Il Baleniere

Translated by: Angela Tiziana Tarantini (Monash University, Australia)

Convincing Ground by David Mence
Mence, David (2013) Convincing Ground, Unpublished script, workshopped by the Melbourne Theatre Company in 2009, revised edition.


Non esiste follia degli animali della terra che non venga infinitamente soverchiata dalla pazzia degli uomini.

Herman Melville[1]

 

Nota dell’autore

Quest’opera è basata su una serie di eventi che si crede siano avvenuti nei primi anni ’30 dell’Ottocento nella remota zona di caccia alle balene di Porland Bay. Scoperta dai cacciatori di balene e di foche che lavoravano nello Stretto di Bass, Porland è divenuto il primo insediamento stanziale nella colonia dello stato del Victoria. Ho condotto le mie ricerche e ho scritto quest’opera presso la State Library of Victoria (e in loco a Portland) come parte del Programma di Scrittura Creativa della biblioteca.

Dramatis Personae

DUTTON Un baleniere taciturno. È grezzo e trasandato, ha i capelli arruffati e la barba incrostata di sale. L’olio gli macchia i vestiti e gli traspira dalla pelle.

RENANGHI Un’aborigena giovane e irruenta. Indossa una mescolanza variopinta di abiti da baleniere e pelli indigene. Sembra come non scalfita dal tempo.

La capanna di un vecchio baleniere, fatta di ossa di balena, corda riciclata e tetto di paglia. Lo spazio è arredato con un tavolo di legno grezzo, delle sedie e un camino sul quale sono appesi pentole e bollitori in ferro a ganci e catenelle. Il pavimento è ricoperto di fanoni e cosparso di pelli di animale lise. Lampade a olio di balena e candele quasi completamente consumate sono l’unica fonte di luce. C’è una gran quantità di detriti nautici: vecchie corde, argani dismessi, alberi di nave scheggiati, giganteschi becchi di calamari, ossa di albatross, pesci morti, masse di ambra grigia, calderoni arrugginiti, arpioni rotti, lance, vanghe affilate, bloccaruote, grossi lucci, forchette per il grasso di balena, piatte lame rudimentali, coltelli per triturare, punte di arpioni, un assortimento di intagli di ossa di balena, e svariati barili di olio. Sembra di essere nel ventre di una balena. Dutton dorme su una sedia con una coperta addosso. Renanghi emerge dall’ombra e sta dritta[2] davanti a lui. Appoggia un arpione insanguinato sul tavolo, si siede su una sedia e lo guarda. Lui si sveglia, tossisce, si strofina gli occhi e si schiarisce la gola. Si trascina verso il camino e soffia sulla cenere fredda. Stappa una bottiglia di liquore e se ne versa una tazza. Gli tremano le mani. Quando la tazza è quasi alla bocca nota l’arpione.

DUTTON Chi è là?

Pausa.

Chi è là, ho detto?

Nascondendo dietro la schiena un coltello per sventrare le balene, Dutton si gira e si accorge che Renanghi è seduta sulla sedia.

Che ci fai qui?

RENANGHI Non ti serve.

DUTTON Cosa?

RENANGHI Il coltello.

DUTTON Quale coltello?

RENANGHI Non fare il cazzone con me. Quello che hai dietro la schiena. Mettilo giù.

DUTTON Alzati e fatti guardare.

Renanghi si alza.

Avvicinati, non riesco a vederti.

Renanghi si avvicina

Cristo, Sal, che ci fai qui dentro? Lo sai che non dovresti essere qui.

Dutton si avvicina per afferrarla. Renanghi gli sfugge e si nasconde nell’ombra.

Hey! Torna qui!

RENANGHI Non toccarmi, capito?

DUTTON Sono mezzo cieco, per Dio. Come faccio a vederti se non stai ferma?

RENANGHI Ti ho detto di non toccarmi!

Dutton prende la tazza e vi guarda dentro.

DUTTON Ti piace fare i tuoi giochetti da strega, eh, sporca negra? Siediti. Alzati. Fai questo. Fai quello. Tutti gli anni che abbiamo vissuto e dormito insieme, abbiamo anche avuto una… Non ti farei mai del male, Sal.

RENANGHI Sei una serpe Bill Dutton, lo sei sempre stato. Adesso siediti e chiudi la bocca.

Dutton si siede nella sua sedia. Poco dopo, Renanghi emerge dall’ombra.

Sei vecchio.

DUTTON (Ironico) ma va?

RENANGHI C’hai la pelle fina come la sabbia. E i capelli. E la barba. Sei un vecchio con la barba grigia ormai.

DUTTON Non ho la barba grigia.

RENANGHI E invece sì. Quand’è successo?

DUTTON È da un po’ che non ti fai viva.

Tossisce e sputa del catarro per terra

RENANGHI Sei malato? Che cavolo c’hai?

DUTTON Non lo so.

RENANGHI C’hai un albatross intorno al collo?

DUTTON Qualcosa del genere

RENANGHI Stai proprio di merda.

DUTTON Sì, beh, aspetta di arrivarci tu alla mia età.

Pausa.

RENANGHI Potevi sceglierti un posto migliore. Non ce n’è mica di bianchi in giro. E a te chi ti seppellisce?
 

DUTTON Chi se ne frega. Che mi prendano pure i corvi e i vermi. Se no sai cosa? Remo oltre il capo e mi faccio inghiottire dal mare.

RENANGHI Se non sei sepolto non puoi mica riposare in pace.

DUTTON E tu che ne sai?

RENANGHI Lo so e basta.

DUTTON Ci risiamo. Ecco Miss Lazzaro, tornata dal regno dei morti. Hai qualcos’altro da insegnarmi? Ma se non sei nemmeno battezzata.

RENANGHI Embè?

DUTTON Non ci puoi andare in paradiso.

RENANGHI Chi l’ha detto?

DUTTON Cristo.

RENANGHI Cristo? E che c’entra?

DUTTON Così dice la Bibbia.

RENANGHI Nah, è solo un libro.

DUTTON Non è vero.

RENANGHI Non te n’è mai fregato un cazzo di quella roba. Che ti è preso, Bill?

Pausa.

DUTTON Ero venuto a cercarti. Ti ho cercato per tutta quella maledetta isola. Ho ribaltato ogni foglia, ogni sasso.

RENANGHI Balle.

DUTTON Perché dovrei raccontare balle su una cosa del genere?

RENANGHI Non sei mai venuto. Scommetto che manco ti eri accorto che non c’ero.

DUTTON Invece sì.

RENANGHI Ah! Allora dimmi come sono morta?

DUTTON Sei morta durante il tragitto. Qualche malattia. Qualcosa ti ha colto all’improvviso. I marinai non volevano un cadavere a bordo – sai quanto sono superstiziosi – così ti hanno avvolta in un sudario e ti hanno gettato in mare.

RENANGHI E a te chi te l’ha detto?

DUTTON Il capitano. L’ho incontrato in un pub a Launceston.

RENANGHI Lo hai fatto parlare?

DUTTON Non è stato difficile. Un paio di bicchieri. Lui crede che tu non abbia mai messo piede sulla terra.

RENANGHI Io mi ricordo un’altra cosa.

DUTTON E che cosa ti ricordi? Non puoi ricordarti qualcosa che non è mai successo.

RENANGHI Sono scappata. Ho nuotato fino a riva.

DUTTON Quaranta miglia in mare aperto? Non penso proprio.

RENANGHI Non è così che sono morta.

DUTTON Sei morta così. E Dio lo sa.

Pausa.

RENANGHI Allora com’è che sono qui? Che ti parlo? Come te lo spieghi?

DUTTON È proprio questo il punto. Sei qui dentro, Sal (puntandosi il dito alla testa). Sei una parte di me adesso. Tutti gli altri si sono dimenticati di te da un pezzo. Ma io ti porto ancora dentro.

Dutton si trascina verso il tavolo e si versa da bere.

Non ti ho visto per un po’, ma da quando ho smesso di lavorare, da quando ho iniziato a venire qui ti vedo spesso. Ti dirò, non mi dispiace. Almeno ho qualcuno con cui parlare.

Dutton solleva il bicchiere…

Alle budella e al grasso della balena eh Sal? Come ai vecchi tempi.

…e beve.

RENANGHI Mi chiamo Renanghi.

DUTTON Eh?

RENANGHI M’hai capito benissimo.

DUTTON Ma che dici?

RENANGHI RE-NAN-GHI. Dai dillo. Dillo un paio di volte, cazzo.

Pausa.

Dammi da bere.

DUTTON Eh?

RENANGHI  Ti ho detto di darmi da bere.

DUTTON Non posso.

RENANGHI Perché no?

DUTTON Perché... tu non sei–

Renanghi afferra la bottiglia e se ne scola metà. Si asciuga la bocca e rimette la bottiglia sul tavolo.

RENANGHI Che c’è? Non l’hai mai vista una ragazza che beve?

DUTTON Non sei cambiata per niente.

RENANGHI Perché dovevo?

DUTTON L’ho sempre saputo che saresti tornata.

RENANGHI Non è vero.

DUTTON Sì che è vero. Ci ho messo un po’, ma alla fine ho rimesso insieme i pezzi. Un paio di cose avvistate a mare. Procellarie che disegnano certe forme nel cielo. Aguglie che si muovono in branco a est di Lawrence Rocks. Ha senso, sai, che tu... che noi... lì vicino a Denmaar, la vostra isola degli spiriti.

Pausa.

Pensi che ti farà bene? Rivangare il passato così? Perché tesoro a me non fa bene per niente

RENANGHI Non ci sei mica solo tu.

DUTTON Cosa vuoi che faccia, Sal? Che accenda un cero? Che dica un paio di Ave Maria? Troppo tardi.

RENANGHI Non è mai troppo tardi.

DUTTON Per noi sì.

Dutton si guarda intorno alla ricerca di qualcosa.

Devo andare.

Trova uno stivale e vi ci infila goffamente il piede.

Mi ero addormentato. Non dovrei… sai… dovrei essere lassù, non quaggiù.

Dov’è l’altro stivale?

Renanghi glie lo sventola davanti con fare di scherno. Dutton prova ad afferrarlo ma lei lo allontana.

Dammelo!

Pausa.

RENANGHI Ehi che modi sono?

DUTTON Eh?

RENANGHI Dì per favore!

DUTTON Per favore? Che ne dici di “dammi quel cazzo di stivale”?

Dutton si allunga per prenderlo ma lei balza via

Da’ qui, Sal.

RENANGHI Perché?

DUTTON Mi serve.

RENANGHI Per fare che?

DUTTON Devo andare.

RENANGHI Non è vero.

DUTTON Sì che è vero, Sal.

RENANGHI Ti ho detto di no. Stavolta no.

DUTTON Dammelo, negra!

RENANGHI Guardalo, il più duro di tutti, che frigna come un frignone gne gne.

Renanghi sputa nello stivale e glielo lancia

Allora va’. Vaffanculo.

Dutton raccoglie lo stivale e va verso la porta, che non si apre.

DUTTON Che razza di magia nera è questa?

Pausa.

Sal?

RENANGHI Cosa c’è?

DUTTON Parla, brutta strega. Che hai fatto?

RENANGHI Non ho fatto niente.

DUTTON Non è vero.

RENANGHI Sì che è vero.

DUTTON Che diavolo hai fatto alla porta?!

Dutton si scaglia contro la porta ma è troppo vecchio e debole per buttarla giù.

Cosa vuoi da me?!

RENANGHI Voglio solo parlare.

DUTTON A che serve? Le parole sono solo aria vuota.

RENANGHI Puoi aiutarmi a ricordare.

DUTTON Non voglio ricordare.

RENANGHI E invece sì. Lo sai che ti vedo, no? Seduto tutto solo. A bere. Con le lacrime che ti scorrono giù per le guance. Inciampi sulla scogliera – mi stupisco che non cadi – e ti metti a gridare il mio nome alla baia. Perché, eh Bill?

DUTTON Brutta…

RENANGHI Sera dopo sera. Sempre la stessa storia.

DUTTON Sono stanco, Sal, ho bisogno di riposo. Perché rivangare così? Quel che è stato è stato. Il passato è morto e sepolto.

RENANGHI Il passato non è morto. Non muore mai.

Pausa.

DUTTON Ti credi tanto intelligente, eh? Allora visto che sei così intelligente, dimmi, tu che cazzo faresti?

RENANGHI Non c’hai le palle.

DUTTON Mettimi alla prova.

Renanghi tira fuori un pezzo di lenza per balene e glie la tira.

RENANGHI Lo sai fare un cappio?

DUTTON Sì.

Pausa.

RENANGHI E allora fallo.

DUTTON Non regge il mio peso.

RENANGHI Fifa eh?

DUTTON No.

Pausa.

RENANGHI Allora dai.

DUTTON No.

RENANGHI Che hai detto?

DUTTON Ho detto di no.

RENANGHI C’hai bisogno di aiuto, eh? Se vuoi ti aiuto io. Sposto la sedia con un calcio. Così è più semplice. Ti spezzi il collo facile e veloce.

DUTTON Oh Cristo Santo!!!

Con le mani che gli tremano, Dutton si versa da bere. È in piedi chino verso il tavolo con la testa penzoloni.

Credi che non ci pensi tutti i giorni? Ce l’ho sempre in mente. Lì che mi aspetta. Al calar del sole, nel silenzio. So bene cosa mi aspetta e non ho nessun desiderio di corrergli incontro, grazie

Renanghi seduta sulla sedia di Dutton lo guarda.

RENANGHI Sei un vigliacco.

Pausa.

Che puzza qui dentro! Non la senti? Perché non pulisci un po’ questo posto?

DUTTON Chi se ne frega?

RENANGHI È anche peggio di quando abitavamo qui.

DUTTON È solo un posto dove sedersi e riposare. Non deve essere pulito

RENANGHI Dove dormi?

Pausa

Bill?

DUTTON Che t’importa?

RENANGHI Voglio saperlo.

DUTTON Non lontano.

RENANGHI Cosa significa non lontano?

DUTTON Significa non lontano da qui.

RENANGHI Narrawong?

DUTTON Esatto.

RENANGHI Narrawong eh? E la tua donna?

DUTTON Cosa?

RENANGHI Dov’è?

DUTTON Adesso?

RENANGHI Sì.

DUTTON A casa.

Pausa.

Ci starà preparando la cena.

RENANGHI Allora è una brava donna?

DUTTON Credo di sì.

RENANGHI Si prende cura di te?

DUTTON Ci prova.

RENANGHI Non le piace che vieni quaggiù?

DUTTON Non proprio.

RENANGHI Ma non può impedirtelo.

Pausa.

Cosa fa?

DUTTON Tipo durante il giorno?

RENANGHI Sì.

DUTTON Per lo più sta a casa a leggere la bibbia. Svuota qualsiasi bottiglia trova per casa. Passa la maggior parte del tempo a cercare di farmi vedere le cose a modo suo.

RENANGHI In che modo?

DUTTON Quello Cristiano, credo.

Pausa.

RENANGHI Sa di me?

DUTTON Tutti sanno di te.

Pausa.

RENANGHI Fisicamente com’è?

DUTTON Non saprei. Come tutti, credo.

RENANGHI Cioè bianca?

DUTTON Sì.

RENANGHI È carina?

DUTTON Non proprio.

Pausa.

RENANGHI Da quel che dici sembra proprio pallosa.

DUTTON No, è brava.

RENANGHI Non so come fai—

Pausa.

Dovevi rimanere con me, caro. Le uniche volte che mi sbarazzavo di una bottiglia era per buttarla via e prenderne un’altra.

DUTTON Ha! Sì, beh, quello era solo parte del problema!

RENANGHI Tu che dici, chi beveva di più, tu o io?

DUTTON Io, sicuro.

RENANGHI Dici?

DUTTON Certo.

RENANGHI Sì, ciao!

DUTTON Ma se non reggevi nemmeno mezzo bicchiere, negretta.

RENANGHI È sempre mezzo bicchiere più di te, vecchiaccio!

Pausa.

Allora, come si chiama?

Pausa.

Bill?

DUTTON Maria.

RENANGHI Maria eh? È vergine?

DUTTON Ha ha ha (ironico).

RENANGHI Te la scopi?

DUTTON Non fare così, Sal.

RENANGHI Dimmelo. Voglio saperlo.

DUTTON Te l’ho detto un sacco di volte di non fare così.

RENANGHI Te la scopi come ti scopavi me? Eh, Bill? La rigiri sul pancino, le apri le chiappe e glie lo metti nel culo come facevi con me? Godi quando sanguina? Eh, Bill?

Pausa.

Rispondimi pezzo di merda.

Pausa.

Avete figli?

DUTTON Te l’ho detto mille volte. Non ho intenzione di -

RENANGHI E un cane? Ce l’avete? So che tu ce l’hai.

DUTTON Non più.

RENANGHI Che è successo?

DUTTON È morto.

RENANGHI Come morto? Quando è morto?

DUTTON Qualche anno fa.

RENENGHI Perché non me lo hai detto?

DUTTON Te l’ho detto.

Renanghi prende un vecchio fucile appoggiato alla parete.

RENANGHI Non è carico, vero?

DUTTON Sì che è carico.

RENANGHI Non terresti mai un’arma carica qui dentro. Non lo hai mai fatto.

DUTTON Non mi è mai servito.

Pausa.

Le cose cambiano.

Renanghi gli punta il fucile.

RENANGHI Allora se premo il grilletto ti ammazzo?

DUTTON Sì.

Renanghi preme il grilletto.

RENANGHI Perché mi devi raccontare palle, Bill? Perché non puoi dire la verità per una volta?

Dutton le strappa via il fucile.

DUTTON La canna è tutta arrugginita.

RENANGHI E perché non la pulisci?

DUTTON Serve solo a far scena.

Dutton mette via il fucile.

Io non sono nessuno, Sal, non sono nemmeno reale. Tanti non sanno neppure se sono vivo o morto.

RENANGHI E i galeotti evasi? I fuorilegge del bush?

DUTTON Cosa c’entrano loro?

RENANGHI Hai un sacco di attrezzi per la caccia alla balena.

DUTTON Non valgono più niente.

RENANGHI Perché?

DUTTON Quei tempi sono andati.

RENANGHI Non esci più in mare?

DUTTON Nessuno esce più in mare.

RENANGHI Perché no?

DUTTON La baia è vuota.

RENANGHI Vuota? Che significa vuota?

DUTTON Significa che non c’è un cazzo di niente!

RENANGHI Niente balene?

DUTTON No.

RENANGHI Dove sono?

DUTTON Le abbiamo uccise tutte, non ricordi?

Pausa.

RENANGHI Quanto è lontana Portland da qui?

DUTTON Abbastanza.

RENANGHI Quanto?

DUTTON Dieci miglia.

RENANGHI Vedi mai i tuoi amici?

DUTTON Quali?

RENANGHI Lo sai.

DUTTON No che non lo so.

RENANGHI I tuoi migliori amici. Henty e gli altri.

Dutton si infiamma improvvisamente.

DUTTON Perché te ne devi venire fuori con una cosa del genere? Non riesci proprio a trattenerti, eh?

Dutton prende una vecchia mazza per uccidere le foche.

RENANGHI Forza! Colpiscimi, Bill. Spaccami la faccia, colpiscimi in faccia cazzo! Tanto l’hai sempre fatto!

Renanghi gli ride in faccia. Lui la guarda con disgusto.

DUTTON Non ti voglio colpire. Voglio solo farti vedere questa.

Dutton le porge la mazza.

RENANGHI Che cos’è?

DUTTON È una mazza per le foche.

RENANGHI Questo lo so. Che ci faccio?

DUTTON Non ti ricordi?

RENANGHI No.

DUTTON È tua.

RENANGHI Ah sì?

DUTTON All’Isola dei Canguri. Eri solo una ragazzina. Avevi a malapena il seno. Ma ammazzavi foche a tonnellate, colpendole sulla testa con quella maledetta mazza.

RENANGHI Quanti anni avevo?

DUTTON Quindici. Sedici.

RENANGHI Tu eri solo un giovanotto, eh?

DUTTON Non sapevo cosa fare.

RENANGHI Sei arrivato con i fratelli Mills. Che luridi bastardi che erano. Ma tu non eri come loro. Eri diverso. C’era qualcosa di aborigeno in te.

DUTTON Vacci piano! In confronto a te ero una rosa d’Inghilterra. Quasi un lord.

RENANGHI Nah, non penso proprio. Eri rozzo come un uno scaricatore di porto.

DUTTON Anche tu.

Pausa.

