra prima verifica, possiamo affermare che la collocazione en/ de + nome di materia è retta da un nome (acquisitions, rachat, opérations) che in questo modo ne risulta specificato. Rachat, acquisitions e opérations sono termini che indicano un processo secondo la definizione di Tesnière [7] in quanto determinano uno schema predicativo di cui sono i termini principali. La preposizione en di per sé, lo abbiamo già sottolineato, non ha valore strumentale, come ad esempio nonostante. Dai vari esempi riportati emerge infatti che en collega un processo (un nome o un verbo che si riferisce a un processo, come ad esempio una transazione finanziaria) a un valore finanziario (titres). È da qui che si inferisce il valore strumentale. Per riassumere, ciò che permette di interpretare gli usi di en come strumentali sono i fattori seguenti:

  •  la presenza di processi che indicano transazioni economiche
  •  l’interpretazione metonimica di papier come riferito a titoli
  •  l’opposizione a en cash

L’analisi preliminare dei contesti d’uso conferma che l’espressione acquisitions en papier sta ad indicare una particolare tipologia di acquisizioni “qui sont effectuées moyennant du papier” ovvero nelle quali la moneta di scambio è costituita da titoli, in opposizione ai contanti.

4. Analisi delle componenti inter ed extratestuali

Lo studio delle componenti inter ed extratestuali consente di individuare il cronòtopo del sintagma ovvero le sue coordinate culturali e spaziotemporali, fornendo un ulteriore apporto alla decodificazione della tipologia delle operazioni in esame. Dall’analisi dei rimandi contenuti nell’esempio tratto dal già citato fondo economico di Le Monde del 20 settembre 2000 emerge come tali operazioni, assai diffuse all’epoca dell’euforia o bolla Internet, siano state effettuate principalmente in presenza di corsi di Borsa elevati […l’euphorie boursière fait monter les cours …] e abbiano rivestito un carattere niente affatto straordinario [… et facilite les rachats en papier]. La ricerca sistematica di documentazione sull’attività di fusioni e acquisizioni dal 1998 al 2001 relativamente ai principali mercati europei, rivela un’attività febbrile, come leggiamo in un articolo del 23/09/2000 intitolato Arrivano i Net-condottieri:

Nelle ultime settimane la febbre da shopping ha contagiato le aziende della new economy da Tiscali a e.Biscom, mentre Seat dichiara che la sua campagna acquisti non è ancora del tutto conclusa. In totale 19 mila miliardi quasi tutti pagati con azioni (Sisti 2002).

A questo proposito ci sembra importante sottolineare che la denominazione angloamericana start up (in francese jeune pousse) presa a prestito dall’italiano per indicare le aziende della New Economy derivi dal fatto che tali società sono state fondate unicamente mediante capitale di prestito. L’annotazione non è di poco conto: la forte dipendenza verso gli istituti bancari dovuta all’elevato livello di indebitamento ha pregiudicato le disponibilità liquide da destinare allo shopping finanziario di queste società. La documentazione francese e italiana relativa alla bolla speculativa Internet (1998-2001) illustra come le società quotate all’epoca sul Nuovo Mercato italiano, al pari di quelle quotate sulle borse estere (il Nouveau Marché francese, il Nasdaq americano), abbiano approfittato del rialzo dei titoli per effettuare acquisizioni (o, più precisamente, incroci azionari) mediante nuove emissioni di azioni. L’espressione acquisitions en papier può pertanto essere intesa non solo come acquisizioni qui sont effectuées moyennant ou avec du papier ma più precisamente par échange réciproque de papier ou de titres. La sostituzione di papier con titres e actions illustra come il francese prediliga sintagmi meno allusivi e metaforici quali rachat/opérations/acquisitions par échange de titres, spesso in opposizione a en échange de cash e en numéraire e riferite prevalentemente a società Internet e delle telecomunicazioni. Registriamo infine anche forme miste di scambio come en titres et en cash.

