Corona

Translated by: Elisabetta Zoni (Università di Bologna, Italy)

Corona by Paul Celan
Mohn und Gedächtnis, © 1952, Deutsche Verlags-Anstalt GmbH, Stuttgart


Dalla mia mano l’autunno mangia la sua foglia: siamo amici Sgusciamo il tempo dalle noci e gli insegniamo a camminare: il tempo ritorna nel guscio. Nello specchio è domenica, nel sogno si dorme, la bocca fa profezia. Il mio occhio scende sul sesso dell’amata: ci guardiamo, ci diciamo cose oscure, ci amiamo l'un l'altra come papavero e memoria, dormiamo come vino nelle conchiglie, come il mare nel raggio di sangue della luna. Stiamo abbracciati alla finestra, ci guardano dalla strada: è tempo che si sappia! E’ tempo che la pietra si decida a fiorire, che l’inquietudine abbia un cuore che batte. E’ tempo che sia tempo. E’ tempo.
Aus der Hand frißt der Herbst mir sein Blatt: wir sind Freunde. Wir schälen die Zeit aus den Nüssen und lehren sie gehn: die Zeit kehrt zurück in die Schale. Im Spiegel ist Sonntag, im Traum wird geschlafen, der Mund redet wahr. Mein Aug steigt hinab zum Geschlecht der Geliebten: wir sehen uns an, wir sagen uns Dunkles, wir lieben einander wie Mohn und Gedächtnis, wir schlafen wie Wein in den Muscheln, wie das Meer im Blutstrahl des Mondes. Wir stehen umschlungen im Fenster, sie sehen uns zu von der Straße: es ist Zeit, daß man weiß! Es ist Zeit, daß der Stein sich zu blühen bequemt, daß der Unrast ein Herz schlägt. Es ist Zeit, daß es Zeit wird. Es ist Zeit.
Dalla mia mano l’autunno mangia la sua foglia: siamo amici Sgusciamo il tempo dalle noci e gli insegniamo a camminare: il tempo ritorna nel guscio. Nello specchio è domenica, nel sogno si dorme, la bocca fa profezia. Il mio occhio scende sul sesso dell’amata: ci guardiamo, ci diciamo cose oscure, ci amiamo l'un l'altra come papavero e memoria, dormiamo come vino nelle conchiglie, come il mare nel raggio di sangue della luna. Stiamo abbracciati alla finestra, ci guardano dalla strada: è tempo che si sappia! E’ tempo che la pietra si decida a fiorire, che l’inquietudine abbia un cuore che batte. E’ tempo che sia tempo. E’ tempo. Aus der Hand frißt der Herbst mir sein Blatt: wir sind Freunde. Wir schälen die Zeit aus den Nüssen und lehren sie gehn: die Zeit kehrt zurück in die Schale. Im Spiegel ist Sonntag, im Traum wird geschlafen, der Mund redet wahr. Mein Aug steigt hinab zum Geschlecht der Geliebten: wir sehen uns an, wir sagen uns Dunkles, wir lieben einander wie Mohn und Gedächtnis, wir schlafen wie Wein in den Muscheln, wie das Meer im Blutstrahl des Mondes. Wir stehen umschlungen im Fenster, sie sehen uns zu von der Straße: es ist Zeit, daß man weiß! Es ist Zeit, daß der Stein sich zu blühen bequemt, daß der Unrast ein Herz schlägt. Es ist Zeit, daß es Zeit wird. Es ist Zeit.
Il primo e fondamentale problema che mi sono posta accingendomi a tradurre la lirica Corona riguarda la scelta di una traduzione “libera” e “creativa” o di una “letterale”. Ho scelto di tradurre letteralmente le parole, scostandomi dalla lettera solo quando mi è parso strettamente necessario per esigenze di comprensione, e di non alterare, per quanto possibile, le strutture dei versi. Ho cercato inoltre di evitare le ridondanze, poiché non si addicono al linguaggio poetico, che è sempre economico. Ritengo che in generale la traduzione di una poesia debba privilegiare l’accuratezza e la precisione nella resa delle immagini agli effetti sonori e ritmici, ovvero la funzione espressiva alla funzione estetica, poiché sono rare le liriche in cui la funzione estetica, l’appagamento dei sensi, prevale su quella espressiva, cioè sull’espressione del pensiero e dei sentimenti dell’autore. Per questo credo che la traduzione letterale sia quasi un obbligo per la poesia di Celan, soprattutto se si considerano alcune caratteristiche di stile e di poetica, in primo luogo l’importanza che Celan attribuisce alla parola, al potenziale polisemico della parola, e di conseguenza la potenza espressiva della metafora, della similitudine, della personificazione come veicoli di senso. Sono comunque consapevole che una poesia tradotta, per quanto valida possa essere la traduzione, si allontanerà per molti aspetti dal significato dell’originale, non sarà che un'eco dell’originale. Sarà, in sostanza, un’altra poesia. Tuttavia, non credo che lo scopo del traduttore di una poesia sia quello di creare nella lingua d’arrivo il medesimo effetto che il poeta aveva prodotto sui suoi lettori, ma piuttosto l’effetto che la poesia ha avuto su di lui/lei. Il traduttore non può neppure ottenere anche solo un effetto parallelo in poesia: le due lingue, in quanto usano i propri mezzi diversamente da qualsiasi altro genere letterario o non-letterario, sono sempre due poli, se non opposti, comunque molto lontani. Differiscono in tutto, sintassi, lessico, suono, implicazioni culturali, ma non nelle immagini. Nelle immagini della poesia è condensato il cuore del messaggio dell’autore, la sua personalità, il suo commento alla vita, e per quanto inusuali possano apparire, devono essere tradotte con estrema precisione semantica. Al lettore della traduzione italiana, come del resto al lettore dell’originale tedesco, spetterà il compito di accogliere questi simboli e di decifrarli, dato che per un lettore tedesco risultano altrettanto oscuri, oppure leggere più volte la poesia per impossessarsi delle immagini ed immedesimarsi nell’universo poetico dell’autore. Lettura di Paul Celan

Alcuni collegamenti a siti su Paul Celan

Principale sito su Paul Celan Pagina di collegamenti a siti su Paul Celan a cura di Cristoph Krempe Opera completa di Paul Celan in linea Opera completa in tedesco con traduzioni in diverse lingue, traduzioni ad opera di Paul Celan, biografia, testi critici e immagini

©inTRAlinea & Elisabetta Zoni (2001).
"Corona". Translation from the work of Paul Celan.
This translation can be freely reproduced under Creative Commons License.
Stable URL: http://www.intralinea.org/translations/item/988

Go to top of page