Mi hai insegnato tu come si ammazza una foca. Come ammazzarla con un colpo secco e spaccargli il testa. Mi hai insegnato tu come catturare le procellarie, spellarle, sbudellarle e cucinarle per cena. Ho imparato tutto da te.

RENANGHI Sì, beh, da qualcuno dovevi pur imparare.

Pausa.

DUTTON Facevi sempre quel sogno. Ogni notte lo stesso sogno. Camminavi sulla spiaggia e all’improvviso arrivava un branco di cacciatori di foche con le braccia grosse quanto tronchi d’albero e ti mettevano in un sacco. Ti portavano remando in mare aperto...

RENANGHI Mi portavano remando in mare aperto e iniziavano a spellarmi. Io gridavo, gli dicevo che non ero una foca, ma loro continuavano a spellarmi finché la mia pelle non era tutta ammucchiata sul fondo della barca. E mi guardavo le braccia e le gambe, e si vedevano solo le ossa.

DUTTON Allora te lo ricordi?

RENENGHI Sì.

Pausa.

DUTTON La chiamano la Costa di Velluto. Un uomo può trovarsi un’aborigena a qualsiasi ora.

RENANGHI È lì che mi hai preso?

DUTTON Non ti ho rubato, Sal.

RENANGHI Invece sì.

DUTTON Invece no.

RENANGHI Se non avevi il coraggio di rubarmi, allora mi hai comprata da qualcuno. Hai pagato per qualcosa che qualcun altro si era già preso. Così poteva svendermi come un pezzo di carne.

DUTTON Non è andata così.

RENANGHI Invece sì.

Pausa.

Quanto mi hai pagata, Bill? Quanto ti sono costata?

DUTTON Quel tizio irlandese aveva una fila di ragazze incatenate nella sua capanna.

RENANGHI Come tutti quelli della tua tribù.

DUTTON Non tutti.

RENANGHI Tutti.

DUTTON Ti ho salvato. Da lui. Da tutti loro. Non dimenticartelo.

RENANGHI Salvato?

DUTTON Certo.

RENANGHI Non penso proprio, caro (ironico).

DUTTON Eri una schiava prima che arrivassi. Ti ho ridato la vita. Non avresti nessuna dignità o rispetto per te stessa se non fosse per me. L’unica cosa che ti ho mai chiesto è -

RENANGHI Di dartela tutte le sere.

DUTTON No, dai, Sal. Ho visto una ragazza con le cosce tagliate. Glie le hanno fatte mangiare. Quei bastardi se la ridevano mentre lei si mangiava le sue stesse cosce. Un’altra ragazza era senza orecchie, glie le avevano messe intorno al collo come una collana. È questo che volevi?

Pausa.

Ma se ti seguivo sempre come un cane. Ti facevo la guardia.

RENANGHI Ti vedevo.

DUTTON Una volta ti ho seguito fino allo spiazzo delle foche...

RENANGHI Brutto stronzo!

DUTTON …e mi sono nascosto e ti guardavo. Eri come un sasso. Non respiravi. Non ti muovevi. Pensavo che ti eri addormentata. Ma poi, quando le foche si sono avvicinate annusando, facendo roteare i baffi, tu, negretta, sei saltata su, e le hai prese a mazzate sulla testa. Una, due, tre! È stata una delle cose più belle che avessi mai visto.

RENANGHI Che c’è di bello?

DUTTON Era bellissimo.

RENANGHI Sì. Tu hai dei problemi, caro.

Dutton ride.

Ti piace guardare, vero?

DUTTON Sì.

Pausa.

RENANGHI Te lo fa venire duro? Colpire le foche?

Renanghi gli porge la mazza.

DUTTON Sì.

RENANGHI Vuoi colpirmi, Bill? Vuoi far finta che sono una foca? Forza, colpiscimi. Picchiami e scopami come hai sempre fatto! Cosa aspetti? Picchiami! Picchiami! Picchiami!

Dutton la colpisce con la mazza. Renanghi cade in ginocchio e alza lo sguardo verso di lui; ha la bocca insanguinata. Ha uno strano sorriso sul volto. Si avvicina ai suoi pantaloni e lui solleva la mazza per colpirla di nuovo. Dutton è colto da un improvviso attacco di tosse. Si trascina verso il tavolo e nella fretta di versarsi da bere fa cadere la bottiglia che si infrange a terra.

DUTTON Guarda cosa hai combinato.

Pausa.

Pulisci.

Pausa.

Ho detto pulisci, negra.

Dutton le getta uno straccio. Renanghi pulisce il pavimento, raccoglie i cocci di vetro e li avvolge nello straccio.

RENANGHI Dammi da bere

DUTTON È tutto lì (indicando il pavimento).

RENANGHI Eh?

DUTTON Quello era l’ultimo.  

RENANGHI Qualcos’altro da bere ce l’hai di sicuro.

DUTTON Ti dico che non ho niente.

RENANGHI Niente niente?

DUTTON Neanche una goccia.

RENANGHI Sei qui tutto solo con una bottiglia e basta?

DUTTON Cosa ti ho appena detto?

Pausa.

Fa freddo. Non Lo senti? Non Senti che freddo che fa?

Dutton va verso il caminetto e soffia sulla cenere spenta.

Ho dei fiammiferi ma mi serve della legna. Dei rametti e delle frasche.

Pausa.

Sal.

RENANGHI Allora vai.

DUTTON Dai, Sal. La porta non si apre.

Renanghi va verso la porta e la apre con un semplice gesto. Dutton rimane immobile a guardare fuori. Rimane fermo per un po’.

È buio fuori. Non si vede niente.

Pausa.

Non sento il profumo del sale. Non siamo vicini al mare? Il mare dovrebbe essere qui fuori.

Pausa.

Fa troppo freddo per me, Sal.

Renanghi chiude la porta, lo accompagna alla sua sedia e lo avvolge nella sua coperta.

RENANGHI Vuoi un po’ di tè?

DUTTON Ha! Non ce n’è di tè qui.

RENANGHI Vuoi fumare? Hai del tabacco?

DUTTON Tu che ne dici? Se non ho nemmeno il tè credi che abbia il tabacco?

Pausa.

RENANGHI Lei dov’è Bill?

DUTTON Non qui.

Pausa.

RENANGHI Allora dov’è?

DUTTON Continuo a ripetertelo ma non te lo ricordi mai. Tutte le sere devo ricominciare daccapo.

RENANGHI Che vuol dire?

DUTTON Ti ricordi come erano le cose allora. Ma non ti ricordi niente dopo... Il primo giorno che siamo arrivati a Portland Bay. Quello te lo ricordi, vero?

RENANGHI Certo.

DUTTON Cosa è successo?

RENANGHI Siamo sbarcati a Blacknose Point. Tutti gli aborigeni pensavano che eri un fantasma. Alcuni sono saltati addosso ai bianchi.

DUTTON Cosa hanno detto?

RENANGHI Hanno detto di andarvene dalla loro terra.

DUTTON E io cosa gli ho risposto?

RENANGHI Hai detto che eravate pescatori e volevate solo del pesce.

DUTTON Esatto.

Pausa.

Ora, pensa a dove eri prima di venire qui. Proprio prima di passare da quella porta. Sei passata da quella porta o no? Dove eri prima? Pensaci.

Pausa.

Non lo sai, vero?

RENANGHI No.

DUTTON Vedi? E il problema è... Non ho molto... Non ho molto tempo. E ci sono alcune cose che devi sapere.

RENANGHI Tipo?

Dutton si guarda intorno alla ricerca di qualcosa.

DUTTON Ho freddo, Sal. Un freddo cane. Devo accendere il fuoco. Mi serve un rametto per accendere il fuoco. Della legna, dei rametti e delle frasche.

Dutton prende una vecchia sedia e la porta verso il caminetto. Prova a romperla ma è troppo debole.

RENANGHI Da’ qua. Sei peggio di un bambino.

Renanghi sfascia la sedia a terra e mette i pezzi nel caminetto.

Dov’è la pietra focaia?

Dutton prende da un cassetto un pezzo di pietra focaia, glie la porge e Renanghi si mette ad accendere il fuoco. Non ci mette molto. Nel frattempo Dutton va verso la credenza e tira fuori una bottiglia di liquore. La mette sul tavolo, la stappa, e si versa un bicchiere.

 E quella cos’è?

Dutton beve, rimette il bicchiere sul tavolo e si pulisce la bocca. 

Pensavo che avevi una sola bottiglia?

Dutton sorride.

DUTTON Era una balla.

Dutton versa un altro bicchiere e glie lo porta. Torna alla sua sedia. Renanghi rimane accovacciata davanti al fuoco.

Sono capitano, adesso. Lo sapevi?

RENANGHI Capitano Bill Dutton.

DUTTON Già. Capodogli, Sal. Bestie enormi, cazzo. A largo della Nuova Zelanda. La mia nave. Il mio equipaggio. Tutto. Avevo talmente tanto olio al ritorno da Cloudy Bay che avrei potuto bruciare mezza Melbourne.

RENANGHI Veramente?

DUTTON Certo, ma non era mio. Dovevo portarlo a un tal Samuel Enderby a Londra. Dovevi vedere quanto argento. Pile e pile d’argento. Mi sentivo tipo un pirata.

RENANGHI Che ci hai fatto di tutto quell’argento?

DUTTON Della mia parte? L’ho data a mia sorella.

RENANGHI A tua sorella? Perché? Se l’hai sempre odiata.

DUTTON Cerca di capire, volevo che lo avesse lei. Volevo che facesse quello che io non ero in grado di fare. Prendersi cura di... sono venuto quaggiù perché volevo essere lasciato in pace.

Pausa.

RENANGHI Com’è?

DUTTON Cosa?

RENANGHI Londra.

DUTTON Londra? Oh è…

RENANGHI Hai sempre voluto andarci.

DUTTON Sì, beh, diciamo che è un pochino diversa da Portland Bay.

RENANGHI Tanti bianchi?

DUTTON Dappertutto. Come le formiche.

RENANGHI Quanti?

DUTTON Quanti? Non lo so. Che razza di domanda è? Un sacco. Più di quanti se ne riesce a contare.

RENANGHI Dai, racconta.

DUTTON Cos’altro vuoi sapere?

RENANGHI Ci sono balene?

DUTTON Balene? Ha ha! No. Niente balene.

RENANGHI Allora che cosa ha di tanto speciale quel posto?

Dutton deve pensarci.

DUTTON Non è poi così speciale. Davvero. È tipo come una città infinita. Non puoi attraversarla da una parte all’altra a piedi. La cattedrale di St Paul probabilmente è grande quanto Narrawong. Con una cupola gigantesca sopra. E la parte migliore è il fiume, il Tamigi. Ci possono passare cento navi in su e in giù e ce ne starebbero ancora altre.

RENANGHI Ah sì?

DUTTON Ho visto Lord Nelson sul suo piedistallo. E i vecchi scafi. E la flotta a Wappig e tutte le forche con gli uomini impiccati. Uomini da tutte le parti del mondo, neri, gialli, rossi-

RENANGHI Uomini gialli?

DUTTON Sì.

Pausa.

RENANGHI Dovevi restartene là. Non dovevi tornare qui.

Dutton ride.

Che c’hai da ridere?

DUTTON Niente.

RENANGHI E allora che ti ridi?

DUTTON Non lo so.

Pausa.

Forse sono tornato per te...

Renanghi si arrabbia improvvisamente.

RENANGHI Te l’avevo detto che quegli Henty non erano brave persone! Perché non mi hai ascoltato, Bill? Perché -

DUTTON Avevamo bisogno di loro. Avevamo bisogno di persone, di attrezzi, di soldi. Conservavamo l’olio in buche nel terreno prima che arrivassero loro. Non potevamo nemmeno permetterci delle botti.

RENANGHI Quelle cose non ci erano mai servite.

DUTTON A te non erano mai servite, a noi sì. Io non ero mai abbastanza per te. Ogni volta che un estraneo si avvicinava ti arrabbiavi. Minacciavi di andartene. Di imbarcarti clandestina su una delle navi dirette a Sydney.

RENANGHI Ma c’avevo ragione, sì o no?

DUTTON Nessuno aveva ragione, Sal.

RENANGHI T’avevo detto di sparargli a quei bastardi!

DUTTON Ha! Ma se loro erano armati fino ai denti?

RENANGHI Ma c’eravamo prima noi lì.

DUTTON No, c’erano prima gli aborigeni.

RENANGHI Sì, ma noi con loro andavamo d’accordo.

DUTTON Finché c’era lavoro per loro sì. Finché c’era abbastanza cibo. Ma ultimamente le cose non andavano così bene, la situazione era peggiorata. Tu non c’eri. Non sai quanto erano peggiorate le cose.

Pausa.

RENANGHI Tu gli leccavi il culo a Henty.

DUTTON Come?

RENANGHI Fin dal giorno che sono arrivati. Hai guardato Henty, hai tirato fuori la lingua e hai iniziato a leccare.

DUTTON Non so di che stai parlando.

RENANGHI Ti guardavo, sai.

DUTTON Avevano perso metà del loro bestiame nel tragitto. Henty era preoccupato che sarebbero morti di fame all’arrivo dell’inverno -

RENANGHI Forse era meglio!

DUTTON Così gli ho detto che lo aiutavo.

RENANGHI E lei?

DUTTON Chi?

RENANGHI La signora Henty, che indossava quella roba tutta pizzi e merletti bianchi. È inciampata scendendo dalla plancia ed è caduta nel fango. Gli ho teso la mano ma quella stronza non l’ha voluta.

DUTTON Non è stata molto carina.

RENANGHI Sai cosa mi ha detto?

DUTTON Cosa?

RENANGHI Ha detto, Chi sei? Abiti qui? Sì signora, ho detto. Sai cosa ha detto lei? No, ora non più.

Pausa.

Tu avevi paura di lei.

DUTTON No che non ne avevo.

RENANGHI Non hai mai avuto le palle per tenerle testa.

DUTTON Tu invece sì?

RENANGHI Un giorno un vecchio con la barba grigia le stava dissotterrando le rape. La signora esce, gli fa “via dalla mia terra o chiamo mio marito”. Veloce come un lampo il vecchio bastardo le fa il verso, “via dalla mia terra o chiamo mio marito.” E con una di quelle rape deformi punta lontano verso il mare, come per dire che sapeva da dove veniva. Mi sono pisciata addosso dal ridere, non ce l’ho fatta a trattenermi. Ma lei si gira e mi fa, Tu da che parte stai? Sai cosa le ho detto io?

DUTTON Cosa?

RENANGHI Sai dove te le puoi schiaffare le tue rape, per quanto mi riguarda?

Ridono.

DUTTON Non dovevi farlo.

RENANGHI Perché no?

DUTTON Perché no.

RENANGHI Ho complicato le cose, vero?

DUTTON No.

RENANGHI Volevi essere loro amico, no? Tu gli leccavi il culo a quelli lì.

DUTTON Non si sputa in faccia alla gente.

RENANGHI A quelli lì sì.

DUTTON Ci hai fatti odiare.

RENANGHI Ci odiavano già!

Pausa.

DUTTON Ho dovuto scusarmi.

RENANGHI Ah sì?

DUTTON Sono dovuto andare a casa di Henty, mettermi in ginocchio e supplicare che non ti uccidesse.

RENANGHI Veramente?

DUTTON Lui era il capo, Sal. Aveva comprato tutta la cazzo di zona per la caccia alla balena. Era tutto suo.

RENANGHI E allora?

DUTTON Sal, voglio dirti una cosa. Devi ascoltarmi bene, capito?

RENANGHI Spara.

DUTTON Sono andato da lui quella notte. La notte… Sai.

RENANGHI Lo so.

DUTTON Abbiamo bevuto una tazza di tè. Lui mi ha chiesto della terra. Delle aree migliori. Dove pascolare, dove costruire le capanne. Quel genere di cose. E mi ha chiesto di me.

RENANGHI E di me?

DUTTON Aspetta. Mi ha detto che me l’avrebbe fatta facile.

RENANGHI Ch vuol dire?

DUTTON Mi ha detto che mi avrebbe fatto capitano. Ma voleva sistemare le cose. Non voleva più problemi.

RENANGHI Di che tipo?

DUTTON Voleva la terra libera da incombenze, come l’ha messa lui, così poteva far pascolare i suoi montoni.

RENANGHI Cioè dagli aborigeni?

DUTTON Già.

RENANGHI E cosa se ne voleva fare?

DUTTON Metterli nelle riserva.

RENANGHI Nelle isole?

DUTTON Sì.

RENANGHI E se loro dicevano di no?

DUTTON Disperderli.

RENANGHI Disperderli? Che diavolo significa?

DUTTON Sai benissimo cosa significa.

Pausa.

E voleva disperdere…te.

RENANGHI C’era anche lei?

DUTTON No.

RENANGHI Sicuro glie l’ha detto lei cosa dire. Che stronza quella Henty.

DUTTON Tu saresti dovuta rimanere. Era parte dell’accordo.

RENANGHI Quale accordo?

Pausa.

Cosa gli hai detto? Che non ero nera? Che ero bianca dentro?

DUTTON Ho detto a Henty che eri mia moglie.

RENANGHI La tua negra.

DUTTON Mia moglie.

RENANGHI E lui cosa ti ha detto?

DUTTON Ha detto che eri solo una puttana nera e che se non mi piaceva quella definizione sarebbe stato ben felice di controllare il nostro certificato di matrimonio.

Pausa.

RENANGHI Mi avevi detto che andavi a caccia di balene come sempre.

DUTTON Volevo dirtelo, Sal.

RENANGHI Ti aspettavo, ma non sei mai arrivato.

DUTTON Sal…

RENANGHI Perché mi hai lasciato?

DUTTON Non potevo… Volevo ma…

RENANGHI Dimmelo e basta.

Pausa.

DUTTON C’era una balena spiaggiata. Gli aborigeni ci sono arrivati per primi. Si stavano preparando alla festa, come facevano sempre, sai. Io glie la lasciavo anche, ma Henty era lì nella sua barca, che gli diceva di andarsene. Diceva che la sua balena era sua mentre cercava di toglierle l’arpione dal collo. Mattino Freddo, che trovava la cosa abbastanza divertente, ha preso un tocco di carne di balena e glie l’ha sbattuta in mano a Henty. Dai, mangiala, è buona, dice, facendo tipo un gesto con la mano. Henty si è girato verso tutti i balenieri radunati e ha detto, Fateli spaventare un po’, ragazzi. Subito dopo c’erano spari e fumo e lance come se piovessero e uno degli uomini di Henty è stato trafitto al collo. Siamo a malapena riusciti ad arrivare alle nostre barche e all’insediamento. Henty era furioso, ha bussato a tutte le porte e ha radunato tutti gli uomini e i ragazzi abbastanza grandi da usare una pistola. Torniamo da quella balena, ha detto, e se dobbiamo convincere quei corvi con la forza, allora, in nome di Dio, lo faremo. Giuro, non ho sparato neanche un colpo. Non ne ero capace. La metà di loro erano nostri amici e avevano lavorato con noi come ramponieri per anni. Ma dopo, sapevo che bisognava fare qualcosa, altrimenti ci avrebbero impiccati come è successo agli assassini di Myall Creek.[3] Conoscevo un sistema per nascondere i corpi. Così ho detto a Henty che me ne occupavo io. Abbiamo tenuto accesi i calderoni per tutta la notte, e quando l’olio era pronto lo abbiamo messo in una botte speciale e l’abbiamo impilata con tutte le altre da spedire a Simeon Lord a Sydney, poi a Londra e nel resto del mondo. E quando sono tornato, il mattino dopo, tu non c’eri più.

Renanghi non riesce a guardarlo.

RENANGHI Sei un vigliacco, Bill Dutton, lo sei sempre stato.

Renanghi prende l’arpione e fa per scagliarlo contro Dutton, ma invece lo schiva e l’arpione si conficca nel muro. Trema di rabbia. Dutton la guarda per un momento e poi versa da bere.

DUTTON Vuoi?

Renanghi beve.

Ne vuoi un altro?

RENANGHI Dammi la bottiglia.

Dutton glie la dà. Renanghi si siede a terra e se la scola.

DUTTON Ho sempre pensato… Ma tu mi hai lasciato, Sal.

Renanghi volge lo sguardo in alto verso di lui.

RENANGHI Non ti ho mai lasciato.

DUTTON Cosa?

RENANGHI Mi ha obbligato lei.

DUTTON La signora Henty? Mica me l’hanno detto.

RENANGHI Cosa ti hanno detto?

DUTTON Che te n’eri andata.