Nei prossimi paragrafi verificheremo come l’analisi puntuale dei modelli italiano e angloamericano nella loro dimensione diacronica si riveli strategica per l’individuazione di equivalenti che soddisfino anche aspetti semantici e stilistici. Come insegna infatti Koller (citato in Mayer 2002: 121) 

la realizzazione dell’equivalenza connotativa è uno dei problemi più difficili della traduzione, un problema che nella maggior parte dei casi può trovare nella pratica soltanto soluzioni parziali: per questo motivo sono particolarmente importanti analisi linguistiche e testuali, condotte su corpora, mirate a singoli ambiti lessicali e sintattici, particolarmente ‘carichi’ dal punto di vista connotativo.

5. Esplorazione del modello italiano

Definiamo il percorso interpretativo e di inferenza che consente di individuare quella che Cornea (1993: 170) definisce “la cornice semantica” del sintagma come il percorso tra il cronòtopo del protesto (il testo della cultura emittente) al cronòtopo del metatesto (testo della cultura ricevente) [8]. La procedura seguita è stata la seguente. Inserendo nel campo di ricerca di Google la stringa acquisizioni * carta abbiamo rilevato l’utilizzo delle preposizioni contro (acquisizioni contro carta, acquisizioni carta contro carta) e con (acquisizioni con carta), quest’ultima seguita dalla glossa esplicativa posta fra parentesi (azioni di compendio) che assume il carattere di “informazione sussidiaria [e] di commento metacomunicativo” (Taino 1995: 53).

Abbiamo successivamente verificato la dimensione della frequenza per entrambe le espressioni rilevando una frequenza decisamente superiore per la locuzione carta contro carta. Riportiamo qui di seguito due esempi tra i più significativi. Nel primo caso la locuzione, posta fra virgolette all’interno di due parentesi tonde, è preceduta da informazione aggiuntiva che esplicita la locuzione:

Nel caso delle Offerte Pubbliche di Sottoscrizione, e in modo meno marcato nelle Offerte Pubbliche di Sottoscrizione e Vendita, la società collocata raccoglie risorse utilizzabili per ridurre l’indebitamento o utili per nuovi investimenti. La quotazione, inoltre, permette al gruppo di accedere ai capitali di rischio più semplicemente e a costi più contenuti. E di avere la possibilità di strutturare operazioni di finanza straordinaria, come fusioni e acquisizioni, utilizzando azioni come mezzo di pagamento (“carta contro carta”) (Introzzi 2011).

Nel secondo la locuzione è seguita da una perifrasi esplicativa introdotta dalla congiunzione cioè con valore esplicativo:

L’altra metà della campagna acquisti è stata invece finanziata con operazioni carta contro carta, cioè attraverso un gigantesco scambio azionario che ha inondato il mercato di titoli Bipop, con il doppio effetto di deprimere le quotazioni e di abbattere gli indici di redditività per azione (Franzini 2011).

Talvolta la locuzione è preceduta da forma di scambio, scambio azionario, concambio, cessione, scambio che identifica e definisce i termini dell’operazione. Gli esempi sopracitati confermano quanto già espresso da Dardano (1993: 334) a proposito della funzione divulgativa della stampa, secondo cui “la lettura e la rilettura di un tecnicismo, inserito in un contesto sufficientemente ampio e accompagnato da una glossa o da una perifrasi esplicativa, rendono possibile la comprensione e l’apprendimento da parte dei non specialisti”.