RENANGHI Ha! Sì proprio. Ero ancora a letto. Debole. Lei è venuta con tre ragazzi grandi e grossi. Mi hanno presa e mi hanno messa sulla nave. Ho preso a calci uno. L’ho morso nel braccio. Lui mi ha lasciato andare e io ho provato a scappare. Ma l’altro mi ha afferrato e mi ha colpito in testa. La Signora Henty è corsa indietro a prendere la bambina, è tornata e me l’ha data. Forse non voleva una meticcia in città. Non lo so. Ma la ringrazio per questo. La bambina è tutto quello che ho avuto in quegli ultimi giorni.

Pausa.

DUTTON Seduto nella sporcizia pensavo… e bevevo. Sono andato avanti così per un po’. Alla fine sono venuto a cercarti. Non ti ho trovato. Ma ho trovato la nostra bambina. Era lì, Sal. E io l’ho riportata con me a Portland Bay.

RENANGHI Cosa ne hai fatto?

DUTTON Mia moglie… lei non voleva crescere una meticcia ed essere additata per questo. Così l’ho data a mia sorella. È una brava donna, gentile. L’ha cresciuta lei e l’ha mandata in una buona scuola a Launceston.

RENANGHI Adesso dov’è?

DUTTON È sposata, Sal. Ha anche dei figli. Lui… a quanto ne so è un brav’uomo.

Dutton inizia a piangere. È strano vedere un uomo anziano piangere così. Lei lo guarda mentre lui crolla nella sua sedia.

RENANGHI Bill?

Pausa.

Bill?

DUTTON Lasciami stare.

RENANGHI Dai, Bill. Sono io, Sal. La tua cara, vecchia Sal.

DUTTON Lasciami stare.

RENANGHI Siamo legati insieme. Come corda e gomena. Lo sai, no?

Dutton apre gli occhi esausti e la guarda.

DUTTON Non sei invecchiata per niente. Sei bellissima. Lo sei sempre stata.

Renanghi va a sedersi al suo fianco. Dopo uno strano momento di imbarazzo si baciano

Puoi portarmi oltre il capo remando? Non voglio morire qui dentro. Non voglio morire sulla terra ma giacere sul fondo dell’oceano con il corallo al posto degli occhi.

Renanghi si alza.

Devo andare ora, Sal.

RENANGHI Non ancora.

DUTTON Sì invece. Ma voglio che tu ricordi. Puoi ricordare per me? Domani non sarò qui. Non potremo più parlare così. Capisci quello che sto dicendo? Devi… lo sai cosa devi fare. Ma ora non ce la faccio più. Ho bisogno di riposare.

Pausa.

Avrei dovuto essere lì per te. Per seppellirti. Non doveva andare così.

RENANGHI Addio, Bill.

Renanghi si volta e fa per andarsene.

DUTTON Renanghi?

RENANGHI Che c’è?

DUTTON Cantami una canzone… prima di andartene.

RENANGHI Perché?

DUTTON Per i vecchi tempi. Sai, uno di quei vecchi canti marinareschi che cantavamo sempre. Per rendere il lavoro più leggero.

RENANGHI Va bene. Ma chiudi gli occhi. E non guardare.

Renanghi inizia a canticchiare un vecchio canto marinaresco. È ritmico ma molto malinconico. Dutton smette di respirare. Lei gli si avvicina e lo copre con la sua coperta.

Si gira ed esce.

Luci.

Bibliografia

Alighieri, Dante (1306/7 – 1321) Commedia, a cura di Società Dantesca Italiana http://www.danteonline.it/italiano/opere.asp?idope=1 (Accessed 12 December 2016).

Clark, Ian D (2011) “The Convincing Ground Aboriginal Massacre at Portland Bay, Victoria: Fact or Fiction?”, Aboriginal History (35):79-109.

Lester, Alan, and Fae Dussart (2009) “Masculinity, ‘Race’, and Family in the Colonies: Protecting Aborigines in the Early Nineteenth Century”, Gender, Place and Culture 16 (1):63-75. doi: 10.1080/09663690802574803.

Melville, Herman (2016) Moby Dick, traduzione di Pina Sergi, Grandi Classici BUR, Milano, Rizzoli.

Mence, David (2013) “Comunicazione Personale”.

Note

[1] Traduzione di Pina Sergi  (Melville 2016, 457).

[2] Ho scelto di tradurre Renanghi emerge dall’ombra e sta dritta davanti a lui per tracciare un parallelo fra Renanghi e Farinata degli Uberti nella Divina Commedia: “vedi là Farinata che s’è dritto” (Alighieri [1306/7 - 1321], I - X, 32). Le anime nell’inferno dantesco possono vedere il futuro, ma solo un futuro lontano e non immediato. Allo stesso modo Renanghi ricorda il passato, ma solo il passato remoto, e non riesce a ricordare quello che accade prima di varcare la soglia della capanna di Dutton ogni sera.

[3] Il massacro di Myall Creek è avvenuto nel 1838, mentre quello di Convincing Ground nel 1833 o nel 1834 (Clark 2011). Non si tratta di un anacronismo da parte dell’autore. Consapevole della maggiore risonanza del massacro di Myall Creek, nel suo mondo immaginario David Mence lo ha collocato temporalmente come antecedente a quello di Convincing Ground, di modo che Dutton possa menzionarlo come monito di quello che potrebbe succedere ai carnefici (Mence 2013). Il massacro di Myall Creek non è stato eccezionale per quanto riguarda il numero di aborigeni uccisi, ma è passato alla storia per essere stato il primo caso in cui i carnefici sono stati perseguiti e condannati a morte dopo aver subito un processo ed essere stati dichiarati colpevoli (Lester and Dussart 2009).

There is no folly of the beasts of the earth which is not infinitely outdone by the madness of men.

Herman Melville

 

Author’s Note

This play is based on a series of events that are thought to have taken place at the remote whaling station of Portland Bay in the early 1830s. Discovered by whalers and sealers working in Bass Strait, Portland became the first permanent settlement in the Colony of Victoria. I researched and wrote the play at the State Library of Victoria (and onsite in Portland) as part of the Library’s Creative Fellowships program.

Dramatis Personae

DUTTON A taciturn old whaler. He is wild and unkempt, his hair knotted and his beard salt encrusted. Oil stains his clothes and oozes from his skin.

RENANGHI A fiery young aboriginal woman. She wears a mottled mix of whaling garb and native skins. She looks somehow untouched by time.

An old whaler’s hut, made from whalebone, thatching and recycled rope. The space is furnished with a rough wooden table, chairs and a fireplace over which iron pots and kettles can be suspended from hooks and chains. The floor is earthen with baleen tiling and trodden on animal pelts. Whale oil lamps and some all but melted candles provide the only brittle light. There is an abundance of nautical detritus—old ropes, disused rigging, splintered masts, giant squid beaks, albatross bones, dead fish, lumps of ambergris, rusted trypots, broken harpoons, lances, cutting spades, chock pins, long pikes, blubber forks, flat shanks, mincing knives, toggle irons, an assortment of scrimshaw, and many an oil cask—almost as if one were inside the belly of a whale. Dutton is asleep in a chair with a blanket over him. Renanghi emerges from the shadow and stands before him. She places a bloody harpoon on the table and sits in a chair watching him. He wakes, coughs, rubs his eyes and clears his throat. He shuffles over to the fireplace and blows on the cold ash. He uncorks a bottle of grog and pours himself a cup. His hands are shaking. He has the cup almost to his lips when he notices the harpoon.

DUTTON Who’s there?

Pause.

Who’s there I said?

Concealing a flensing knife behind his back, he turns around and registers her sitting in the chair.

What are you doing here?

RENANGHI You don’t need that.

DUTTON What?

RENANGHI The knife.

DUTTON What knife?

RENANGHI Don’t play funny buggers with me. The one you got behind your back. Put it down.

He puts the knife on the table.

DUTTON Stand up and let me have a look at you.

She gets up from the chair.

Come closer, I can’t see you.

She comes a bit closer.

Jesus, Sal, what are you doing in here? You know you shouldn’t be in here, don’t you?

He goes to grab her. She evades him and hides in the shadow.

Hey! Come back here!

RENANGHI Don’t you touch me. You hear?

DUTTON I’m half blind for Christ’s sake. How am I supposed to clap eyes on you if you won’t stand still?

RENANGHI I said don’t touch me!

He picks up his cup and stands looking into it.

DUTTON You love playing games, don’t you? Little blackfella games. Sit down. Stand up. Do this. Do that. The years we lived together. Slept together. We even had a fucking… I would never hurt you, Sal.

RENANGHI Youse a snake, Bill Dutton, you always was. Now sit down and shut your mouth.

He sits in his chair. After a moment, she emerges from the shadow.

 You’re old.

DUTTON (Sarcastic) Am I?

RENANGH Your skin’s as thin as sand. And your hair. And your beard. Youse an old greybeard now.

DUTTON My beard’s not grey.

RENANGHI It bloody is. When’d that happen?

DUTTON You’ve been away for some time.

He coughs and spits a gob of phlegm on the ground.

RENANGHI Crook, are ya? What’ve you got wrong?

DUTTON I don’t know.

RENANGHI You got an albatross around ya neck?

DUTTON Something like that.

RENANGHI You look like shit.

DUTTON Yeah, well, wait until you get to my age.

Pause.

RENANGHI You could’ve picked a better spot you know? There ain’t no whitefellas out here. Who’s gonna bury ya?

DUTTON Who gives a shit. The crows and the worms can have me. Else I might row out past the headland and let the sea swallow me up.

RENANGHI But if you ain’t buried, you can’t rest.

DUTTON How would you know?

RENANGHI That’s how it is.

DUTTON Here we go. Here’s little miss Lazarus. Come back from the dead eh? You got a few more lessons for me? You’re not even baptised.

RENANGHI So?

DUTTON So you can’t go to Heaven.

RENANGHI Who says?

DUTTON Christ.

RENANGHI Christ? Where’d he come from?

DUTTON That’s what it says in the Bible.

RENANGHI Nah, that’s just a book.

DUTTON It is not.

RENANGHI You never gave a shit about all that. What’s got into you, Bill?

Pause.

DUTTON I came looking for you. I looked all over that bloody island. Turned over every leaf, every stone.

RENANGHI You’re lying.

DUTTON Why would I lie about a thing like that?

RENANGHI You never came. I bet you never even noticed I was gone.

DUTTON Yes, I did.

RENANGHI Ha! How did I die then?

DUTTON You died on the way over. Some illness. Some sudden thing got its hands around your throat. The sailors didn’t want a corpse on board—you know how superstitious they are—so they wrapped you in a shroud and tipped you into the sea.

RENANGHI Who told you that?

DUTTON The captain. I found him in a pub in Launceston.

RENANGHI You got him to talk?

DUTTON It wasn’t hard. A few pints of grog. He reckons you never even stepped foot on land.

RENANGHI That’s not how I remember it.

DUTTON How you remember what? You can’t remember something that never happened.

RENANGHI I escaped. Swam to shore.

DUTTON Forty miles in open water? Don’t think so.

RENANGHI That ain’t how I died.

DUTTON God knows it is.

Pause.

RENANGHI Then how come I’m standing here? Talking to you? How do you explain that?

DUTTON (Points to his head) That’s the thing. You’re in here, Sal. You’re part of me now. Everyone else forgot you a long time ago. But I still carry you around.

He shuffles over to the table and pours a drink.

For a long time, I didn’t see you, but since I retired, since I started coming down here, I’ve been seeing a fair bit of you. I don’t mind to be honest. It gives me someone to talk to.

He raises his glass…

Here’s to blubber and guts eh Sal? Just like in the old days.

…and drinks.

RENANGHI Me name’s Renanghi.

DUTTON What?

RENANGHI You heard what I said.

DUTTON What are you talking about?

RENANGHI RE-NAN-GHI. Go on. Say it. Say it a few fucken times.

Pause.

Gimme a drink.

DUTTON What?

RENANGHI I said give me a drink.

DUTTON I can’t.

RENANGHI Why not?

DUTTON Because. You’re not–

She snatches the bottle and slugs back half of its contents. She wipes her mouth and puts the bottle back on the table.

RENANGHI What’s the matter? You never seen a girl drink before?

DUTTON You haven’t changed.

RENANGHI Why should I?

DUTTON I always knew you’d come back.

RENANGHI You did not.

DUTTON Yes I did. It took me a while, but I worked it out. A few patterns here and there. A couple of things discerned at sea. Mutton bird flying overhead in a certain shape. Garfish shoaling off to the right side of Lawrence Rocks. It makes sense, you know, that you would… That we should… With Denmaar being so close and all…

Pause.

You think this will do you any good? Digging up old ground like this? Because, I can tell you, it doesn’t do me any good.

RENANGHI It ain’t about you.

DUTTON What do you want me to do, Sal? Light a candle? Say few Hail Marys? It’s too late.

RENANGHI It’s never too late.

DUTTON For us it is.

He starts looking around for his belongings.

I have to go.

He finds one boot and awkwardly jams his foot into it.

I fell asleep. I’m not supposed to…you know…I’m supposed to be up there not down here.

He looks for his other boot.

Where’s me boot?

She holds it out teasingly. He reaches for it but she pulls it away.

Give me that!

Pause.

RENANGHI Where’s yer manners?

DUTTON Eh?

RENANGHI Say please.

DUTTON Please? How about you give me my fucken boot!

He reaches for it again but she skips away.

Give it here, Sal.

RENANGHI Why?

DUTTON I need it.

RENANGHI What for?

DUTTON I have to go.

RENANGHI No you don’t.

DUTTON Yes I do, Sal, I do.

RENANGHI I said no. Not this time.

DUTTON Give it to me, darkie!

RENANGHI Look at you. The toughest bloke what ever lived. Sooking like a sooky little sook sook.

She spits in the boot and throws it at his feet.

Go on then. Piss off.

He picks up his boot and goes to the door. It won’t open.

DUTTON What black magic is this?

Pause.

Sal?

RENANGHI What?

DUTTON Speak up lubra. What have you done?

RENANGHI Nothin.

DUTTON You have! You have! Yes, you have!

RENANGHI Nope.

DUTTON What have you done to the door?!

He rails at the door but is too old and weak to break it down.

What do you want from me?!

RENANGHI I just wanna talk.

DUTTON What’s the good of that? Talk’s just empty air.

RENANGHI You can help me remember.

DUTTON I don’t want to remember.

RENANGHI Yes you do. You think I haven’t seen you? Sitting by yerself. Drinking. Tears streaming down your face. You stumble up the bluff—I’m surprised you don’t fall off—and shout out for me across the bay. What’s that all about, Bill?

DUTTON How dare you…

RENANGHI Night after night. It’s always the same.

DUTTON I’m tired, Sal, I need to rest. Why dig up all this old ground? What’s done is done. It’s in the past, it’s dead.

RENANGHI The past ain’t dead. It never is.

Pause.

DUTTON You think you’re pretty smart, don’t you? Go on then, if you’re so fucken smart, tell me, what would you do?

RENANGHI You don’t have the guts.

DUTTON Try me.

Renanghi fishes out a length of whale line and throws it to him.

RENANGHI You know how to make a noose?

DUTTON Yeah.

Pause.

RENANGHI Go on.

DUTTON It won’t hold my weight.

RENANGHI You scared?

DUTTON No.

Pause.

RENANGHI Go on then.

DUTTON No.

RENANGHI What did you say?

DUTTON I said no.

RENANGHI You need help, do you? I can help you if you want. I’ll kick away the chair. That makes it a lot easier. Snap your neck nice and clean.

DUTTON Jesus Christ!!!

He pours himself a drink with shaking hands. He stands leaning on the table with head his hanging down.

You think I don’t dwell on it every day? It’s always there. Inside my head. Waiting for me. At the going down of the sun. When it’s silent. I know full well what I’ve got coming and I have no desire to hurry it up thank you very much.

She sits in his chair and watches him.

RENANGHI You’re a coward.

Pause.

It stinks in here. You know that? Why don’t you clean this place up a bit?

DUTTON What difference does it make?

RENANGHI It’s even worse than when we lived here.

DUTTON It’s just a place to sit and rest. It doesn’t have to be clean.

RENANGHI Where do you sleep?

Pause

Bill?

DUTTON What’s it to you?

RENANGHI I want to know.

DUTTON Not far.

RENANGHI Not far. What does that mean?

DUTTON It means not far from here

RENANGHI Narrawong?

DUTTON That’s right.

RENANGHI Narrawong eh? And what about your missus?

DUTTON What about her?

RENANGHI Where's she at?

DUTTON Right now?

RENANGHI Yeah.

DUTTON She’s at the house.

Pause.

She’s probably preparing some supper for us.

RENANGHI So she’s a good woman?

DUTTON I suppose.

RENANGHI She looks after you?

DUTTON She tries to.

RENANGHI She don’t like it when you come down here?

DUTTON Not really.

RENANGHI But she can’t stop you.

Pause.

What does she do?

DUTTON Like during the day and that?

RENANGHI Yeah.

DUTTON She sits around and reads the Bible mostly. Pours out any bottles of grog she finds lying around. A lot of her energy goes towards trying to get me to see things her way.

RENANGHI What way is that?

DUTTON The Christian way I guess.

Pause.

RENANGHI Does she know about me?

DUTTON Everyone knows about you.

Pause.

RENANGHI What does she look like?

DUTTON I don’t know. Like anybody else I guess?

RENANGHI You mean white?

DUTTON Yeah.

RENANGHI Is she pretty?

DUTTON Not really.

Pause.

RENANGHI Sounds like she’s pretty fucken boring.

DUTTON She’s alright.

RENANGHI I don’t know how you can—

Pause.

You should’ve stayed with me mate. The only time I’d get rid of a bottle of grog was when I’d throw it over me head and reach for another.

DUTTON Ha! Yeah, well, that was half the problem!

RENANGHI Who drank more do you reckon? Me or you?

DUTTON Me of course.

RENANGHI You reckon?

DUTTON Hands down.

RENANGHI You fucken didn’t…!

DUTTON I’m telling you. You couldn’t hold half a pint, darkie.

RENANGHI That’s still half a pint more than you, old man!

Pause.

So what’s her name?

Pause.

Bill?

DUTTON Mary.

RENANGHI Mary eh? Is she a virgin?

DUTTON That’s not funny.

RENANGHI Do you fuck her?

DUTTON Don’t do this Sal.

RENANGHI Tell me. I want to know.

DUTTON I’ve ask you so many times not to do this.

RENANGHI Do you fuck her like you used to fuck me? Do you, Bill? Do you roll her onto her tummy and pull her cheeks apart and fuck her up the ass the way you used to fuck me? Does she bleed all over your dick? Does she, Bill?

Pause.

Answer me you fucken bastard.

Pause.

You got kids with her?

DUTTON I’ve told you a hundred times. I am not going to—

RENANGHI What about a dog? Youse two got a dog? I know you got a dog.

DUTTON Not anymore.

RENANGHI What happened?

DUTTON He died.

RENANGHI What do you mean he died? When did he die?

DUTTON A few years back.

RENENGHI Why didn’t you tell me?

DUTTON I did tell you.

She picks up an old rifle leaning against the wall.

RENANGHI It’s not loaded, is it?

DUTTON Yes it is.

RENANGHI You wouldn’t keep a loaded gun in here. You never used to.

DUTTON I never had to.

Pause.

Things have changed.

She points it at him.

RENANGHI So if I pull this trigger I’m gonna shoot you dead?

DUTTON That’s right.

She pulls the trigger.

Why you got to lie to me, Bill? Why can’t you tell the truth for once?

He snatches it away from her.

DUTTON The barrel’s all rusted.

RENANGHI So why don’t you clean it?

DUTTON It’s just for show.

He puts the gun back.

I’m nobody Sal, I’m not even real. I doubt there’s ten people who even know if I am alive or dead.

RENANGHI What about the bolters? The bushrangers?

DUTTON What about them?

RENANGHI You got a lot of whaling gear in here.

DUTTON It’s not worth anything.

RENANGHI How come?

DUTTON Those days are gone.

RENANGHI You don’t go out any more?

DUTTON No one does.

RENANGHI Why not?

DUTTON The bay’s empty.

RENANGHI Empty? What do you mean empty?

DUTTON I mean there’s nothing bloody in it!

RENANGHI No whales?

DUTTON No.

RENANGHI Where are they?

DUTTON We killed them all, remember?

Pause.

RENANGHI How far is Portland from here?

DUTTON Far enough.

RENANGHI How far’s that?

DUTTON Ten miles.

RENANGHI You ever see your mates?

DUTTON What mates?

RENANGHI You know.

DUTTON No, I don’t.

RENANGHI Your best mates. Henty and them.

He is suddenly irate.

DUTTON Now why do you have to go and say a thing like that? You can’t help yourself, can you?

He picks up a battered old sealer’s club.

RENANGHI Go on! Bash me, Bill. Smash my fucken face in! Do it the way you used to!

She laughs at him. He looks at her with disgust.

DUTTON I don’t want to bash you. I want to show you this.

He gives her the club.

RENANGHI What’s this?

DUTTON It’s a sealer’s club.

RENANGHI I know that. What do I want it for?

DUTTON Don’t you remember?

RENANGHI No.

DUTTON It’s yours.

RENANGHI Is it?

DUTTON Back on Kangaroo Island. You were just a girl. You barely had breasts. But you were killing seals by the shipload. Knocking them on the head with that bloody thing.

RENANGHI How old was I?

DUTTON Fifteen. Sixteen.

RENANGHI You was just a boy eh?

DUTTON I didn’t know what to do.

RENANGHI You come over with them Mills brothers. Real nasty bastards they was. But you weren’t like them. You was different. Had a blackfella sort of look about you.

DUTTON Now if you don’t mind! I was an English rose compared to you. Nine parts a gentleman.

RENANGHI Nah, I don’t reckon. You was rough as guts.

DUTTON So were you.

Pause.

You showed me how to kill a seal. How to strike it cleanly and cleave its skull. You showed me how to gut and skin and catch muttonbird and cook it up for dinner. I learnt everything from you.

RENANGHI Yeah well you had to learn somewhere.

Pause.

DUTTON You used to have this dream. Every night it was the same dream. You’d be walking along the beach and then all of a sudden a sealer gang would come with arms as thick as trees and stuff you in their swag. They’d row you out to sea…

RENANGHI They’d row me out to sea and then they’d start to peel me skin. I’d yell at them, tell them I weren’t a seal, but they’d just keep on peeling back me skin until it were all piled up in the bottom of the boat. And then I’d look at me arms, and me legs, and all I’d be able to see was bright white bone.

DUTTON So you do remember?

RENENGHI Yeah.

Pause.

DUTTON The Velvet Coast they called it. A bloke could get himself a gin at any time of the year.

RENANGHI Is that where you got me?

DUTTON I didn’t steal you, Sal.

RENANGHI Yes you did.

DUTTON No, I didn’t.

RENANGHI If you didn’t have the guts to steal me then you must’ve bought me off somebody else. Paid some other bloke for what he’d already taken. Got him to hand me over like a piece of meat.

DUTTON It wasn’t like that.

RENANGHI Yeah it was.

Pause.

What did you pay for me, Bill? What did I cost?  

DUTTON That Irish bloke had a string of girls chained up in his hut.

RENANGHI Just like all you mob.

DUTTON Not all of us.

RENANGHI Every single one of you.

DUTTON I saved you. From him. From all of them. Don’t you forget that.

RENANGHI Saved me?

DUTTON That’s right.

RENANGHI Don’t fucken think so mate.

DUTTON You were a slave before I came along. I gave you back your life. You wouldn’t have any dignity or self-respect if it wasn’t for me. The only thing I ever asked of you was—

RENANGHI To spread me legs at night.

DUTTON That’s… No, Sal. I saw a girl with her thighs cut off. They made her eat them. Fucken bastards stood there laughing while she ate her own thighs. Another girl, she had no ears, they made her wear them round her neck like a pretty necklace. Is that what you wanted?

Pause.

I followed you round like a bloody dog half the time. Keeping watch over you.

RENANGHI I saw you.

DUTTON One time I followed you out onto the seal shelf…

RENANGHI Cheeky bugger!

DUTTON …and I hid and watched. You were like a rock. Not breathing. Not moving. I thought you’d fallen asleep. But then, when those seals came nuzzling over, whiskers whirling, up you jumped, this skinny little lubra, and clubbed them over the head. One, two, three! It was one of the most beautiful things I’ve ever seen.

RENANGHI Where’s the beauty in that?

DUTTON It was there.

RENANGHI Yeah. You got problems mate.

Dutton laughs.

You like to watch, don’t you?

DUTTON Yes.

Pause.

RENANGHI Does it get you hard? Bashing them seals?

She gives him the club.

DUTTON Yes.

RENANGHI Do you want to bash me, Bill? You want me to be one of them seals for you? Go on, bash me and fuck me like you used to! What are you waiting for? Hit me! Hit me! Hit me!

He hits her with the club. She falls to her knees and looks up at him with blood in her mouth. She has a strange smile on her face. She goes to his pants and he raises the club as if to hit her again. Suddenly he is taken by a coughing fit. He staggers over to the table and in his hurry to pour a drink knocks the bottle over and smashes it on the floor.

DUTTON Now look what you’ve done.

Pause.

Clean it up.

Pause.

I said clean it up, darkie.

He throws her a rag. She mops up the mess, collects the broken glass and wraps it in the rag.

RENANGHI Gimme a drink.

DUTTON That’s all of it.

RENANGHI What?

DUTTON That was the last of it.  

RENANGHI You got to have more grog?

DUTTON I’m telling you, I don’t.

RENANGHI Nothing?

DUTTON Not a drop.

RENANGHI Youse all alone out here with only one bottle?

DUTTON What did I just say?

Pause.

It’s cold. You feel that? You feel how cold that is?

He goes over to the fireplace and blows on the cold ash.

I got some matches but I need some wood. Some sticks and brush, you know.

Pause.

Sal?

RENANGHI I ain’t stopping you.

DUTTON Please Sal. The door won’t open.

She goes over to the door and opens it in one easy motion. He stands there looking out. He doesn’t move for a long time.

It’s dark out. I can’t see anything.

Pause.

I can’t smell the salt. Are we near the sea? The sea should be here.

Pause.

It’s too cold for me, Sal.

She shuts the door, takes him to his chair and wraps him in his rug.

RENANGHI You want a drink of tea?

DUTTON Ha! You won’t find any tea in here.

RENANGHI How about a smoke? You got any tobacco?

DUTTON What do you think the answer to that is going to be? If I ain’t got any tea you think I’m going to have tobacco lying around?

Pause.

RENANGHI Where is she Bill?

DUTTON She’s not here.

Pause.

RENANGHI Where is she then?

DUTTON I keep telling you but you never remember. Every night I have to start again.

RENANGHI What do you mean?

DUTTON You remember how it was back then. But you don’t remember anything after… The first day we arrived in Portland Bay. You remember that, don’t you?

RENANGHI Of course I do.

DUTTON What was it like?

RENANGHI We pulled ashore at Blacknose Point. All them black mob thought you was a ghost. Some blackfella jumped up again all white.

DUTTON What did they say?

RENANGHI They told you to piss off their land.

DUTTON And what did I say?

RENANGHI You said you was a fishermen who wanted a few fish.

DUTTON That’s exactly right.

Pause.

Now think about where you were before you came here. Right before you stepped through that door. Did you even come in through that door. Where were you? Think about it.

Pause.

You don’t know, do you?

RENANGHI No.

DUTTON You see? And the problem is…I ain’t got long…I ain’t got a lot of time. And there’s things you need to know.

RENANGHI Like what?

He starts looking around for something.

DUTTON I’m cold, Sal. You don’t know how cold I am. I got to light a fire. I need some punk to light a fire with. Some wood, some sticks and brush, you know.

He picks up an old chair and brings it over to the fireplace. He tries to break it to pieces but is too weak.

RENANGHI Gimme that. You’re like a baby.

Renanghi smashes the chair on the floor and puts the pieces in the fireplace.

Where’s ya flint?

He gives her a piece of flint from out of a drawer and she sets about lighting the fire. It doesn’t take her long. Meanwhile Dutton goes over to a cupboard and takes out a bottle of grog. He puts the it on the table, uncorks it, and pours himself a glass.

What’s that?

He drinks. Puts the glass back on the table, wipes his mouth.

I thought youse only had one bottle?

He smiles.

DUTTON I lied.

Dutton pours another glass and takes it over to her. He goes back to his seat. Renanghi remains squatting by the fire.

I am a captain now. Did you now that?

RENANGHI Captain Bill Dutton.

DUTTON That’s right. Sperm whales, Sal. Huge bloody things. Off the coast of New Zealand. My own ship. My own crew. Everything. I had enough oil on the way back from Cloudy Bay I could have set half of Melbourne on fire.

RENANGHI True?

DUTTON It wasn’t mine of course. I had to take it to this Samuel Enderby bloke in London. You should’ve seen the silver. Piles and piles of it. I felt like a bloody pirate or something.

RENANGHI What’d you do with it all?

DUTTON With my share? I gave it to me sister.

RENANGHI Your sister? What’d you do that for? You hated her.

DUTTON Yeah but, you have to understand, I needed her to have it. I needed her to do what I couldn’t do. To take care of… I came down here because I wanted to be left alone.

Pause.

RENANGHI What’s it like?

DUTTON What?

RENANGHI London.

DUTTON London? Oh it’s…

RENANGHI You always wanted to go to there.

DUTTON Yes, well, let’s just say it’s a sight different to Portland Bay.

RENANGHI A lot of whitefellas?

DUTTON Everywhere you look. Like ants.

RENANGHI How many?

DUTTON How many? I don’t know. What sort of a question is that. A hell of a lot. More than you could count.

RENANGHI What else?

DUTTON What do you want to know?

RENANGHI They got any whales?

DUTTON Whales? Haha! No. No whales.

RENANGHI Then what’s so great about the bloody place?

He has to think about this.

DUTTON It’s not so great. Really. It’s like this city that goes forever and ever. You can’t walk from one side of it to the other. St Paul’s cathedral is probably the size of Narrawong. With a gigantic dome on top. And the best part is the river, the Thames, you can sail a hundred ships up and down it and still have room for more.

RENANGHI Yeah?

DUTTON I saw Lord Nelson on his plinth. And the old hulks. And the fleet at Wapping and all the gallows with men hanging by their necks. Men from all over the world, black men, yellow men, red men—

RENANGHI Yellow men?

DUTTON Yeah.

Pause.

RENANGHI You should have stayed over there. You should never have come back.

He laughs.

What’s funny?

DUTTON Nothing.

RENANGHI Then why are you laughing?

DUTTON I don’t know.

Pause.

I guess I had to come back for you.

She is suddenly angry.

RENANGHI I told you them Hentys were no good! Why didn’t you listen to me, Bill? Why didn’t you–

DUTTON We needed them. We needed men. We needed gear. We needed coin. We were storing oil in pits in the ground before they came along. We couldn’t even afford a cooper.

RENANGHI We never needed them things.

DUTTON You didn’t, but we did. I was never good enough for you. Every time some new bloke arrived you’d chuck a fit. Threaten to storm off. Stow away on one of the ships to Sydney.

RENANGHI But I was right, wasn’t I?

DUTTON Nobody was right, Sal.

RENANGHI I told you to shoot the bastards!

DUTTON Ha! When they had all the guns?

RENANGHI But we was here first.

DUTTON No, we weren’t. The blackfellas were here first.

RENANGHI Yeah, but us and them, we got on alright.

DUTTON While there was work for them, we did. While there was food to go around. But things weren’t so good later on, when things dried up. You weren’t there. You didn’t see how bad it got.

Pause.

RENANGHI You licked Henty’s boots.

DUTTON Excuse me?

RENANGHI The day they came. You took one look at Henty and you stuck out your tongue and you licked his boots.

DUTTON I don’t know what you’re talking about.

RENANGHI I watched you.

DUTTON They’d lost half their stock on the way over. Henty was worried they might starve come winter—

RENANGHI Good!

DUTTON So I said I’d help him out.

RENANGHI What about her?

DUTTON Who?

RENANGHI Missus Henty. Wearing that fancy thing all frilly and white. She tripped as she came down the gangplank and fell into the mud. I offered her my hand but the bitch wouldn’t take it.

DUTTON That was unfortunate.

RENANGHI You know what she said to me?

DUTTON What?

RENANGHI She said, Who are you? Do you live here? Yes missus, I said. You know what she said? Not any more you don’t.

Pause.

Youse was afraid of her.

DUTTON I wasn’t.

RENANGHI You never had the guts to stick it to her.

DUTTON And you did?

RENANGHI One day this old greybeard was pulling up her turnips. Missus comes out, says to him, Clear off my land or I will fetch my husband. Quick as a flash the old bugger spits back, Clear off my land or I will fetch my husband. And he points way out to sea with one of them crooked-looking turnips as if to show he knew where she were from. I pissed me pants, couldn’t help it. But she turns and says to me, Whose side are you on anyways? You know what I said?

DUTTON What?

RENANGHI You can sit on yer bloody turnips for all I care.

They both laugh.

DUTTON You shouldn’t have done that.

RENANGHI Why not?

DUTTON Because.

RENANGHI Made it hard, did I?

DUTTON No.

RENANGHI You wanted to be mates with them, didn’t you? You liked them nice tasty boots.

DUTTON You don’t have spit in someone’s face.

RENANGHI Yeah you do.

DUTTON You made them hate us.

RENANGHI They hated us already!

Pause.

DUTTON I had to apologise.

RENANGHI Yeah?

DUTTON I had to go round to Henty’s place and get down on my knees and beg for your life.

RENANGHI True?

DUTTON He was the boss, Sal. He bought the bloody whaling station. Bought the whole fucken area.

RENANGHI So?

DUTTON Sal, I want to tell you something. I want you to listen alright?

RENANGHI Yeah what?

DUTTON I went round to his place that night. The night… You know.

RENANGHI I know you did.

DUTTON We sat and had a cup of tea. He asked about the land. The best bits. Where to graze. Where to build his huts, that sort of thing. And he asked about me.

RENANGHI And me?

DUTTON Hang on. He said he’d smooth me way.

RENANGHI What do you mean?

DUTTON He said he’d make me a captain. But he wanted things fixed. No more problems.

RENANGHI Like what?

DUTTON He wanted the land free of encumbrances, as he put it, so he could graze his merino rams.

RENANGHI The black mob?

DUTTON Right.

RENANGHI He wanted them…what?

DUTTON Put on reserves.

RENANGHI Them islands?

DUTTON Yes.

RENANGHI And what if they said no?

DUTTON Dispersed.

RENANGHI Dispersed? What’s that bloody mean?

DUTTON You know what it means.

Pause.

And he wanted you…gone.

RENANGHI Was she there?

DUTTON No.

RENANGHI She probably told him what to say. Fucken Henty bitch.

DUTTON You were supposed to be allowed to stay. That was a part of the deal.

RENANGHI What deal?

Pause.

What did you say? That I weren’t black? That I were white inside?

DUTTON I told Henty you were my wife.

RENANGHI Your gin.

DUTTON My wife.

RENANGHI And what did he say?

DUTTON He said you were a black whore and if I didn’t like the sound of that he would be happy to inspect our marriage certificate.

Pause.

RENANGHI You said you was going out whaling like youse always did.

DUTTON I wanted to tell you, Sal.

RENANGHI I waited, but you never came.

DUTTON Sal…

RENANGHI Why did you leave me?

DUTTON I couldn’t… I wanted to but…

RENANGHI Just tell me.

Pause.

DUTTON There was a whale. Washed up on the shore. The black mob got to it first. They were getting ready for a feast, the way they always did, you know. I would have let them have it, but Henty was there in his boat, he told them to piss off. He said it was his whale and tried to pull the harpoon from its neck. Now Cold Morning, he was finding this kind of funny, and he took up a chunk of whale meat and slapped it into Henty’s hand. Go ahead and eat it, it’s good, he says, like making a motion with his hand. Henty turned to all them gathered whalers and said, Give them a bit of a scare, boys. Next thing there was gunfire and smoke and spears like rain and one of Henty’s men got it through the neck. We barely made it to our boats and back to the settlement. Henty was furious, he knocked on every door and summoned every man and child old enough to carry a gun. We’re going back to get that whale, he said, and if we have to convince them crows by force, then by God, we will. I swear, I never fired a shot. I couldn’t. Half of them were mates of ours and harpooners over the years. But afterwards, I knew something had to be done, else we were going to hang like what happened to those Myall Creek killers. I knew a way to hide the bodies. So I told Henty I’d take care of it. All night long we fired up the trypots and when the oil was done we put it in a special cask and stacked it up with all the others to be shipped to Simeon Lord in Sydney and on to London and all the world. And when I came back, the following morning, you were gone.

She cannot look at him.

RENANGHI You’re a coward, Bill Dutton, you always were.

She picks up the harpoon and goes to throw it at him, but instead throws it past him, where it lodges in the wall. She is shaking with rage. He watches her a moment and then pours a drink.

DUTTON Drink?

She drinks it.

Do you want another one?

RENANGHI Just gimme the bottle.

He gives it to her. She sits there swigging.

DUTTON I always thought… You know. But you left me, Sal.

She looks up at him.

RENANGHI I never left you.

DUTTON What?

RENANGHI She made me.

DUTTON Mrs Henty? They never told me that.

RENANGHI What did they tell you?

DUTTON That you’d left.

RENANGHI Ha! Yeah, right. I was still in bed. Weak at the knees. She came with three big blokes. They picked me up and put me on the boat. I kicked one. Bit him on the arm. He let me go and I tried to run. But the other one grabbed me and hit me on the head. Missus Henty she ran back and got the baby, come and handed her to me. Maybe she didn’t want a half-caste in the town. I don’t know. But I thank her for it. She was all I had them last few days.

Pause.

DUTTON I thought... I sat in the dirt and drank. A long time, you know. Eventually I came looking for you. I couldn’t find you. But I found our baby girl. She was there, Sal. And I brought her back to Portland Bay with me.

RENANGHI What’d you do with her?

DUTTON My wife… She didn’t want to raise a half-caste. To be known for that. So I gave her to me sister. She’s a good woman. A kind woman. She raised her and sent her to a good school in Launceston.

RENANGHI Where is she now?

DUTTON She’s married, Sal. She’s got a kid too. He’s… From what I hear he’s a good bloke.

He starts to weep. It is awful to see an old man weep like this. She watches as he slumps into his chair.

RENANGHI Bill?

Pause.

Bill?

DUTTON Please.

RENANGHI Come on, Bill. It’s me, Sal. Your old Sal.

DUTTON No.

RENANGHI We’re bound to each other. Cables and hawsers. You know that, don’t you?

He opens his exhausted eyes and looks at her.

DUTTON You haven’t aged a day. You’re beautiful. You always were.

She goes and sits with him. After a strange, awkward moment they kiss.

Can you row me out past the headland? I don’t want to die in here. I don’t want to die on land but lie at the bottom of the ocean with coral for my eyes.

She gets up.

I have to go now, Sal.

RENANGHI Not yet.

DUTTON No, I do. But I want you to remember. Can you remember for me? I won’t be here tomorrow. So we won’t be able to talk any more like this. Do you understand what I am saying? You’ll have to… I don’t know what you’ll have to do. But I can’t hold on any longer. I need to rest my eyes.

Pause.

I should have been there for you. To bury you. It wasn’t supposed to be like this.

RENANGHI Goodbye, Bill.

She turns to go.

DUTTON Renanghi?

RENANGHI What?

DUTTON Sing us a song. Before you go.

She turns back.

RENANGHI Like what? 

DUTTON One of them old shanties we used to sing. To make the work light.

RENGANGHI Alright. But close your eyes now.

He does.

No looking.

Renanghi begins to hum an old sea shanty. It is rhythmic but very melancholy. Dutton stops breathing. She goes to him and puts his rug over him.

She turns and goes out the door.

Lights out.

Non esiste follia degli animali della terra che non venga infinitamente soverchiata dalla pazzia degli uomini.

Herman Melville[1]

 

Nota dell’autore

Quest’opera è basata su una serie di eventi che si crede siano avvenuti nei primi anni ’30 dell’Ottocento nella remota zona di caccia alle balene di Porland Bay. Scoperta dai cacciatori di balene e di foche che lavoravano nello Stretto di Bass, Porland è divenuto il primo insediamento stanziale nella colonia dello stato del Victoria. Ho condotto le mie ricerche e ho scritto quest’opera presso la State Library of Victoria (e in loco a Portland) come parte del Programma di Scrittura Creativa della biblioteca.

Dramatis Personae

DUTTON Un baleniere taciturno. È grezzo e trasandato, ha i capelli arruffati e la barba incrostata di sale. L’olio gli macchia i vestiti e gli traspira dalla pelle.

RENANGHI Un’aborigena giovane e irruenta. Indossa una mescolanza variopinta di abiti da baleniere e pelli indigene. Sembra come non scalfita dal tempo.