La ricerca dell’espressione virgolettata “carta contro carta”, seguita dalla parola Internet, conferma come tale locuzione sia stata utilizzata dagli addetti ai lavori in riferimento a una particolare tipologia di operazioni durante la bolla speculativa Internet, in opposizione a per contanti. Come avremo modo di osservare nel prosieguo della nostra ricerca, tale espressione è tutt’oggi utilizzata ma in una congiuntura del tutto diversa. Da un’ulteriore verifica nell’archivio interattivo di Milano Finanza emerge inoltre che su 75 articoli contenenti l’espressione carta contro carta solo 18 sono relativi ad operazioni effettuate nel periodo 2002-4 mentre ben 57 riguarderebbero acquisizioni tra il 1999 e il 2001. È importante annotare come il crollo delle quotazioni di Borsa a seguito (anche se in parte già in nuce) degli attentati dell’11 settembre abbia evidenziato la non praticabilità di queste operazioni: le società Internet, da quella data in poi, saranno alla ricerca disperata di contanti e non di carta. La successiva verifica delle occorrenze delle espressioni equivalenti quali con scambio di titoli, con scambio di azioni e titoli contro titoli indica una frequenza abbastanza bassa. Desumiamo pertanto che alle locuzioni francesi rachats en papier (con bassa frequenza nel corpus da noi considerato) e rachats par échange de titres (alta frequenza) possano corrispondere due equivalenti italiani quali acquisizioni carta contro carta e con scambio di azioni, entrambi con frequenza elevata, semanticamente corrispondenti e riferiti al medesimo periodo storico.

6. Esplorazione del modello angloamericano

Giunti a questo stadio della nostra ricerca si rivela imprescindibile l’esplorazione del modello angloamericano. Come sostiene Sobrero (1999: 368) nel suo lavoro dedicato alle lingue speciali 

ogni settore della ricerca scientifica e della tecnica è a contatto con settori analoghi di paesi stranieri. La dinamica tradizionale prevede che il paese più innovatore, e all’avanguardia in un determinato settore, esporti negli altri paesi, insieme al know how, anche la parte più importante del lessico specialistico – o quanto meno della nomenclatura – relativo a tale settore.

La lingua angloamericana è di fatto la lingua per eccellenza dell’innovazione finanziaria e di Internet: è negli USA che ha avuto inizio l’epopea tecnologica ed è sempre dal mercato americano che è derivata la successiva caduta.

I dizionari cartacei da noi consultati attestano l’uso dell’inglese paper con il significato di in titoli o su titoli e di non materializzato (paper millionaire: miliardario in azioni; paper loss: perdita su titoli, vale a dire indotta dal ribasso delle quotazioni oppure perdita non ancora registrata ossia ancora sulla carta). Tuttavia l’esplorazione del modello angloamericano consente di rilevare l’accezione paper acquisitions con il significato di “mediante lo scambio di titoli”. Riportiamo qui di seguito due degli esempi più significativi:

  1. These companies are able to leverage on their fat valuations to make paper acquisitions and mergers – well documented on this list – at values unachievable in normal circumstances (Bell 1999).
  2. There was obviously a little bit of institutional skepticism initially about the fact that we were giving free shares away, because people intuitively think that we will be continuously diluting the value of the shares. It is therefore very important that we talk to people, because what we are doing is making paper acquisitions of revenue streams, and as long as the paper that we give out is in value less than the revenue streams that we are acquiring, it is just like many, many micro corporate takeovers. Furthermore, with the Internet and our model, we can do that very cheaply. We therefore only ever acquire a customer by giving them free shares if we know that the revenue stream attached to that customer is greater than the value of the shares that we are giving away (The Wall Street Transcript 2002).

La successiva verifica attesta l’elevata frequenza di espressioni quali cash for stock e stock for stock seguite rispettivamente dai collocati deal, exchange, transaction, acquisitions, mergers e transactions, exchange, option program, mergers, a fronte della bassa frequenza del sintagma paper acquisition. L’espressione paper for paper presenta invece un’unica occorrenza.

7. Carta contro carta: locuzione a polarità negativa?

L’analisi del contesto storico (l’euforia Internet e il successivo scoppio della bolla speculativa) consente di rilevare come la locuzione carta contro carta sia connotata da polarità negativa (lo stesso dicasi per rachats de papier e par échange de titres, anche se tale polarità è meno marcata). Ai fini della traduzione specializzata limitarsi a questo tipo di osservazione sarebbe però riduttivo. Come infatti avremo modo di osservare sulla base dell’analisi collocazionale, l’aura negativa che circonda la locuzione tende a stemperarsi negli anni successivi, fin quasi a scomparire definitivamente. Introduciamo pertanto il concetto di prosodia semantica, espressione della funzione pragmatica e intenzionale del discorso. Con prosodia semantica, riprendendo la definizione di Louw (1993: 157), si intende “a consistent aura of meaning with which a word is imbued by its collocates”. Dall’analisi collocazionale dell’espressione emerge che la prosodia semantica a polarità negativa della locuzione carta contro carta è ancorata alla presenza e all’effetto cumulativo di precisi lessemi con polarità negativa quali, per citarne solo alcuni, diluizione, effetto diluitivo, distruzione di valore, inondazione di titoli sul mercato [9]. Perché la forte presenza di lessemi negativi? Come si spiega concretamente tale aura negativa? Secondo gli esperti finanziari, le acquisizioni effettuate con modalità carta contro carta durante l’epoca della Net-Economy non sarebbero state finalizzate alla massimizzazione del valore per gli azionisti (la tanto decantata filosofia dello shareholder value) in quanto il modello di business da esse prefigurato si sarebbe focalizzato unicamente sulla crescita esterna. Si legga in proposito, sempre dall’archivio di Milano Finanza, un interessante articolo dedicato alla campagna di acquisizioni di Bipop del 28-06-2000 nel quale si segnala il crollo dei titoli dell’istituto a seguito della decisione di acquisire una società tedesca offrendo interamente “carta contro carta”. Sempre secondo gli addetti ai lavori, tale tipologia di acquisizioni sarebbe stata un’arma a doppio taglio in quanto se inizialmente non ha comportato alcun esborso di denaro (senza pertanto deprimere le quotazioni) successivamente, scaduti gli accordi di lock-up, che obbligavano le due controparti a non vendere per un determinato periodo i titoli di nuova emissione, il mercato sarebbe stato inondato da fiumi di carta con contraccolpi drammatici per le quotazioni (Bulzacchelli 2003). Le osservazioni sin qui fatte sulla polarità negativa della locuzione assumono tutta la loro rilevanza per il traduttore specializzato se si osserva che a partire dal 2002 tale aura negativa tende a scomparire. Cerchiamo di coglierne i motivi basandoci sull’analisi collocazionale. L’esplorazione di articoli successivi alla scoppio della bolla speculativa, in particolare a partire dall’1/1/04, ci rivela come tali acquisizioni siano divenute ‘operazioni da privilegiare, sulla base delle occasioni che offrirà il mercato’, ‘operazioni che non prevedono l’accollo di debito’ ecc. Citiamo anche un articolo relativo alla Parmalat e alle sue performance borsistiche dopo l’annuncio che l’aumento di capitale del novembre 2003 sarebbe avvenuto in modalità carta contro carta, attraverso la conversione di crediti infragruppo e quindi senza chiedere l’esborso di capitali al mercato (poi, aggiungiamo noi, ricordiamo tutti come la vicenda è finita). I lessemi a polarità negativa sembrano quasi definitivamente scomparsi. È forse accaduto qualcosa di nuovo sul mercato? In parte sì. Come abbiamo detto nella parte iniziale, tali operazioni si sono rivelate efficaci in presenza di corsi elevati e proprio nel secondo semestre 2003 inizio 2004 registriamo un forte recupero delle borse mondiali, in particolare di quella americana. Possiamo dire che tali operazioni non sono più diluitive del capitale? Di certo no, ma l’accento è posto sugli aspetti positivi che molti studiosi si affrettano a sottolineare. Possiamo pertanto solo condividere quanto asserito da Sobrero (1999: 257), secondo cui “la connotazione negativa [o positiva] non è intrinseca al significato tecnico”.