La capanna di un vecchio baleniere, fatta di ossa di balena, corda riciclata e tetto di paglia. Lo spazio è arredato con un tavolo di legno grezzo, delle sedie e un camino sul quale sono appesi pentole e bollitori in ferro a ganci e catenelle. Il pavimento è ricoperto di fanoni e cosparso di pelli di animale lise. Lampade a olio di balena e candele quasi completamente consumate sono l’unica fonte di luce. C’è una gran quantità di detriti nautici: vecchie corde, argani dismessi, alberi di nave scheggiati, giganteschi becchi di calamari, ossa di albatross, pesci morti, masse di ambra grigia, calderoni arrugginiti, arpioni rotti, lance, vanghe affilate, bloccaruote, grossi lucci, forchette per il grasso di balena, piatte lame rudimentali, coltelli per triturare, punte di arpioni, un assortimento di intagli di ossa di balena, e svariati barili di olio. Sembra di essere nel ventre di una balena. Dutton dorme su una sedia con una coperta addosso. Renanghi emerge dall’ombra e sta dritta[2] davanti a lui. Appoggia un arpione insanguinato sul tavolo, si siede su una sedia e lo guarda. Lui si sveglia, tossisce, si strofina gli occhi e si schiarisce la gola. Si trascina verso il camino e soffia sulla cenere fredda. Stappa una bottiglia di liquore e se ne versa una tazza. Gli tremano le mani. Quando la tazza è quasi alla bocca nota l’arpione.

DUTTON Chi è là?

Pausa.

Chi è là, ho detto?

Nascondendo dietro la schiena un coltello per sventrare le balene, Dutton si gira e si accorge che Renanghi è seduta sulla sedia.

Che ci fai qui?

RENANGHI Non ti serve.

DUTTON Cosa?

RENANGHI Il coltello.

DUTTON Quale coltello?

RENANGHI Non fare il cazzone con me. Quello che hai dietro la schiena. Mettilo giù.

DUTTON Alzati e fatti guardare.

Renanghi si alza.

Avvicinati, non riesco a vederti.

Renanghi si avvicina

Cristo, Sal, che ci fai qui dentro? Lo sai che non dovresti essere qui.

Dutton si avvicina per afferrarla. Renanghi gli sfugge e si nasconde nell’ombra.

Hey! Torna qui!

RENANGHI Non toccarmi, capito?

DUTTON Sono mezzo cieco, per Dio. Come faccio a vederti se non stai ferma?

RENANGHI Ti ho detto di non toccarmi!

Dutton prende la tazza e vi guarda dentro.

DUTTON Ti piace fare i tuoi giochetti da strega, eh, sporca negra? Siediti. Alzati. Fai questo. Fai quello. Tutti gli anni che abbiamo vissuto e dormito insieme, abbiamo anche avuto una… Non ti farei mai del male, Sal.

RENANGHI Sei una serpe Bill Dutton, lo sei sempre stato. Adesso siediti e chiudi la bocca.

Dutton si siede nella sua sedia. Poco dopo, Renanghi emerge dall’ombra.

Sei vecchio.

DUTTON (Ironico) ma va?

RENANGHI C’hai la pelle fina come la sabbia. E i capelli. E la barba. Sei un vecchio con la barba grigia ormai.

DUTTON Non ho la barba grigia.

RENANGHI E invece sì. Quand’è successo?

DUTTON È da un po’ che non ti fai viva.

Tossisce e sputa del catarro per terra

RENANGHI Sei malato? Che cavolo c’hai?

DUTTON Non lo so.

RENANGHI C’hai un albatross intorno al collo?

DUTTON Qualcosa del genere

RENANGHI Stai proprio di merda.

DUTTON Sì, beh, aspetta di arrivarci tu alla mia età.

Pausa.

RENANGHI Potevi sceglierti un posto migliore. Non ce n’è mica di bianchi in giro. E a te chi ti seppellisce?
 

DUTTON Chi se ne frega. Che mi prendano pure i corvi e i vermi. Se no sai cosa? Remo oltre il capo e mi faccio inghiottire dal mare.

RENANGHI Se non sei sepolto non puoi mica riposare in pace.

DUTTON E tu che ne sai?

RENANGHI Lo so e basta.

DUTTON Ci risiamo. Ecco Miss Lazzaro, tornata dal regno dei morti. Hai qualcos’altro da insegnarmi? Ma se non sei nemmeno battezzata.

RENANGHI Embè?

DUTTON Non ci puoi andare in paradiso.

RENANGHI Chi l’ha detto?

DUTTON Cristo.

RENANGHI Cristo? E che c’entra?

DUTTON Così dice la Bibbia.

RENANGHI Nah, è solo un libro.

DUTTON Non è vero.

RENANGHI Non te n’è mai fregato un cazzo di quella roba. Che ti è preso, Bill?

Pausa.

DUTTON Ero venuto a cercarti. Ti ho cercato per tutta quella maledetta isola. Ho ribaltato ogni foglia, ogni sasso.

RENANGHI Balle.

DUTTON Perché dovrei raccontare balle su una cosa del genere?

RENANGHI Non sei mai venuto. Scommetto che manco ti eri accorto che non c’ero.

DUTTON Invece sì.

RENANGHI Ah! Allora dimmi come sono morta?

DUTTON Sei morta durante il tragitto. Qualche malattia. Qualcosa ti ha colto all’improvviso. I marinai non volevano un cadavere a bordo – sai quanto sono superstiziosi – così ti hanno avvolta in un sudario e ti hanno gettato in mare.

RENANGHI E a te chi te l’ha detto?

DUTTON Il capitano. L’ho incontrato in un pub a Launceston.

RENANGHI Lo hai fatto parlare?

DUTTON Non è stato difficile. Un paio di bicchieri. Lui crede che tu non abbia mai messo piede sulla terra.

RENANGHI Io mi ricordo un’altra cosa.

DUTTON E che cosa ti ricordi? Non puoi ricordarti qualcosa che non è mai successo.

RENANGHI Sono scappata. Ho nuotato fino a riva.

DUTTON Quaranta miglia in mare aperto? Non penso proprio.

RENANGHI Non è così che sono morta.

DUTTON Sei morta così. E Dio lo sa.

Pausa.

RENANGHI Allora com’è che sono qui? Che ti parlo? Come te lo spieghi?

DUTTON È proprio questo il punto. Sei qui dentro, Sal (puntandosi il dito alla testa). Sei una parte di me adesso. Tutti gli altri si sono dimenticati di te da un pezzo. Ma io ti porto ancora dentro.

Dutton si trascina verso il tavolo e si versa da bere.

Non ti ho visto per un po’, ma da quando ho smesso di lavorare, da quando ho iniziato a venire qui ti vedo spesso. Ti dirò, non mi dispiace. Almeno ho qualcuno con cui parlare.

Dutton solleva il bicchiere…

Alle budella e al grasso della balena eh Sal? Come ai vecchi tempi.

…e beve.

RENANGHI Mi chiamo Renanghi.

DUTTON Eh?

RENANGHI M’hai capito benissimo.

DUTTON Ma che dici?

RENANGHI RE-NAN-GHI. Dai dillo. Dillo un paio di volte, cazzo.

Pausa.

Dammi da bere.

DUTTON Eh?

RENANGHI  Ti ho detto di darmi da bere.

DUTTON Non posso.

RENANGHI Perché no?

DUTTON Perché... tu non sei–

Renanghi afferra la bottiglia e se ne scola metà. Si asciuga la bocca e rimette la bottiglia sul tavolo.

RENANGHI Che c’è? Non l’hai mai vista una ragazza che beve?

DUTTON Non sei cambiata per niente.

RENANGHI Perché dovevo?

DUTTON L’ho sempre saputo che saresti tornata.

RENANGHI Non è vero.

DUTTON Sì che è vero. Ci ho messo un po’, ma alla fine ho rimesso insieme i pezzi. Un paio di cose avvistate a mare. Procellarie che disegnano certe forme nel cielo. Aguglie che si muovono in branco a est di Lawrence Rocks. Ha senso, sai, che tu... che noi... lì vicino a Denmaar, la vostra isola degli spiriti.

Pausa.

Pensi che ti farà bene? Rivangare il passato così? Perché tesoro a me non fa bene per niente

RENANGHI Non ci sei mica solo tu.

DUTTON Cosa vuoi che faccia, Sal? Che accenda un cero? Che dica un paio di Ave Maria? Troppo tardi.

RENANGHI Non è mai troppo tardi.

DUTTON Per noi sì.

Dutton si guarda intorno alla ricerca di qualcosa.

Devo andare.

Trova uno stivale e vi ci infila goffamente il piede.

Mi ero addormentato. Non dovrei… sai… dovrei essere lassù, non quaggiù.

Dov’è l’altro stivale?

Renanghi glie lo sventola davanti con fare di scherno. Dutton prova ad afferrarlo ma lei lo allontana.

Dammelo!

Pausa.

RENANGHI Ehi che modi sono?

DUTTON Eh?

RENANGHI Dì per favore!

DUTTON Per favore? Che ne dici di “dammi quel cazzo di stivale”?

Dutton si allunga per prenderlo ma lei balza via

Da’ qui, Sal.

RENANGHI Perché?

DUTTON Mi serve.

RENANGHI Per fare che?

DUTTON Devo andare.

RENANGHI Non è vero.

DUTTON Sì che è vero, Sal.

RENANGHI Ti ho detto di no. Stavolta no.

DUTTON Dammelo, negra!

RENANGHI Guardalo, il più duro di tutti, che frigna come un frignone gne gne.

Renanghi sputa nello stivale e glielo lancia

Allora va’. Vaffanculo.

Dutton raccoglie lo stivale e va verso la porta, che non si apre.

DUTTON Che razza di magia nera è questa?

Pausa.

Sal?

RENANGHI Cosa c’è?

DUTTON Parla, brutta strega. Che hai fatto?

RENANGHI Non ho fatto niente.

DUTTON Non è vero.

RENANGHI Sì che è vero.

DUTTON Che diavolo hai fatto alla porta?!

Dutton si scaglia contro la porta ma è troppo vecchio e debole per buttarla giù.

Cosa vuoi da me?!

RENANGHI Voglio solo parlare.

DUTTON A che serve? Le parole sono solo aria vuota.

RENANGHI Puoi aiutarmi a ricordare.

DUTTON Non voglio ricordare.

RENANGHI E invece sì. Lo sai che ti vedo, no? Seduto tutto solo. A bere. Con le lacrime che ti scorrono giù per le guance. Inciampi sulla scogliera – mi stupisco che non cadi – e ti metti a gridare il mio nome alla baia. Perché, eh Bill?

DUTTON Brutta…

RENANGHI Sera dopo sera. Sempre la stessa storia.

DUTTON Sono stanco, Sal, ho bisogno di riposo. Perché rivangare così? Quel che è stato è stato. Il passato è morto e sepolto.

RENANGHI Il passato non è morto. Non muore mai.

Pausa.

DUTTON Ti credi tanto intelligente, eh? Allora visto che sei così intelligente, dimmi, tu che cazzo faresti?

RENANGHI Non c’hai le palle.

DUTTON Mettimi alla prova.

Renanghi tira fuori un pezzo di lenza per balene e glie la tira.

RENANGHI Lo sai fare un cappio?

DUTTON Sì.

Pausa.

RENANGHI E allora fallo.

DUTTON Non regge il mio peso.

RENANGHI Fifa eh?

DUTTON No.

Pausa.

RENANGHI Allora dai.

DUTTON No.

RENANGHI Che hai detto?

DUTTON Ho detto di no.

RENANGHI C’hai bisogno di aiuto, eh? Se vuoi ti aiuto io. Sposto la sedia con un calcio. Così è più semplice. Ti spezzi il collo facile e veloce.

DUTTON Oh Cristo Santo!!!

Con le mani che gli tremano, Dutton si versa da bere. È in piedi chino verso il tavolo con la testa penzoloni.

Credi che non ci pensi tutti i giorni? Ce l’ho sempre in mente. Lì che mi aspetta. Al calar del sole, nel silenzio. So bene cosa mi aspetta e non ho nessun desiderio di corrergli incontro, grazie

Renanghi seduta sulla sedia di Dutton lo guarda.

RENANGHI Sei un vigliacco.

Pausa.

Che puzza qui dentro! Non la senti? Perché non pulisci un po’ questo posto?

DUTTON Chi se ne frega?

RENANGHI È anche peggio di quando abitavamo qui.

DUTTON È solo un posto dove sedersi e riposare. Non deve essere pulito

RENANGHI Dove dormi?

Pausa

Bill?

DUTTON Che t’importa?

RENANGHI Voglio saperlo.

DUTTON Non lontano.

RENANGHI Cosa significa non lontano?

DUTTON Significa non lontano da qui.

RENANGHI Narrawong?

DUTTON Esatto.

RENANGHI Narrawong eh? E la tua donna?

DUTTON Cosa?

RENANGHI Dov’è?

DUTTON Adesso?

RENANGHI Sì.

DUTTON A casa.

Pausa.

Ci starà preparando la cena.

RENANGHI Allora è una brava donna?

DUTTON Credo di sì.

RENANGHI Si prende cura di te?

DUTTON Ci prova.

RENANGHI Non le piace che vieni quaggiù?

DUTTON Non proprio.

RENANGHI Ma non può impedirtelo.

Pausa.

Cosa fa?

DUTTON Tipo durante il giorno?

RENANGHI Sì.

DUTTON Per lo più sta a casa a leggere la bibbia. Svuota qualsiasi bottiglia trova per casa. Passa la maggior parte del tempo a cercare di farmi vedere le cose a modo suo.

RENANGHI In che modo?

DUTTON Quello Cristiano, credo.

Pausa.

RENANGHI Sa di me?

DUTTON Tutti sanno di te.

Pausa.

RENANGHI Fisicamente com’è?

DUTTON Non saprei. Come tutti, credo.

RENANGHI Cioè bianca?

DUTTON Sì.

RENANGHI È carina?

DUTTON Non proprio.

Pausa.

RENANGHI Da quel che dici sembra proprio pallosa.

DUTTON No, è brava.

RENANGHI Non so come fai—

Pausa.

Dovevi rimanere con me, caro. Le uniche volte che mi sbarazzavo di una bottiglia era per buttarla via e prenderne un’altra.

DUTTON Ha! Sì, beh, quello era solo parte del problema!

RENANGHI Tu che dici, chi beveva di più, tu o io?

DUTTON Io, sicuro.

RENANGHI Dici?

DUTTON Certo.

RENANGHI Sì, ciao!

DUTTON Ma se non reggevi nemmeno mezzo bicchiere, negretta.

RENANGHI È sempre mezzo bicchiere più di te, vecchiaccio!

Pausa.

Allora, come si chiama?

Pausa.

Bill?

DUTTON Maria.

RENANGHI Maria eh? È vergine?

DUTTON Ha ha ha (ironico).

RENANGHI Te la scopi?

DUTTON Non fare così, Sal.

RENANGHI Dimmelo. Voglio saperlo.

DUTTON Te l’ho detto un sacco di volte di non fare così.

RENANGHI Te la scopi come ti scopavi me? Eh, Bill? La rigiri sul pancino, le apri le chiappe e glie lo metti nel culo come facevi con me? Godi quando sanguina? Eh, Bill?

Pausa.

Rispondimi pezzo di merda.

Pausa.

Avete figli?

DUTTON Te l’ho detto mille volte. Non ho intenzione di -

RENANGHI E un cane? Ce l’avete? So che tu ce l’hai.

DUTTON Non più.

RENANGHI Che è successo?

DUTTON È morto.

RENANGHI Come morto? Quando è morto?

DUTTON Qualche anno fa.

RENENGHI Perché non me lo hai detto?

DUTTON Te l’ho detto.

Renanghi prende un vecchio fucile appoggiato alla parete.

RENANGHI Non è carico, vero?

DUTTON Sì che è carico.

RENANGHI Non terresti mai un’arma carica qui dentro. Non lo hai mai fatto.

DUTTON Non mi è mai servito.

Pausa.

Le cose cambiano.

Renanghi gli punta il fucile.

RENANGHI Allora se premo il grilletto ti ammazzo?

DUTTON Sì.

Renanghi preme il grilletto.

RENANGHI Perché mi devi raccontare palle, Bill? Perché non puoi dire la verità per una volta?

Dutton le strappa via il fucile.

DUTTON La canna è tutta arrugginita.

RENANGHI E perché non la pulisci?

DUTTON Serve solo a far scena.

Dutton mette via il fucile.

Io non sono nessuno, Sal, non sono nemmeno reale. Tanti non sanno neppure se sono vivo o morto.

RENANGHI E i galeotti evasi? I fuorilegge del bush?

DUTTON Cosa c’entrano loro?

RENANGHI Hai un sacco di attrezzi per la caccia alla balena.

DUTTON Non valgono più niente.

RENANGHI Perché?

DUTTON Quei tempi sono andati.

RENANGHI Non esci più in mare?

DUTTON Nessuno esce più in mare.

RENANGHI Perché no?

DUTTON La baia è vuota.

RENANGHI Vuota? Che significa vuota?

DUTTON Significa che non c’è un cazzo di niente!

RENANGHI Niente balene?

DUTTON No.

RENANGHI Dove sono?

DUTTON Le abbiamo uccise tutte, non ricordi?

Pausa.

RENANGHI Quanto è lontana Portland da qui?

DUTTON Abbastanza.

RENANGHI Quanto?

DUTTON Dieci miglia.

RENANGHI Vedi mai i tuoi amici?

DUTTON Quali?

RENANGHI Lo sai.

DUTTON No che non lo so.

RENANGHI I tuoi migliori amici. Henty e gli altri.

Dutton si infiamma improvvisamente.

DUTTON Perché te ne devi venire fuori con una cosa del genere? Non riesci proprio a trattenerti, eh?

Dutton prende una vecchia mazza per uccidere le foche.

RENANGHI Forza! Colpiscimi, Bill. Spaccami la faccia, colpiscimi in faccia cazzo! Tanto l’hai sempre fatto!

Renanghi gli ride in faccia. Lui la guarda con disgusto.

DUTTON Non ti voglio colpire. Voglio solo farti vedere questa.

Dutton le porge la mazza.

RENANGHI Che cos’è?

DUTTON È una mazza per le foche.

RENANGHI Questo lo so. Che ci faccio?

DUTTON Non ti ricordi?

RENANGHI No.

DUTTON È tua.

RENANGHI Ah sì?

DUTTON All’Isola dei Canguri. Eri solo una ragazzina. Avevi a malapena il seno. Ma ammazzavi foche a tonnellate, colpendole sulla testa con quella maledetta mazza.

RENANGHI Quanti anni avevo?

DUTTON Quindici. Sedici.

RENANGHI Tu eri solo un giovanotto, eh?

DUTTON Non sapevo cosa fare.

RENANGHI Sei arrivato con i fratelli Mills. Che luridi bastardi che erano. Ma tu non eri come loro. Eri diverso. C’era qualcosa di aborigeno in te.

DUTTON Vacci piano! In confronto a te ero una rosa d’Inghilterra. Quasi un lord.

RENANGHI Nah, non penso proprio. Eri rozzo come un uno scaricatore di porto.

DUTTON Anche tu.

Pausa.

Mi hai insegnato tu come si ammazza una foca. Come ammazzarla con un colpo secco e spaccargli il testa. Mi hai insegnato tu come catturare le procellarie, spellarle, sbudellarle e cucinarle per cena. Ho imparato tutto da te.

RENANGHI Sì, beh, da qualcuno dovevi pur imparare.

Pausa.

DUTTON Facevi sempre quel sogno. Ogni notte lo stesso sogno. Camminavi sulla spiaggia e all’improvviso arrivava un branco di cacciatori di foche con le braccia grosse quanto tronchi d’albero e ti mettevano in un sacco. Ti portavano remando in mare aperto...

RENANGHI Mi portavano remando in mare aperto e iniziavano a spellarmi. Io gridavo, gli dicevo che non ero una foca, ma loro continuavano a spellarmi finché la mia pelle non era tutta ammucchiata sul fondo della barca. E mi guardavo le braccia e le gambe, e si vedevano solo le ossa.

DUTTON Allora te lo ricordi?

RENENGHI Sì.

Pausa.

DUTTON La chiamano la Costa di Velluto. Un uomo può trovarsi un’aborigena a qualsiasi ora.

RENANGHI È lì che mi hai preso?

DUTTON Non ti ho rubato, Sal.

RENANGHI Invece sì.

DUTTON Invece no.

RENANGHI Se non avevi il coraggio di rubarmi, allora mi hai comprata da qualcuno. Hai pagato per qualcosa che qualcun altro si era già preso. Così poteva svendermi come un pezzo di carne.