Cosa dire della polarità delle espressioni in lingua angloamericana? Sulla base degli esempi da noi individuati, la prosodia semantica relativa a paper acquisitions sarebbe quella dell’opportunismo mentre per quanto concerne stock-for-stock riguarderebbe il meccanismo stesso di questa tipologia di operazioni (che potrebbe anche essere effettuata cash for stock).

8. Carta contro carta: snobismo, esotismo o calco strutturale dal modello angloamericano?

Dopo avere analizzato l’uso dell’espressione carta contro carta nel corpus italiano ci sembra opportuno, giunti a questo stadio della nostra ricerca, azzardare alcune ipotesi sulla sua derivazione.

La forte somiglianza strutturale a livello di riproduzione diagrammatica (N + prep. + N) dell’espressione italiana carta contro carta con l’equivalente angloamericano stock-for-stock, l’acclarata corrispondenza semantica (titoli contro titoli), la tradizionale attrazione della lingua italiana finanziaria per prestiti e calchi della cultura finanziaria dominante, ci hanno fatto propendere in un primo momento per un calco strutturale, ossia per un neologismo del gergo borsistico formato con materiale italiano sulla base del modello angloamericano. La rapida consultazione degli archivi del Wall Street Journal e del Financial Times ci conferma infatti che l’utilizzo di tale espressione risalirebbe alla fine degli anni ’90. Dobbiamo inoltre aggiungere che la frequente virgolettatura dell’espressione italiana ci ha fatto pensare in un primo tempo a un’indicazione dell’estraneità dell’operazione alla cultura finanziaria italiana. Per tutta una serie di osservazioni che qui di seguito elencheremo riteniamo che la frequente virgolettatura in italiano e il continuo bisogno di esplicitare il contenuto dell’espressione siano un chiaro riferimento all’espressione utilizzata dagli esperti. Riteniamo sia utile fare alcune considerazioni preliminari sulla preposizione contro. Come sappiamo, contro è ampiamente utilizzata in ambito commerciale in sostituzione di in cambio di, mediante (contro assegno, contro ricevuta, contro pagamento ecc.) e in ambito finanziario per indicare un cross ossia la quotazione di una valuta rispetto a un’altra (quotazione dollaro contro euro o dollaro/euro, la moneta ha perso il 75% del suo valore contro il dollaro, in inglese Euro vs US dollar, in francese cours o taux de change dollar/euro o dollar-euro). L’esplorazione del modello italiano consente inoltre di attestare l’aggregazione N + preposizione + N secondo uno schema appartenente alla tradizione bancaria italiana nell’ambito delle aperture di credito documentarie e sappiamo come sia stato determinante il contributo storico della nostra lingua nel Cinquecento alla diffusione di tali tecniche (Sobrero 1999: 268). Ricordiamo a questo proposito le clausole internazionali D/P (documenti contro pagamento) e D/A (documenti contro accettazione) per le quali la lingua inglese utilizza against.

Non possiamo tuttavia non rimarcare la discrepanza fra la struttura italiana e quella angloamericana: nella locuzione angloamericana la preposizione (for) colloca due nomi (stock-for-stock) per creare un modificatore di nome principale (acquisitions) mentre in quella italiana (consegna contro pagamento) la preposizione collega un nome al nome principale (consegna). Ora, se è evidente che si tratta di due transazioni che ricevono espressioni non omogenee, è altrettanto vero che le due locuzioni presentano la medesima struttura interna e fanno entrambe perno su due preposizioni (contro e for) in sostituzione, nelle rispettive lingue, di ‘in cambio di’ e ‘in exchange for’, semanticamente corrispondenti. La non dipendenza delle espressioni carta contro carta e stock-for-stock sarebbe tuttavia comprovata dall’assenza nella documentazione italiana dell’espressione accompagnata dall’equivalente inglese. L’articolo precedentemente citato di Bulzacchelli del Centro di ricerca per il diritto di impresa della Luiss e l’esplorazione dell’archivio del Sole 24 Ore, offrono un contributo determinante alla nostra analisi. Il primo ci conferma che il modello composizionale carta contro carta è utilizzato anche da esperti di diritto societario quali Campobasso nel suo volume del 1999 Diritto commerciale - Diritto delle socie[10]. Il secondo invece che l’occorrenza meno recente dell’espressione risalirebbe all’aprile del 1998. L’insieme di queste nostre osservazioni avvalorerebbe l’ipotesi di una germinazione o realizzazione indipendente dell’espressione nelle due culture finanziarie, ognuna delle quali si sarebbe avvalsa di risorse linguistiche interne. La preferenza per l’uso traslato (carta in luogo di titoli), così frequente negli articoli italiani, corrisponderebbe “alla ricerca di una connotazione prestigiosa” che come conferma Dardano (1993: 335), sarebbe “continuamente inseguita dai media” ma come abbiamo rilevato, il lessema è anche utilizzato (invece del più trasparente titoli) per descrivere gli aumenti di capitale tramite l’emissione di nuove azioni (quindi non a pagamento) e di obbligazioni convertibili, operazioni che, secondo gli esperti, porterebbero all’inevitabile diluizione del capitale e conseguentemente a deprimere pesantemente le quotazioni (polarità negativa). Il lessema si sarebbe imposto in base alla sua salienza (il lessema è prototipico della categoria titoli finanziari) anche se dobbiamo registrare una certa opacità dello stesso, addebitabile con ogni probabilità al decreto sulla dematerializzazione dei titoli del 1999 da parte delle autorità normative italiane che ha segnato la fine dei documenti cartacei (imponendo la consegna in banca di qualsiasi titolo cartaceo posseduto) e quindi la scomparsa del referente materiale (la carta), iniziando l’era delle apposizioni contabili. Quanto invece alla preferenza per la locuzione carta contro carta, essa costituirebbe un’ulteriore prova della “tendenza di fondo dell’italiano di oggi [per] la contrazione del discorso in formule e in sequenze semanticamente pregnanti” (Dardano 1993: 358).

In conclusione possiamo affermare che se la locuzione italiana presenta una formula indipendente dal modello angloamericano, al contrario, l’espressione francese acquisitions en papier potrebbe essere unicamente la traduzione diretta di paper acquisitions con semplice adattamento all’ordine progressivo francese. Inoltre, se la locuzione francese costituisce una formula marginale e gergale (la forma usuale è, lo ricordiamo, avec échange de titres), quella italiana possiede una tradizione consolidata e pertanto è bene acclimatata.

9. Conclusioni

Il presente lavoro ha inteso analizzare il ruolo dell’arricchimento inferenziale nella decodifica di espressioni particolarmente opache, quali appunto acquisitions en papier. Come abbiamo visto il problema è duplice: da un lato la preposizione en non ha valore strumentale di per sé, come ad esempio nonostante, ma è possibile desumere tale valore dai contesti d’uso in quanto la preposizione pone in relazione un nome o un verbo (achat, payer ecc.) che si riferiscono a un processo, nel nostro caso una transazione finanziaria, e un valore finanziario (titoli). Dall’altro, l’estrema opacità dell’espressione è imputabile anche alla presenza di una metonimia.

Di sicuro interesse per il traduttore specializzato si rivela anche l’analisi della prosodia semantica degli equivalenti traduttivi in quanto “l’opportunità di osservare possibili divergenze [nella prosodia semantica] risulta particolarmente vantaggiosa per il traduttore, che può così evitare dissonanti esempi di ‘traduzionese’ [..] conseguenti all’involontario tradimento di aspettative legate all’uso” (Tognini Bonelli 2002: 167).

Sulla base della frequenza delle occorrenze abbiamo potuto inoltre attestare come, in italiano, la locuzione carta contro carta rappresenti un’espressione fraseologica radicata, indipendente dal modello angloamericano. Segnaliamo infine che negli strumenti online utilizzati interagiscono due livelli di competenze: se da un lato essi costituiscono fondamentali strumenti di ricerca e di aggiornamento professionale tematico, dall’altro si rivelano utili anche per la formazione del traduttore già preparato dal punto di vista linguistico.