DUTTON Non è andata così.

RENANGHI Invece sì.

Pausa.

Quanto mi hai pagata, Bill? Quanto ti sono costata?

DUTTON Quel tizio irlandese aveva una fila di ragazze incatenate nella sua capanna.

RENANGHI Come tutti quelli della tua tribù.

DUTTON Non tutti.

RENANGHI Tutti.

DUTTON Ti ho salvato. Da lui. Da tutti loro. Non dimenticartelo.

RENANGHI Salvato?

DUTTON Certo.

RENANGHI Non penso proprio, caro (ironico).

DUTTON Eri una schiava prima che arrivassi. Ti ho ridato la vita. Non avresti nessuna dignità o rispetto per te stessa se non fosse per me. L’unica cosa che ti ho mai chiesto è -

RENANGHI Di dartela tutte le sere.

DUTTON No, dai, Sal. Ho visto una ragazza con le cosce tagliate. Glie le hanno fatte mangiare. Quei bastardi se la ridevano mentre lei si mangiava le sue stesse cosce. Un’altra ragazza era senza orecchie, glie le avevano messe intorno al collo come una collana. È questo che volevi?

Pausa.

Ma se ti seguivo sempre come un cane. Ti facevo la guardia.

RENANGHI Ti vedevo.

DUTTON Una volta ti ho seguito fino allo spiazzo delle foche...

RENANGHI Brutto stronzo!

DUTTON …e mi sono nascosto e ti guardavo. Eri come un sasso. Non respiravi. Non ti muovevi. Pensavo che ti eri addormentata. Ma poi, quando le foche si sono avvicinate annusando, facendo roteare i baffi, tu, negretta, sei saltata su, e le hai prese a mazzate sulla testa. Una, due, tre! È stata una delle cose più belle che avessi mai visto.

RENANGHI Che c’è di bello?

DUTTON Era bellissimo.

RENANGHI Sì. Tu hai dei problemi, caro.

Dutton ride.

Ti piace guardare, vero?

DUTTON Sì.

Pausa.

RENANGHI Te lo fa venire duro? Colpire le foche?

Renanghi gli porge la mazza.

DUTTON Sì.

RENANGHI Vuoi colpirmi, Bill? Vuoi far finta che sono una foca? Forza, colpiscimi. Picchiami e scopami come hai sempre fatto! Cosa aspetti? Picchiami! Picchiami! Picchiami!

Dutton la colpisce con la mazza. Renanghi cade in ginocchio e alza lo sguardo verso di lui; ha la bocca insanguinata. Ha uno strano sorriso sul volto. Si avvicina ai suoi pantaloni e lui solleva la mazza per colpirla di nuovo. Dutton è colto da un improvviso attacco di tosse. Si trascina verso il tavolo e nella fretta di versarsi da bere fa cadere la bottiglia che si infrange a terra.

DUTTON Guarda cosa hai combinato.

Pausa.

Pulisci.

Pausa.

Ho detto pulisci, negra.

Dutton le getta uno straccio. Renanghi pulisce il pavimento, raccoglie i cocci di vetro e li avvolge nello straccio.

RENANGHI Dammi da bere

DUTTON È tutto lì (indicando il pavimento).

RENANGHI Eh?

DUTTON Quello era l’ultimo.  

RENANGHI Qualcos’altro da bere ce l’hai di sicuro.

DUTTON Ti dico che non ho niente.

RENANGHI Niente niente?

DUTTON Neanche una goccia.

RENANGHI Sei qui tutto solo con una bottiglia e basta?

DUTTON Cosa ti ho appena detto?

Pausa.

Fa freddo. Non Lo senti? Non Senti che freddo che fa?

Dutton va verso il caminetto e soffia sulla cenere spenta.

Ho dei fiammiferi ma mi serve della legna. Dei rametti e delle frasche.

Pausa.

Sal.

RENANGHI Allora vai.

DUTTON Dai, Sal. La porta non si apre.

Renanghi va verso la porta e la apre con un semplice gesto. Dutton rimane immobile a guardare fuori. Rimane fermo per un po’.

È buio fuori. Non si vede niente.

Pausa.

Non sento il profumo del sale. Non siamo vicini al mare? Il mare dovrebbe essere qui fuori.

Pausa.

Fa troppo freddo per me, Sal.

Renanghi chiude la porta, lo accompagna alla sua sedia e lo avvolge nella sua coperta.

RENANGHI Vuoi un po’ di tè?

DUTTON Ha! Non ce n’è di tè qui.

RENANGHI Vuoi fumare? Hai del tabacco?

DUTTON Tu che ne dici? Se non ho nemmeno il tè credi che abbia il tabacco?

Pausa.

RENANGHI Lei dov’è Bill?

DUTTON Non qui.

Pausa.

RENANGHI Allora dov’è?

DUTTON Continuo a ripetertelo ma non te lo ricordi mai. Tutte le sere devo ricominciare daccapo.

RENANGHI Che vuol dire?

DUTTON Ti ricordi come erano le cose allora. Ma non ti ricordi niente dopo... Il primo giorno che siamo arrivati a Portland Bay. Quello te lo ricordi, vero?

RENANGHI Certo.

DUTTON Cosa è successo?

RENANGHI Siamo sbarcati a Blacknose Point. Tutti gli aborigeni pensavano che eri un fantasma. Alcuni sono saltati addosso ai bianchi.

DUTTON Cosa hanno detto?

RENANGHI Hanno detto di andarvene dalla loro terra.

DUTTON E io cosa gli ho risposto?

RENANGHI Hai detto che eravate pescatori e volevate solo del pesce.

DUTTON Esatto.

Pausa.

Ora, pensa a dove eri prima di venire qui. Proprio prima di passare da quella porta. Sei passata da quella porta o no? Dove eri prima? Pensaci.

Pausa.

Non lo sai, vero?

RENANGHI No.

DUTTON Vedi? E il problema è... Non ho molto... Non ho molto tempo. E ci sono alcune cose che devi sapere.

RENANGHI Tipo?

Dutton si guarda intorno alla ricerca di qualcosa.

DUTTON Ho freddo, Sal. Un freddo cane. Devo accendere il fuoco. Mi serve un rametto per accendere il fuoco. Della legna, dei rametti e delle frasche.

Dutton prende una vecchia sedia e la porta verso il caminetto. Prova a romperla ma è troppo debole.

RENANGHI Da’ qua. Sei peggio di un bambino.

Renanghi sfascia la sedia a terra e mette i pezzi nel caminetto.

Dov’è la pietra focaia?

Dutton prende da un cassetto un pezzo di pietra focaia, glie la porge e Renanghi si mette ad accendere il fuoco. Non ci mette molto. Nel frattempo Dutton va verso la credenza e tira fuori una bottiglia di liquore. La mette sul tavolo, la stappa, e si versa un bicchiere.

 E quella cos’è?

Dutton beve, rimette il bicchiere sul tavolo e si pulisce la bocca. 

Pensavo che avevi una sola bottiglia?

Dutton sorride.

DUTTON Era una balla.

Dutton versa un altro bicchiere e glie lo porta. Torna alla sua sedia. Renanghi rimane accovacciata davanti al fuoco.

Sono capitano, adesso. Lo sapevi?

RENANGHI Capitano Bill Dutton.

DUTTON Già. Capodogli, Sal. Bestie enormi, cazzo. A largo della Nuova Zelanda. La mia nave. Il mio equipaggio. Tutto. Avevo talmente tanto olio al ritorno da Cloudy Bay che avrei potuto bruciare mezza Melbourne.

RENANGHI Veramente?

DUTTON Certo, ma non era mio. Dovevo portarlo a un tal Samuel Enderby a Londra. Dovevi vedere quanto argento. Pile e pile d’argento. Mi sentivo tipo un pirata.

RENANGHI Che ci hai fatto di tutto quell’argento?

DUTTON Della mia parte? L’ho data a mia sorella.

RENANGHI A tua sorella? Perché? Se l’hai sempre odiata.

DUTTON Cerca di capire, volevo che lo avesse lei. Volevo che facesse quello che io non ero in grado di fare. Prendersi cura di... sono venuto quaggiù perché volevo essere lasciato in pace.

Pausa.

RENANGHI Com’è?

DUTTON Cosa?

RENANGHI Londra.

DUTTON Londra? Oh è…

RENANGHI Hai sempre voluto andarci.

DUTTON Sì, beh, diciamo che è un pochino diversa da Portland Bay.

RENANGHI Tanti bianchi?

DUTTON Dappertutto. Come le formiche.

RENANGHI Quanti?

DUTTON Quanti? Non lo so. Che razza di domanda è? Un sacco. Più di quanti se ne riesce a contare.

RENANGHI Dai, racconta.

DUTTON Cos’altro vuoi sapere?

RENANGHI Ci sono balene?

DUTTON Balene? Ha ha! No. Niente balene.

RENANGHI Allora che cosa ha di tanto speciale quel posto?

Dutton deve pensarci.

DUTTON Non è poi così speciale. Davvero. È tipo come una città infinita. Non puoi attraversarla da una parte all’altra a piedi. La cattedrale di St Paul probabilmente è grande quanto Narrawong. Con una cupola gigantesca sopra. E la parte migliore è il fiume, il Tamigi. Ci possono passare cento navi in su e in giù e ce ne starebbero ancora altre.

RENANGHI Ah sì?

DUTTON Ho visto Lord Nelson sul suo piedistallo. E i vecchi scafi. E la flotta a Wappig e tutte le forche con gli uomini impiccati. Uomini da tutte le parti del mondo, neri, gialli, rossi-

RENANGHI Uomini gialli?

DUTTON Sì.

Pausa.

RENANGHI Dovevi restartene là. Non dovevi tornare qui.

Dutton ride.

Che c’hai da ridere?

DUTTON Niente.

RENANGHI E allora che ti ridi?

DUTTON Non lo so.

Pausa.

Forse sono tornato per te...

Renanghi si arrabbia improvvisamente.

RENANGHI Te l’avevo detto che quegli Henty non erano brave persone! Perché non mi hai ascoltato, Bill? Perché -

DUTTON Avevamo bisogno di loro. Avevamo bisogno di persone, di attrezzi, di soldi. Conservavamo l’olio in buche nel terreno prima che arrivassero loro. Non potevamo nemmeno permetterci delle botti.

RENANGHI Quelle cose non ci erano mai servite.

DUTTON A te non erano mai servite, a noi sì. Io non ero mai abbastanza per te. Ogni volta che un estraneo si avvicinava ti arrabbiavi. Minacciavi di andartene. Di imbarcarti clandestina su una delle navi dirette a Sydney.

RENANGHI Ma c’avevo ragione, sì o no?

DUTTON Nessuno aveva ragione, Sal.

RENANGHI T’avevo detto di sparargli a quei bastardi!

DUTTON Ha! Ma se loro erano armati fino ai denti?

RENANGHI Ma c’eravamo prima noi lì.

DUTTON No, c’erano prima gli aborigeni.

RENANGHI Sì, ma noi con loro andavamo d’accordo.

DUTTON Finché c’era lavoro per loro sì. Finché c’era abbastanza cibo. Ma ultimamente le cose non andavano così bene, la situazione era peggiorata. Tu non c’eri. Non sai quanto erano peggiorate le cose.

Pausa.

RENANGHI Tu gli leccavi il culo a Henty.

DUTTON Come?

RENANGHI Fin dal giorno che sono arrivati. Hai guardato Henty, hai tirato fuori la lingua e hai iniziato a leccare.

DUTTON Non so di che stai parlando.

RENANGHI Ti guardavo, sai.

DUTTON Avevano perso metà del loro bestiame nel tragitto. Henty era preoccupato che sarebbero morti di fame all’arrivo dell’inverno -

RENANGHI Forse era meglio!

DUTTON Così gli ho detto che lo aiutavo.

RENANGHI E lei?

DUTTON Chi?

RENANGHI La signora Henty, che indossava quella roba tutta pizzi e merletti bianchi. È inciampata scendendo dalla plancia ed è caduta nel fango. Gli ho teso la mano ma quella stronza non l’ha voluta.

DUTTON Non è stata molto carina.

RENANGHI Sai cosa mi ha detto?

DUTTON Cosa?

RENANGHI Ha detto, Chi sei? Abiti qui? Sì signora, ho detto. Sai cosa ha detto lei? No, ora non più.

Pausa.

Tu avevi paura di lei.

DUTTON No che non ne avevo.

RENANGHI Non hai mai avuto le palle per tenerle testa.

DUTTON Tu invece sì?

RENANGHI Un giorno un vecchio con la barba grigia le stava dissotterrando le rape. La signora esce, gli fa “via dalla mia terra o chiamo mio marito”. Veloce come un lampo il vecchio bastardo le fa il verso, “via dalla mia terra o chiamo mio marito.” E con una di quelle rape deformi punta lontano verso il mare, come per dire che sapeva da dove veniva. Mi sono pisciata addosso dal ridere, non ce l’ho fatta a trattenermi. Ma lei si gira e mi fa, Tu da che parte stai? Sai cosa le ho detto io?

DUTTON Cosa?

RENANGHI Sai dove te le puoi schiaffare le tue rape, per quanto mi riguarda?

Ridono.

DUTTON Non dovevi farlo.

RENANGHI Perché no?

DUTTON Perché no.

RENANGHI Ho complicato le cose, vero?

DUTTON No.

RENANGHI Volevi essere loro amico, no? Tu gli leccavi il culo a quelli lì.

DUTTON Non si sputa in faccia alla gente.

RENANGHI A quelli lì sì.

DUTTON Ci hai fatti odiare.

RENANGHI Ci odiavano già!

Pausa.

DUTTON Ho dovuto scusarmi.

RENANGHI Ah sì?

DUTTON Sono dovuto andare a casa di Henty, mettermi in ginocchio e supplicare che non ti uccidesse.

RENANGHI Veramente?

DUTTON Lui era il capo, Sal. Aveva comprato tutta la cazzo di zona per la caccia alla balena. Era tutto suo.

RENANGHI E allora?

DUTTON Sal, voglio dirti una cosa. Devi ascoltarmi bene, capito?

RENANGHI Spara.

DUTTON Sono andato da lui quella notte. La notte… Sai.

RENANGHI Lo so.

DUTTON Abbiamo bevuto una tazza di tè. Lui mi ha chiesto della terra. Delle aree migliori. Dove pascolare, dove costruire le capanne. Quel genere di cose. E mi ha chiesto di me.

RENANGHI E di me?

DUTTON Aspetta. Mi ha detto che me l’avrebbe fatta facile.

RENANGHI Ch vuol dire?

DUTTON Mi ha detto che mi avrebbe fatto capitano. Ma voleva sistemare le cose. Non voleva più problemi.

RENANGHI Di che tipo?

DUTTON Voleva la terra libera da incombenze, come l’ha messa lui, così poteva far pascolare i suoi montoni.

RENANGHI Cioè dagli aborigeni?

DUTTON Già.

RENANGHI E cosa se ne voleva fare?

DUTTON Metterli nelle riserva.

RENANGHI Nelle isole?

DUTTON Sì.

RENANGHI E se loro dicevano di no?

DUTTON Disperderli.

RENANGHI Disperderli? Che diavolo significa?

DUTTON Sai benissimo cosa significa.

Pausa.

E voleva disperdere…te.

RENANGHI C’era anche lei?

DUTTON No.

RENANGHI Sicuro glie l’ha detto lei cosa dire. Che stronza quella Henty.

DUTTON Tu saresti dovuta rimanere. Era parte dell’accordo.

RENANGHI Quale accordo?

Pausa.

Cosa gli hai detto? Che non ero nera? Che ero bianca dentro?

DUTTON Ho detto a Henty che eri mia moglie.

RENANGHI La tua negra.

DUTTON Mia moglie.

RENANGHI E lui cosa ti ha detto?

DUTTON Ha detto che eri solo una puttana nera e che se non mi piaceva quella definizione sarebbe stato ben felice di controllare il nostro certificato di matrimonio.

Pausa.

RENANGHI Mi avevi detto che andavi a caccia di balene come sempre.

DUTTON Volevo dirtelo, Sal.

RENANGHI Ti aspettavo, ma non sei mai arrivato.

DUTTON Sal…

RENANGHI Perché mi hai lasciato?

DUTTON Non potevo… Volevo ma…

RENANGHI Dimmelo e basta.

Pausa.

DUTTON C’era una balena spiaggiata. Gli aborigeni ci sono arrivati per primi. Si stavano preparando alla festa, come facevano sempre, sai. Io glie la lasciavo anche, ma Henty era lì nella sua barca, che gli diceva di andarsene. Diceva che la sua balena era sua mentre cercava di toglierle l’arpione dal collo. Mattino Freddo, che trovava la cosa abbastanza divertente, ha preso un tocco di carne di balena e glie l’ha sbattuta in mano a Henty. Dai, mangiala, è buona, dice, facendo tipo un gesto con la mano. Henty si è girato verso tutti i balenieri radunati e ha detto, Fateli spaventare un po’, ragazzi. Subito dopo c’erano spari e fumo e lance come se piovessero e uno degli uomini di Henty è stato trafitto al collo. Siamo a malapena riusciti ad arrivare alle nostre barche e all’insediamento. Henty era furioso, ha bussato a tutte le porte e ha radunato tutti gli uomini e i ragazzi abbastanza grandi da usare una pistola. Torniamo da quella balena, ha detto, e se dobbiamo convincere quei corvi con la forza, allora, in nome di Dio, lo faremo. Giuro, non ho sparato neanche un colpo. Non ne ero capace. La metà di loro erano nostri amici e avevano lavorato con noi come ramponieri per anni. Ma dopo, sapevo che bisognava fare qualcosa, altrimenti ci avrebbero impiccati come è successo agli assassini di Myall Creek.[3] Conoscevo un sistema per nascondere i corpi. Così ho detto a Henty che me ne occupavo io. Abbiamo tenuto accesi i calderoni per tutta la notte, e quando l’olio era pronto lo abbiamo messo in una botte speciale e l’abbiamo impilata con tutte le altre da spedire a Simeon Lord a Sydney, poi a Londra e nel resto del mondo. E quando sono tornato, il mattino dopo, tu non c’eri più.

Renanghi non riesce a guardarlo.

RENANGHI Sei un vigliacco, Bill Dutton, lo sei sempre stato.

Renanghi prende l’arpione e fa per scagliarlo contro Dutton, ma invece lo schiva e l’arpione si conficca nel muro. Trema di rabbia. Dutton la guarda per un momento e poi versa da bere.

DUTTON Vuoi?

Renanghi beve.

Ne vuoi un altro?

RENANGHI Dammi la bottiglia.

Dutton glie la dà. Renanghi si siede a terra e se la scola.

DUTTON Ho sempre pensato… Ma tu mi hai lasciato, Sal.

Renanghi volge lo sguardo in alto verso di lui.

RENANGHI Non ti ho mai lasciato.

DUTTON Cosa?

RENANGHI Mi ha obbligato lei.

DUTTON La signora Henty? Mica me l’hanno detto.

RENANGHI Cosa ti hanno detto?

DUTTON Che te n’eri andata.

RENANGHI Ha! Sì proprio. Ero ancora a letto. Debole. Lei è venuta con tre ragazzi grandi e grossi. Mi hanno presa e mi hanno messa sulla nave. Ho preso a calci uno. L’ho morso nel braccio. Lui mi ha lasciato andare e io ho provato a scappare. Ma l’altro mi ha afferrato e mi ha colpito in testa. La Signora Henty è corsa indietro a prendere la bambina, è tornata e me l’ha data. Forse non voleva una meticcia in città. Non lo so. Ma la ringrazio per questo. La bambina è tutto quello che ho avuto in quegli ultimi giorni.

Pausa.

DUTTON Seduto nella sporcizia pensavo… e bevevo. Sono andato avanti così per un po’. Alla fine sono venuto a cercarti. Non ti ho trovato. Ma ho trovato la nostra bambina. Era lì, Sal. E io l’ho riportata con me a Portland Bay.

RENANGHI Cosa ne hai fatto?

DUTTON Mia moglie… lei non voleva crescere una meticcia ed essere additata per questo. Così l’ho data a mia sorella. È una brava donna, gentile. L’ha cresciuta lei e l’ha mandata in una buona scuola a Launceston.

RENANGHI Adesso dov’è?

DUTTON È sposata, Sal. Ha anche dei figli. Lui… a quanto ne so è un brav’uomo.

Dutton inizia a piangere. È strano vedere un uomo anziano piangere così. Lei lo guarda mentre lui crolla nella sua sedia.

RENANGHI Bill?

Pausa.

Bill?

DUTTON Lasciami stare.

RENANGHI Dai, Bill. Sono io, Sal. La tua cara, vecchia Sal.

DUTTON Lasciami stare.

RENANGHI Siamo legati insieme. Come corda e gomena. Lo sai, no?

Dutton apre gli occhi esausti e la guarda.

DUTTON Non sei invecchiata per niente. Sei bellissima. Lo sei sempre stata.

Renanghi va a sedersi al suo fianco. Dopo uno strano momento di imbarazzo si baciano

Puoi portarmi oltre il capo remando? Non voglio morire qui dentro. Non voglio morire sulla terra ma giacere sul fondo dell’oceano con il corallo al posto degli occhi.

Renanghi si alza.

Devo andare ora, Sal.

RENANGHI Non ancora.

DUTTON Sì invece. Ma voglio che tu ricordi. Puoi ricordare per me? Domani non sarò qui. Non potremo più parlare così. Capisci quello che sto dicendo? Devi… lo sai cosa devi fare. Ma ora non ce la faccio più. Ho bisogno di riposare.

Pausa.

Avrei dovuto essere lì per te. Per seppellirti. Non doveva andare così.

RENANGHI Addio, Bill.

Renanghi si volta e fa per andarsene.

DUTTON Renanghi?

RENANGHI Che c’è?

DUTTON Cantami una canzone… prima di andartene.

RENANGHI Perché?

DUTTON Per i vecchi tempi. Sai, uno di quei vecchi canti marinareschi che cantavamo sempre. Per rendere il lavoro più leggero.

RENANGHI Va bene. Ma chiudi gli occhi. E non guardare.

Renanghi inizia a canticchiare un vecchio canto marinaresco. È ritmico ma molto malinconico. Dutton smette di respirare. Lei gli si avvicina e lo copre con la sua coperta.

Si gira ed esce.

Luci.

Bibliografia

Alighieri, Dante (1306/7 – 1321) Commedia, a cura di Società Dantesca Italiana http://www.danteonline.it/italiano/opere.asp?idope=1 (Accessed 12 December 2016).

Clark, Ian D (2011) “The Convincing Ground Aboriginal Massacre at Portland Bay, Victoria: Fact or Fiction?”, Aboriginal History (35):79-109.

Lester, Alan, and Fae Dussart (2009) “Masculinity, ‘Race’, and Family in the Colonies: Protecting Aborigines in the Early Nineteenth Century”, Gender, Place and Culture 16 (1):63-75. doi: 10.1080/09663690802574803.

Melville, Herman (2016) Moby Dick, traduzione di Pina Sergi, Grandi Classici BUR, Milano, Rizzoli.

Mence, David (2013) “Comunicazione Personale”.

Note

[1] Traduzione di Pina Sergi  (Melville 2016, 457).

[2] Ho scelto di tradurre Renanghi emerge dall’ombra e sta dritta davanti a lui per tracciare un parallelo fra Renanghi e Farinata degli Uberti nella Divina Commedia: “vedi là Farinata che s’è dritto” (Alighieri [1306/7 - 1321], I - X, 32). Le anime nell’inferno dantesco possono vedere il futuro, ma solo un futuro lontano e non immediato. Allo stesso modo Renanghi ricorda il passato, ma solo il passato remoto, e non riesce a ricordare quello che accade prima di varcare la soglia della capanna di Dutton ogni sera.

[3] Il massacro di Myall Creek è avvenuto nel 1838, mentre quello di Convincing Ground nel 1833 o nel 1834 (Clark 2011). Non si tratta di un anacronismo da parte dell’autore. Consapevole della maggiore risonanza del massacro di Myall Creek, nel suo mondo immaginario David Mence lo ha collocato temporalmente come antecedente a quello di Convincing Ground, di modo che Dutton possa menzionarlo come monito di quello che potrebbe succedere ai carnefici (Mence 2013). Il massacro di Myall Creek non è stato eccezionale per quanto riguarda il numero di aborigeni uccisi, ma è passato alla storia per essere stato il primo caso in cui i carnefici sono stati perseguiti e condannati a morte dopo aver subito un processo ed essere stati dichiarati colpevoli (Lester and Dussart 2009).

There is no folly of the beasts of the earth which is not infinitely outdone by the madness of men.

Herman Melville

 

Author’s Note

This play is based on a series of events that are thought to have taken place at the remote whaling station of Portland Bay in the early 1830s. Discovered by whalers and sealers working in Bass Strait, Portland became the first permanent settlement in the Colony of Victoria. I researched and wrote the play at the State Library of Victoria (and onsite in Portland) as part of the Library’s Creative Fellowships program.

Dramatis Personae

DUTTON A taciturn old whaler. He is wild and unkempt, his hair knotted and his beard salt encrusted. Oil stains his clothes and oozes from his skin.

RENANGHI A fiery young aboriginal woman. She wears a mottled mix of whaling garb and native skins. She looks somehow untouched by time.

An old whaler’s hut, made from whalebone, thatching and recycled rope. The space is furnished with a rough wooden table, chairs and a fireplace over which iron pots and kettles can be suspended from hooks and chains. The floor is earthen with baleen tiling and trodden on animal pelts. Whale oil lamps and some all but melted candles provide the only brittle light. There is an abundance of nautical detritus—old ropes, disused rigging, splintered masts, giant squid beaks, albatross bones, dead fish, lumps of ambergris, rusted trypots, broken harpoons, lances, cutting spades, chock pins, long pikes, blubber forks, flat shanks, mincing knives, toggle irons, an assortment of scrimshaw, and many an oil cask—almost as if one were inside the belly of a whale. Dutton is asleep in a chair with a blanket over him. Renanghi emerges from the shadow and stands before him. She places a bloody harpoon on the table and sits in a chair watching him. He wakes, coughs, rubs his eyes and clears his throat. He shuffles over to the fireplace and blows on the cold ash. He uncorks a bottle of grog and pours himself a cup. His hands are shaking. He has the cup almost to his lips when he notices the harpoon.

DUTTON Who’s there?

Pause.

Who’s there I said?

Concealing a flensing knife behind his back, he turns around and registers her sitting in the chair.

What are you doing here?

RENANGHI You don’t need that.

DUTTON What?

RENANGHI The knife.

DUTTON What knife?

RENANGHI Don’t play funny buggers with me. The one you got behind your back. Put it down.

He puts the knife on the table.

DUTTON Stand up and let me have a look at you.

She gets up from the chair.

Come closer, I can’t see you.

She comes a bit closer.

Jesus, Sal, what are you doing in here? You know you shouldn’t be in here, don’t you?

He goes to grab her. She evades him and hides in the shadow.

Hey! Come back here!

RENANGHI Don’t you touch me. You hear?

DUTTON I’m half blind for Christ’s sake. How am I supposed to clap eyes on you if you won’t stand still?

RENANGHI I said don’t touch me!

He picks up his cup and stands looking into it.

DUTTON You love playing games, don’t you? Little blackfella games. Sit down. Stand up. Do this. Do that. The years we lived together. Slept together. We even had a fucking… I would never hurt you, Sal.

RENANGHI Youse a snake, Bill Dutton, you always was. Now sit down and shut your mouth.

He sits in his chair. After a moment, she emerges from the shadow.

 You’re old.

DUTTON (Sarcastic) Am I?

RENANGH Your skin’s as thin as sand. And your hair. And your beard. Youse an old greybeard now.

DUTTON My beard’s not grey.

RENANGHI It bloody is. When’d that happen?

DUTTON You’ve been away for some time.

He coughs and spits a gob of phlegm on the ground.

RENANGHI Crook, are ya? What’ve you got wrong?

DUTTON I don’t know.

RENANGHI You got an albatross around ya neck?

DUTTON Something like that.

RENANGHI You look like shit.

DUTTON Yeah, well, wait until you get to my age.

Pause.

RENANGHI You could’ve picked a better spot you know? There ain’t no whitefellas out here. Who’s gonna bury ya?

DUTTON Who gives a shit. The crows and the worms can have me. Else I might row out past the headland and let the sea swallow me up.

RENANGHI But if you ain’t buried, you can’t rest.

DUTTON How would you know?

RENANGHI That’s how it is.

DUTTON Here we go. Here’s little miss Lazarus. Come back from the dead eh? You got a few more lessons for me? You’re not even baptised.

RENANGHI So?

DUTTON So you can’t go to Heaven.

RENANGHI Who says?

DUTTON Christ.

RENANGHI Christ? Where’d he come from?

DUTTON That’s what it says in the Bible.

RENANGHI Nah, that’s just a book.

DUTTON It is not.

RENANGHI You never gave a shit about all that. What’s got into you, Bill?

Pause.

DUTTON I came looking for you. I looked all over that bloody island. Turned over every leaf, every stone.

RENANGHI You’re lying.

DUTTON Why would I lie about a thing like that?

RENANGHI You never came. I bet you never even noticed I was gone.

DUTTON Yes, I did.

RENANGHI Ha! How did I die then?

DUTTON You died on the way over. Some illness. Some sudden thing got its hands around your throat. The sailors didn’t want a corpse on board—you know how superstitious they are—so they wrapped you in a shroud and tipped you into the sea.

RENANGHI Who told you that?

DUTTON The captain. I found him in a pub in Launceston.

RENANGHI You got him to talk?

DUTTON It wasn’t hard. A few pints of grog. He reckons you never even stepped foot on land.

RENANGHI That’s not how I remember it.

DUTTON How you remember what? You can’t remember something that never happened.

RENANGHI I escaped. Swam to shore.

DUTTON Forty miles in open water? Don’t think so.

RENANGHI That ain’t how I died.

DUTTON God knows it is.

Pause.

RENANGHI Then how come I’m standing here? Talking to you? How do you explain that?

DUTTON (Points to his head) That’s the thing. You’re in here, Sal. You’re part of me now. Everyone else forgot you a long time ago. But I still carry you around.

He shuffles over to the table and pours a drink.

For a long time, I didn’t see you, but since I retired, since I started coming down here, I’ve been seeing a fair bit of you. I don’t mind to be honest. It gives me someone to talk to.

He raises his glass…

Here’s to blubber and guts eh Sal? Just like in the old days.

…and drinks.

RENANGHI Me name’s Renanghi.

DUTTON What?

RENANGHI You heard what I said.

DUTTON What are you talking about?

RENANGHI RE-NAN-GHI. Go on. Say it. Say it a few fucken times.

Pause.

Gimme a drink.

DUTTON What?

RENANGHI I said give me a drink.

DUTTON I can’t.

RENANGHI Why not?

DUTTON Because. You’re not–

She snatches the bottle and slugs back half of its contents. She wipes her mouth and puts the bottle back on the table.

RENANGHI What’s the matter? You never seen a girl drink before?

DUTTON You haven’t changed.

RENANGHI Why should I?

DUTTON I always knew you’d come back.

RENANGHI You did not.

DUTTON Yes I did. It took me a while, but I worked it out. A few patterns here and there. A couple of things discerned at sea. Mutton bird flying overhead in a certain shape. Garfish shoaling off to the right side of Lawrence Rocks. It makes sense, you know, that you would… That we should… With Denmaar being so close and all…

Pause.

You think this will do you any good? Digging up old ground like this? Because, I can tell you, it doesn’t do me any good.

RENANGHI It ain’t about you.

DUTTON What do you want me to do, Sal? Light a candle? Say few Hail Marys? It’s too late.

RENANGHI It’s never too late.

DUTTON For us it is.

He starts looking around for his belongings.

I have to go.

He finds one boot and awkwardly jams his foot into it.

I fell asleep. I’m not supposed to…you know…I’m supposed to be up there not down here.

He looks for his other boot.

Where’s me boot?

She holds it out teasingly. He reaches for it but she pulls it away.

Give me that!

Pause.

RENANGHI Where’s yer manners?

DUTTON Eh?

RENANGHI Say please.

DUTTON Please? How about you give me my fucken boot!

He reaches for it again but she skips away.

Give it here, Sal.

RENANGHI Why?

DUTTON I need it.

RENANGHI What for?

DUTTON I have to go.

RENANGHI No you don’t.

DUTTON Yes I do, Sal, I do.

RENANGHI I said no. Not this time.

DUTTON Give it to me, darkie!

RENANGHI Look at you. The toughest bloke what ever lived. Sooking like a sooky little sook sook.

She spits in the boot and throws it at his feet.

Go on then. Piss off.

He picks up his boot and goes to the door. It won’t open.

DUTTON What black magic is this?

Pause.

Sal?

RENANGHI What?

DUTTON Speak up lubra. What have you done?

RENANGHI Nothin.

DUTTON You have! You have! Yes, you have!

RENANGHI Nope.

DUTTON What have you done to the door?!

He rails at the door but is too old and weak to break it down.

What do you want from me?!

RENANGHI I just wanna talk.

DUTTON What’s the good of that? Talk’s just empty air.

RENANGHI You can help me remember.

DUTTON I don’t want to remember.

RENANGHI Yes you do. You think I haven’t seen you? Sitting by yerself. Drinking. Tears streaming down your face. You stumble up the bluff—I’m surprised you don’t fall off—and shout out for me across the bay. What’s that all about, Bill?

DUTTON How dare you…

RENANGHI Night after night. It’s always the same.

DUTTON I’m tired, Sal, I need to rest. Why dig up all this old ground? What’s done is done. It’s in the past, it’s dead.

RENANGHI The past ain’t dead. It never is.

Pause.

DUTTON You think you’re pretty smart, don’t you? Go on then, if you’re so fucken smart, tell me, what would you do?

RENANGHI You don’t have the guts.

DUTTON Try me.

Renanghi fishes out a length of whale line and throws it to him.

RENANGHI You know how to make a noose?

DUTTON Yeah.

Pause.

RENANGHI Go on.

DUTTON It won’t hold my weight.

RENANGHI You scared?

DUTTON No.

Pause.

RENANGHI Go on then.

DUTTON No.

RENANGHI What did you say?

DUTTON I said no.

RENANGHI You need help, do you? I can help you if you want. I’ll kick away the chair. That makes it a lot easier. Snap your neck nice and clean.

DUTTON Jesus Christ!!!

He pours himself a drink with shaking hands. He stands leaning on the table with head his hanging down.

You think I don’t dwell on it every day? It’s always there. Inside my head. Waiting for me. At the going down of the sun. When it’s silent. I know full well what I’ve got coming and I have no desire to hurry it up thank you very much.

She sits in his chair and watches him.

RENANGHI You’re a coward.

Pause.

It stinks in here. You know that? Why don’t you clean this place up a bit?

DUTTON What difference does it make?

RENANGHI It’s even worse than when we lived here.

DUTTON It’s just a place to sit and rest. It doesn’t have to be clean.

RENANGHI Where do you sleep?

Pause

Bill?

DUTTON What’s it to you?

RENANGHI I want to know.

DUTTON Not far.

RENANGHI Not far. What does that mean?

DUTTON It means not far from here

RENANGHI Narrawong?

DUTTON That’s right.

RENANGHI Narrawong eh? And what about your missus?

DUTTON What about her?

RENANGHI Where's she at?

DUTTON Right now?

RENANGHI Yeah.

DUTTON She’s at the house.

Pause.

She’s probably preparing some supper for us.

RENANGHI So she’s a good woman?

DUTTON I suppose.

RENANGHI She looks after you?

DUTTON She tries to.

RENANGHI She don’t like it when you come down here?

DUTTON Not really.

RENANGHI But she can’t stop you.

Pause.

What does she do?

DUTTON Like during the day and that?

RENANGHI Yeah.

DUTTON She sits around and reads the Bible mostly. Pours out any bottles of grog she finds lying around. A lot of her energy goes towards trying to get me to see things her way.

RENANGHI What way is that?

DUTTON The Christian way I guess.

Pause.

RENANGHI Does she know about me?

DUTTON Everyone knows about you.

Pause.

RENANGHI What does she look like?

DUTTON I don’t know. Like anybody else I guess?

RENANGHI You mean white?

DUTTON Yeah.

RENANGHI Is she pretty?

DUTTON Not really.

Pause.

RENANGHI Sounds like she’s pretty fucken boring.

DUTTON She’s alright.

RENANGHI I don’t know how you can—

Pause.

You should’ve stayed with me mate. The only time I’d get rid of a bottle of grog was when I’d throw it over me head and reach for another.

DUTTON Ha! Yeah, well, that was half the problem!

RENANGHI Who drank more do you reckon? Me or you?

DUTTON Me of course.

RENANGHI You reckon?

DUTTON Hands down.

RENANGHI You fucken didn’t…!

DUTTON I’m telling you. You couldn’t hold half a pint, darkie.

RENANGHI That’s still half a pint more than you, old man!

Pause.

So what’s her name?

Pause.

Bill?

DUTTON Mary.

RENANGHI Mary eh? Is she a virgin?

DUTTON That’s not funny.

RENANGHI Do you fuck her?

DUTTON Don’t do this Sal.

RENANGHI Tell me. I want to know.

DUTTON I’ve ask you so many times not to do this.

RENANGHI Do you fuck her like you used to fuck me? Do you, Bill? Do you roll her onto her tummy and pull her cheeks apart and fuck her up the ass the way you used to fuck me? Does she bleed all over your dick? Does she, Bill?

Pause.

Answer me you fucken bastard.

Pause.

You got kids with her?

DUTTON I’ve told you a hundred times. I am not going to—

RENANGHI What about a dog? Youse two got a dog? I know you got a dog.

DUTTON Not anymore.

RENANGHI What happened?

DUTTON He died.

RENANGHI What do you mean he died? When did he die?

DUTTON A few years back.

RENENGHI Why didn’t you tell me?

DUTTON I did tell you.

She picks up an old rifle leaning against the wall.

RENANGHI It’s not loaded, is it?

DUTTON Yes it is.

RENANGHI You wouldn’t keep a loaded gun in here. You never used to.

DUTTON I never had to.

Pause.

Things have changed.

She points it at him.

RENANGHI So if I pull this trigger I’m gonna shoot you dead?

DUTTON That’s right.

She pulls the trigger.

Why you got to lie to me, Bill? Why can’t you tell the truth for once?

He snatches it away from her.

DUTTON The barrel’s all rusted.

RENANGHI So why don’t you clean it?

DUTTON It’s just for show.

He puts the gun back.

I’m nobody Sal, I’m not even real. I doubt there’s ten people who even know if I am alive or dead.

RENANGHI What about the bolters? The bushrangers?

DUTTON What about them?

RENANGHI You got a lot of whaling gear in here.

DUTTON It’s not worth anything.

RENANGHI How come?

DUTTON Those days are gone.

RENANGHI You don’t go out any more?

DUTTON No one does.

RENANGHI Why not?

DUTTON The bay’s empty.

RENANGHI Empty? What do you mean empty?

DUTTON I mean there’s nothing bloody in it!

RENANGHI No whales?

DUTTON No.

RENANGHI Where are they?

DUTTON We killed them all, remember?

Pause.

RENANGHI How far is Portland from here?

DUTTON Far enough.

RENANGHI How far’s that?

DUTTON Ten miles.

RENANGHI You ever see your mates?

DUTTON What mates?

RENANGHI You know.

DUTTON No, I don’t.

RENANGHI Your best mates. Henty and them.

He is suddenly irate.

DUTTON Now why do you have to go and say a thing like that? You can’t help yourself, can you?

He picks up a battered old sealer’s club.

RENANGHI Go on! Bash me, Bill. Smash my fucken face in! Do it the way you used to!

She laughs at him. He looks at her with disgust.

DUTTON I don’t want to bash you. I want to show you this.

He gives her the club.

RENANGHI What’s this?

DUTTON It’s a sealer’s club.

RENANGHI I know that. What do I want it for?

DUTTON Don’t you remember?

RENANGHI No.

DUTTON It’s yours.

RENANGHI Is it?

DUTTON Back on Kangaroo Island. You were just a girl. You barely had breasts. But you were killing seals by the shipload. Knocking them on the head with that bloody thing.

RENANGHI How old was I?

DUTTON Fifteen. Sixteen.

RENANGHI You was just a boy eh?

DUTTON I didn’t know what to do.

RENANGHI You come over with them Mills brothers. Real nasty bastards they was. But you weren’t like them. You was different. Had a blackfella sort of look about you.

DUTTON Now if you don’t mind! I was an English rose compared to you. Nine parts a gentleman.

RENANGHI Nah, I don’t reckon. You was rough as guts.

DUTTON So were you.

Pause.

You showed me how to kill a seal. How to strike it cleanly and cleave its skull. You showed me how to gut and skin and catch muttonbird and cook it up for dinner. I learnt everything from you.