Appendice: Intervista a Marc Bidou (Maximiles)

Maximiles: "les acquisitions font partie de notre plan de développement"

Alors que Maximiles cote en continu à partir de jeudi, son PDG, Marc Bidou, dresse un premier bilan sur 2005.

Vous allez passer demain en cotation en continu sur Alternext. Quel bilan faites-vous des 7 premiers mois de cotation ?

Marc Bidou: Nous sommes désormais éligibles au critère de cotation en continu, qui est lié aux nombres de transactions effectuées. Cela arrive au bout de 7 mois où le volume de transactions ainsi que le flottant n'ont cessé de croître. Par exemple, à l'introduction nous avions 28% de flottant, contre 61,7% aujourd'hui. Les fonds de private equity ont vendu leurs titres. Nous voulions assurer la liquidité du marché et non pas jouer la rareté artificielle. Depuis l'introduction le 5 juillet, 53,9% du capital a été échangé. Le bilan de ces premiers mois de cotation est selon nous satisfaisant. Nous nous sommes introduits en bourse pour des raisons de notoriété ainsi que pour lever des fonds (4 millions d'euros d'augmentation de capital). Un autre point important est la liquidité du titre car l'intérêt est aussi de faire des acquisitions en papier.

Où en êtes-vous dans votre programme de croissance externe ?

M. B.: Nous n'avons pas encore réalisé d'acquisitions. Mais cela fait partie de notre plan de développement. Nous travaillons activement à l'étude de pistes, mais pour l'instant nous ne sommes pas en discussion. Il faut noter que nos business plans ne sont pas basés sur les acquisitions. Nous n'avons pas besoin d'acheter une société pour croître. Nous sommes sur un secteur qui progresse très fortement (entre 40 et 50% de croissance par an dans le secteur de l'internet), et sommes particulièrement bien placés. Donc à nous de bénéficier de cette position et de consolider le marché.

Vous avez annoncé un objectif de chiffre d'affaires de 6,7 millions d'euros et une marge de 14%. Comment analysez-vous l'année 2005 ?

M. B.: Nous allons publier notre chiffre d'affaires le 9 mars et les résultats annuels le 4 avril. Toutefois, nous avons fait un premier bilan, après la période de Noël, qui est plus qualitatif que quantitatif. Nous constatons que notre taux de croissance est supérieur à celui du e-commerce (49%). Cela s'explique par le fait que nos partenaires ont progressé et par conséquence nous aussi. Nous avons également plus de partenaires, 57 aujourd'hui contre 42 le jour de notre introduction. Enfin, le troisième moteur de croissance est l'efficacité intrinsèque du programme, qui permet de faire circuler les membres d'un partenaire à un autre.

Qu'espérez-vous en 2006 ?

M. B.: Nous ne communiquons pas sur les objectifs de 2006. Néanmoins, on espère avoir une aussi bonne année qu'en 2005, où les résultats devraient plus que doubler, avec une forte croissance du chiffre d'affaires. Si en 2006 on continue à croître à la même vitesse, à avoir des taux de croissance et des profits similaires, ainsi qu'à réaliser une acquisition, le bilan sera extrêmement positif pour les actionnaires. Nous sommes sur un secteur très sain, avec un bon modèle économique, il faut en profiter.

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Bibliografia degli esempi

(Nota dell’autore: alcuni esempi non presentano tra i riferimenti bibliografici il nome dell’autore o il titolo. Sono stati pertanto elencati in ordine alfabetico in un’apposita bibliografia e ordinati in base al titolo della rivista online o del nome dell’autore, ove presenti).

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Note

[1] Per il concetto di equivalenza, cfr. la definizione di Delisle / Lee-Jahnke / Cormier (2002: 77-78).

[2] Tra le riviste presenti nelle banche dati: Le Journal des Finances, Les Echos.

[3] L’archivio interattivo di Classeditori raccoglie gli articoli apparsi sulle varie testate del gruppo: Milano Finanza, MF, Trading-on-line, Analisi tecnica, Covered Warrant, ecc.

[4] Per una definizione di “placement or”, cfr. http://www.francetransactions.com/placement/Placement-OR.html (data ultima visita: 24 novembre 2011).

[5] Cfr. in particolare la nota 1 di Prandi (2011: 35-48) dove viene ricostruita la cronistoria di questa opposizione fondamentale.

[6] Il testo integrale dell’articolo è consultabile al seguente indirizzo: http://www.lemonde.fr/cgibin/ACHATS/acheter.cgi?offre=ARCHIVES&type_item=ART_ARCH_30J&objet_id=101350.

[7] Tesnière (1959: 103). “Le nœud verbal […] exprime tout un petit drame. Comme un drame, en effet, il comporte obligatoirement un procès, et le plus souvent des acteurs et des circonstances […]. Transposés du plan de la réalité dramatique sur celui de la syntaxe structurale, le procès, les acteurs et les circonstances deviennent respectivement le verbe, les actants et les circonstants”. Per una trattazione del concetto di processo, cfr. il cap. III di Prandi (2004).

[8] Cfr. il glossario in Osimo (2002: 255-257).

[9] Gli aspetti deleteri sopra elencati emergono anche dall’analisi dei contesti d’uso della locuzione acquisitions en papier.

[10] Campobasso (1999: 31): “Si verificherà un rimborso indiretto dei conferimenti agli azionisti, ed i patrimoni saranno costituiti integralmente dalle azioni dell’altra società, si avrà una situazione di ‘carta contro carta’”. Ancora nello stesso volume (266): “[…] l’acquisto reciproco all’opposto, lascia inalterato il capitale nominale, ma determina una riduzione surrettizia dei rispettivi capitali reali che può giungere fino al completo svuotamento dei relativi patrimoni dando luogo al fenomeno della <carta contro carta>”.

About the author(s)

Danio Maldussi is an Associate Professor in Specialised Translation from French into Italian at the Department of Interpreting and Translation, University of Bologna, Forlì Campus, Italy. He is a technical translator specialised in financial and institutional translation and associated member of AITI (Associazione italiana traduttori e interpreti). His last publications are:
(2014) “‘Haircut’:  étude comparative anglais/français/italien d’un glissement sémantique dans la terminologie de la crise financière”, MediAzioni 16, http://mediazioni.sitlec.unibo.it ISSN ,1974-4382.
(2013) “Le spread dans ses dimensions conceptuelle, culturelle et cognitive : une approche termontographique”, in Lexique Lexiques,  Théories, méthodes et perspectives en lexicologie, lexicographie, terminologie et phraséologie, Pierluigi Ligas and Giovanni Tallarico (eds), Verona, QuiEdit: 97-118.
(2011) “Le procédé de l’emprunt dans le domaine juridique: la quête d’un nouveau souffle”, in Traduire les savoirs, Danielle Londei, Matilde Callari Galli (eds), Berne, Lang: 339-358.
(2010) “Terminologia sistematizzata e terminologia spontanea in ambito finanziario: un rapporto conflittuale”, Publifarum (http://publifarum.farum.it/show_issue.php?iss_id=8);
(2008) “La terminologia alla prova della traduzione specializzata”, published by Bononia University Press. His other research areas include: Terminology and Translation, Legal and Accounting Translation and textual aspects of Translation.

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©inTRAlinea & Danio Maldussi (2011).
"Didattica della traduzione specializzata e inferenza"
inTRAlinea Special Issue: Specialised Translation II
Edited by: Danio Maldussi & Eva Wiesmann
This article can be freely reproduced under Creative Commons License.
Permanent URL: http://www.intralinea.org/specials/article/1808

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