RENANGHI Yeah well you had to learn somewhere.

Pause.

DUTTON You used to have this dream. Every night it was the same dream. You’d be walking along the beach and then all of a sudden a sealer gang would come with arms as thick as trees and stuff you in their swag. They’d row you out to sea…

RENANGHI They’d row me out to sea and then they’d start to peel me skin. I’d yell at them, tell them I weren’t a seal, but they’d just keep on peeling back me skin until it were all piled up in the bottom of the boat. And then I’d look at me arms, and me legs, and all I’d be able to see was bright white bone.

DUTTON So you do remember?

RENENGHI Yeah.

Pause.

DUTTON The Velvet Coast they called it. A bloke could get himself a gin at any time of the year.

RENANGHI Is that where you got me?

DUTTON I didn’t steal you, Sal.

RENANGHI Yes you did.

DUTTON No, I didn’t.

RENANGHI If you didn’t have the guts to steal me then you must’ve bought me off somebody else. Paid some other bloke for what he’d already taken. Got him to hand me over like a piece of meat.

DUTTON It wasn’t like that.

RENANGHI Yeah it was.

Pause.

What did you pay for me, Bill? What did I cost?  

DUTTON That Irish bloke had a string of girls chained up in his hut.

RENANGHI Just like all you mob.

DUTTON Not all of us.

RENANGHI Every single one of you.

DUTTON I saved you. From him. From all of them. Don’t you forget that.

RENANGHI Saved me?

DUTTON That’s right.

RENANGHI Don’t fucken think so mate.

DUTTON You were a slave before I came along. I gave you back your life. You wouldn’t have any dignity or self-respect if it wasn’t for me. The only thing I ever asked of you was—

RENANGHI To spread me legs at night.

DUTTON That’s… No, Sal. I saw a girl with her thighs cut off. They made her eat them. Fucken bastards stood there laughing while she ate her own thighs. Another girl, she had no ears, they made her wear them round her neck like a pretty necklace. Is that what you wanted?

Pause.

I followed you round like a bloody dog half the time. Keeping watch over you.

RENANGHI I saw you.

DUTTON One time I followed you out onto the seal shelf…

RENANGHI Cheeky bugger!

DUTTON …and I hid and watched. You were like a rock. Not breathing. Not moving. I thought you’d fallen asleep. But then, when those seals came nuzzling over, whiskers whirling, up you jumped, this skinny little lubra, and clubbed them over the head. One, two, three! It was one of the most beautiful things I’ve ever seen.

RENANGHI Where’s the beauty in that?

DUTTON It was there.

RENANGHI Yeah. You got problems mate.

Dutton laughs.

You like to watch, don’t you?

DUTTON Yes.

Pause.

RENANGHI Does it get you hard? Bashing them seals?

She gives him the club.

DUTTON Yes.

RENANGHI Do you want to bash me, Bill? You want me to be one of them seals for you? Go on, bash me and fuck me like you used to! What are you waiting for? Hit me! Hit me! Hit me!

He hits her with the club. She falls to her knees and looks up at him with blood in her mouth. She has a strange smile on her face. She goes to his pants and he raises the club as if to hit her again. Suddenly he is taken by a coughing fit. He staggers over to the table and in his hurry to pour a drink knocks the bottle over and smashes it on the floor.

DUTTON Now look what you’ve done.

Pause.

Clean it up.

Pause.

I said clean it up, darkie.

He throws her a rag. She mops up the mess, collects the broken glass and wraps it in the rag.

RENANGHI Gimme a drink.

DUTTON That’s all of it.

RENANGHI What?

DUTTON That was the last of it.  

RENANGHI You got to have more grog?

DUTTON I’m telling you, I don’t.

RENANGHI Nothing?

DUTTON Not a drop.

RENANGHI Youse all alone out here with only one bottle?

DUTTON What did I just say?

Pause.

It’s cold. You feel that? You feel how cold that is?

He goes over to the fireplace and blows on the cold ash.

I got some matches but I need some wood. Some sticks and brush, you know.

Pause.

Sal?

RENANGHI I ain’t stopping you.

DUTTON Please Sal. The door won’t open.

She goes over to the door and opens it in one easy motion. He stands there looking out. He doesn’t move for a long time.

It’s dark out. I can’t see anything.

Pause.

I can’t smell the salt. Are we near the sea? The sea should be here.

Pause.

It’s too cold for me, Sal.

She shuts the door, takes him to his chair and wraps him in his rug.

RENANGHI You want a drink of tea?

DUTTON Ha! You won’t find any tea in here.

RENANGHI How about a smoke? You got any tobacco?

DUTTON What do you think the answer to that is going to be? If I ain’t got any tea you think I’m going to have tobacco lying around?

Pause.

RENANGHI Where is she Bill?

DUTTON She’s not here.

Pause.

RENANGHI Where is she then?

DUTTON I keep telling you but you never remember. Every night I have to start again.

RENANGHI What do you mean?

DUTTON You remember how it was back then. But you don’t remember anything after… The first day we arrived in Portland Bay. You remember that, don’t you?

RENANGHI Of course I do.

DUTTON What was it like?

RENANGHI We pulled ashore at Blacknose Point. All them black mob thought you was a ghost. Some blackfella jumped up again all white.

DUTTON What did they say?

RENANGHI They told you to piss off their land.

DUTTON And what did I say?

RENANGHI You said you was a fishermen who wanted a few fish.

DUTTON That’s exactly right.

Pause.

Now think about where you were before you came here. Right before you stepped through that door. Did you even come in through that door. Where were you? Think about it.

Pause.

You don’t know, do you?

RENANGHI No.

DUTTON You see? And the problem is…I ain’t got long…I ain’t got a lot of time. And there’s things you need to know.

RENANGHI Like what?

He starts looking around for something.

DUTTON I’m cold, Sal. You don’t know how cold I am. I got to light a fire. I need some punk to light a fire with. Some wood, some sticks and brush, you know.

He picks up an old chair and brings it over to the fireplace. He tries to break it to pieces but is too weak.

RENANGHI Gimme that. You’re like a baby.

Renanghi smashes the chair on the floor and puts the pieces in the fireplace.

Where’s ya flint?

He gives her a piece of flint from out of a drawer and she sets about lighting the fire. It doesn’t take her long. Meanwhile Dutton goes over to a cupboard and takes out a bottle of grog. He puts the it on the table, uncorks it, and pours himself a glass.

What’s that?

He drinks. Puts the glass back on the table, wipes his mouth.

I thought youse only had one bottle?

He smiles.

DUTTON I lied.

Dutton pours another glass and takes it over to her. He goes back to his seat. Renanghi remains squatting by the fire.

I am a captain now. Did you now that?

RENANGHI Captain Bill Dutton.

DUTTON That’s right. Sperm whales, Sal. Huge bloody things. Off the coast of New Zealand. My own ship. My own crew. Everything. I had enough oil on the way back from Cloudy Bay I could have set half of Melbourne on fire.

RENANGHI True?

DUTTON It wasn’t mine of course. I had to take it to this Samuel Enderby bloke in London. You should’ve seen the silver. Piles and piles of it. I felt like a bloody pirate or something.

RENANGHI What’d you do with it all?

DUTTON With my share? I gave it to me sister.

RENANGHI Your sister? What’d you do that for? You hated her.

DUTTON Yeah but, you have to understand, I needed her to have it. I needed her to do what I couldn’t do. To take care of… I came down here because I wanted to be left alone.

Pause.

RENANGHI What’s it like?

DUTTON What?

RENANGHI London.

DUTTON London? Oh it’s…

RENANGHI You always wanted to go to there.

DUTTON Yes, well, let’s just say it’s a sight different to Portland Bay.

RENANGHI A lot of whitefellas?

DUTTON Everywhere you look. Like ants.

RENANGHI How many?

DUTTON How many? I don’t know. What sort of a question is that. A hell of a lot. More than you could count.

RENANGHI What else?

DUTTON What do you want to know?

RENANGHI They got any whales?

DUTTON Whales? Haha! No. No whales.

RENANGHI Then what’s so great about the bloody place?

He has to think about this.

DUTTON It’s not so great. Really. It’s like this city that goes forever and ever. You can’t walk from one side of it to the other. St Paul’s cathedral is probably the size of Narrawong. With a gigantic dome on top. And the best part is the river, the Thames, you can sail a hundred ships up and down it and still have room for more.

RENANGHI Yeah?

DUTTON I saw Lord Nelson on his plinth. And the old hulks. And the fleet at Wapping and all the gallows with men hanging by their necks. Men from all over the world, black men, yellow men, red men—

RENANGHI Yellow men?

DUTTON Yeah.

Pause.

RENANGHI You should have stayed over there. You should never have come back.

He laughs.

What’s funny?

DUTTON Nothing.

RENANGHI Then why are you laughing?

DUTTON I don’t know.

Pause.

I guess I had to come back for you.

She is suddenly angry.

RENANGHI I told you them Hentys were no good! Why didn’t you listen to me, Bill? Why didn’t you–

DUTTON We needed them. We needed men. We needed gear. We needed coin. We were storing oil in pits in the ground before they came along. We couldn’t even afford a cooper.

RENANGHI We never needed them things.

DUTTON You didn’t, but we did. I was never good enough for you. Every time some new bloke arrived you’d chuck a fit. Threaten to storm off. Stow away on one of the ships to Sydney.

RENANGHI But I was right, wasn’t I?

DUTTON Nobody was right, Sal.

RENANGHI I told you to shoot the bastards!

DUTTON Ha! When they had all the guns?

RENANGHI But we was here first.

DUTTON No, we weren’t. The blackfellas were here first.

RENANGHI Yeah, but us and them, we got on alright.

DUTTON While there was work for them, we did. While there was food to go around. But things weren’t so good later on, when things dried up. You weren’t there. You didn’t see how bad it got.

Pause.

RENANGHI You licked Henty’s boots.

DUTTON Excuse me?

RENANGHI The day they came. You took one look at Henty and you stuck out your tongue and you licked his boots.

DUTTON I don’t know what you’re talking about.

RENANGHI I watched you.

DUTTON They’d lost half their stock on the way over. Henty was worried they might starve come winter—

RENANGHI Good!

DUTTON So I said I’d help him out.

RENANGHI What about her?

DUTTON Who?

RENANGHI Missus Henty. Wearing that fancy thing all frilly and white. She tripped as she came down the gangplank and fell into the mud. I offered her my hand but the bitch wouldn’t take it.

DUTTON That was unfortunate.

RENANGHI You know what she said to me?

DUTTON What?

RENANGHI She said, Who are you? Do you live here? Yes missus, I said. You know what she said? Not any more you don’t.

Pause.

Youse was afraid of her.

DUTTON I wasn’t.

RENANGHI You never had the guts to stick it to her.

DUTTON And you did?

RENANGHI One day this old greybeard was pulling up her turnips. Missus comes out, says to him, Clear off my land or I will fetch my husband. Quick as a flash the old bugger spits back, Clear off my land or I will fetch my husband. And he points way out to sea with one of them crooked-looking turnips as if to show he knew where she were from. I pissed me pants, couldn’t help it. But she turns and says to me, Whose side are you on anyways? You know what I said?

DUTTON What?

RENANGHI You can sit on yer bloody turnips for all I care.

They both laugh.

DUTTON You shouldn’t have done that.

RENANGHI Why not?

DUTTON Because.

RENANGHI Made it hard, did I?

DUTTON No.

RENANGHI You wanted to be mates with them, didn’t you? You liked them nice tasty boots.

DUTTON You don’t have spit in someone’s face.

RENANGHI Yeah you do.

DUTTON You made them hate us.

RENANGHI They hated us already!

Pause.

DUTTON I had to apologise.

RENANGHI Yeah?

DUTTON I had to go round to Henty’s place and get down on my knees and beg for your life.

RENANGHI True?

DUTTON He was the boss, Sal. He bought the bloody whaling station. Bought the whole fucken area.

RENANGHI So?

DUTTON Sal, I want to tell you something. I want you to listen alright?

RENANGHI Yeah what?

DUTTON I went round to his place that night. The night… You know.

RENANGHI I know you did.

DUTTON We sat and had a cup of tea. He asked about the land. The best bits. Where to graze. Where to build his huts, that sort of thing. And he asked about me.

RENANGHI And me?

DUTTON Hang on. He said he’d smooth me way.

RENANGHI What do you mean?

DUTTON He said he’d make me a captain. But he wanted things fixed. No more problems.

RENANGHI Like what?

DUTTON He wanted the land free of encumbrances, as he put it, so he could graze his merino rams.

RENANGHI The black mob?

DUTTON Right.

RENANGHI He wanted them…what?

DUTTON Put on reserves.

RENANGHI Them islands?

DUTTON Yes.

RENANGHI And what if they said no?

DUTTON Dispersed.

RENANGHI Dispersed? What’s that bloody mean?

DUTTON You know what it means.

Pause.

And he wanted you…gone.

RENANGHI Was she there?

DUTTON No.

RENANGHI She probably told him what to say. Fucken Henty bitch.

DUTTON You were supposed to be allowed to stay. That was a part of the deal.

RENANGHI What deal?

Pause.

What did you say? That I weren’t black? That I were white inside?

DUTTON I told Henty you were my wife.

RENANGHI Your gin.

DUTTON My wife.

RENANGHI And what did he say?

DUTTON He said you were a black whore and if I didn’t like the sound of that he would be happy to inspect our marriage certificate.

Pause.

RENANGHI You said you was going out whaling like youse always did.

DUTTON I wanted to tell you, Sal.

RENANGHI I waited, but you never came.

DUTTON Sal…

RENANGHI Why did you leave me?

DUTTON I couldn’t… I wanted to but…

RENANGHI Just tell me.

Pause.

DUTTON There was a whale. Washed up on the shore. The black mob got to it first. They were getting ready for a feast, the way they always did, you know. I would have let them have it, but Henty was there in his boat, he told them to piss off. He said it was his whale and tried to pull the harpoon from its neck. Now Cold Morning, he was finding this kind of funny, and he took up a chunk of whale meat and slapped it into Henty’s hand. Go ahead and eat it, it’s good, he says, like making a motion with his hand. Henty turned to all them gathered whalers and said, Give them a bit of a scare, boys. Next thing there was gunfire and smoke and spears like rain and one of Henty’s men got it through the neck. We barely made it to our boats and back to the settlement. Henty was furious, he knocked on every door and summoned every man and child old enough to carry a gun. We’re going back to get that whale, he said, and if we have to convince them crows by force, then by God, we will. I swear, I never fired a shot. I couldn’t. Half of them were mates of ours and harpooners over the years. But afterwards, I knew something had to be done, else we were going to hang like what happened to those Myall Creek killers. I knew a way to hide the bodies. So I told Henty I’d take care of it. All night long we fired up the trypots and when the oil was done we put it in a special cask and stacked it up with all the others to be shipped to Simeon Lord in Sydney and on to London and all the world. And when I came back, the following morning, you were gone.

She cannot look at him.

RENANGHI You’re a coward, Bill Dutton, you always were.

She picks up the harpoon and goes to throw it at him, but instead throws it past him, where it lodges in the wall. She is shaking with rage. He watches her a moment and then pours a drink.

DUTTON Drink?

She drinks it.

Do you want another one?

RENANGHI Just gimme the bottle.

He gives it to her. She sits there swigging.

DUTTON I always thought… You know. But you left me, Sal.

She looks up at him.

RENANGHI I never left you.

DUTTON What?

RENANGHI She made me.

DUTTON Mrs Henty? They never told me that.

RENANGHI What did they tell you?

DUTTON That you’d left.

RENANGHI Ha! Yeah, right. I was still in bed. Weak at the knees. She came with three big blokes. They picked me up and put me on the boat. I kicked one. Bit him on the arm. He let me go and I tried to run. But the other one grabbed me and hit me on the head. Missus Henty she ran back and got the baby, come and handed her to me. Maybe she didn’t want a half-caste in the town. I don’t know. But I thank her for it. She was all I had them last few days.

Pause.

DUTTON I thought... I sat in the dirt and drank. A long time, you know. Eventually I came looking for you. I couldn’t find you. But I found our baby girl. She was there, Sal. And I brought her back to Portland Bay with me.

RENANGHI What’d you do with her?

DUTTON My wife… She didn’t want to raise a half-caste. To be known for that. So I gave her to me sister. She’s a good woman. A kind woman. She raised her and sent her to a good school in Launceston.

RENANGHI Where is she now?

DUTTON She’s married, Sal. She’s got a kid too. He’s… From what I hear he’s a good bloke.

He starts to weep. It is awful to see an old man weep like this. She watches as he slumps into his chair.

RENANGHI Bill?

Pause.

Bill?

DUTTON Please.

RENANGHI Come on, Bill. It’s me, Sal. Your old Sal.

DUTTON No.

RENANGHI We’re bound to each other. Cables and hawsers. You know that, don’t you?

He opens his exhausted eyes and looks at her.

DUTTON You haven’t aged a day. You’re beautiful. You always were.

She goes and sits with him. After a strange, awkward moment they kiss.

Can you row me out past the headland? I don’t want to die in here. I don’t want to die on land but lie at the bottom of the ocean with coral for my eyes.

She gets up.

I have to go now, Sal.

RENANGHI Not yet.

DUTTON No, I do. But I want you to remember. Can you remember for me? I won’t be here tomorrow. So we won’t be able to talk any more like this. Do you understand what I am saying? You’ll have to… I don’t know what you’ll have to do. But I can’t hold on any longer. I need to rest my eyes.

Pause.

I should have been there for you. To bury you. It wasn’t supposed to be like this.

RENANGHI Goodbye, Bill.

She turns to go.

DUTTON Renanghi?

RENANGHI What?

DUTTON Sing us a song. Before you go.

She turns back.

RENANGHI Like what? 

DUTTON One of them old shanties we used to sing. To make the work light.

RENGANGHI Alright. But close your eyes now.

He does.

No looking.

Renanghi begins to hum an old sea shanty. It is rhythmic but very melancholy. Dutton stops breathing. She goes to him and puts his rug over him.

She turns and goes out the door.

Lights out.

Convincing Ground by David Mence

Portland Bay, Australia, 1833 o 1834. Una balena spiaggia sulla costa, e inizia una disputa fra i balenieri bianchi e gli indigeni Gunditjmara sulla proprietà della balena. Quel che accade dopo è ancora oggi controverso. Alcuni sostengono che un gran numero di aborigeni Gunditjmara siano stati massacrati (Clark 2011, Russell 2012), altri che quello che è passato alla storia come Il massacro di Convincing Ground non sia mai avvenuto (Connor 2007, 2005). Lo scrittore e drammaturgo David Mence si è imbattuto in questa storia durante le sue ricerche alla State Library of Victoria di Melbourne, Australia, e ha sentito di doverla raccontare. La sua opera Convincing Ground (2013) è il risultato di tre anni di scrittura e riscrittura e consultazione con l’anziano Gunditjmara Richard Franklan (Mence 2014). L’opera inizialmente annoverava dodici personaggi, tutti tratti dagli archivi storici, e l’intreccio era molto più intricato e complesso... ma l'autore si è presto accorto che non era così che voleva narrare quella storia. Ha quindi iniziato a ridurre il numero di personaggi e di eventi narrati fino a quando non sono rimasti solo i due protagonisti: William Dutton (1811-1878), un baleniere bianco (Cumpston 1966); e Renanghi (? 1815-1834), una giovane donna indigena e sua ‘moglie’ per un periodo (Mence 2014).[1] L’intera opera è un dialogo in un atto fra questi due personaggi che hanno avuto una storia di amore/odio durante la colonizzazione dell’Australia. Dal dialogo si capisce che Renanghi fa visita alla capanna di Dutton tutte le sere. Quello che non è chiaro è se Renanghi sia un fantasma, o frutto dell’immaginazione di Dutton. Trascorrono la serata parlando, non senza animosità, degli anni trascorsi insieme a Portland Bay, e dalle parole di Dutton il pubblico deduce che il dialogo fra i personaggi si ripete, sera dopo sera... fino a una sera, quella in presenza del pubblico, in cui Dutton confessa l’inenarrabile. La confessione di Dutton è una confessione sul letto di morte. Dutton si sta spegnendo, e non vuole morire con quel peso sulla coscienza.

La storia rappresentata in Convincing Ground non è certo leggera, ma è una storia che merita di essere narrata, ascoltata e rappresentata. Questo è uno dei motivi per cui ho scelto di tradurre quest’opera. Uno studio recente dimostra che fino a pochi anni fa la letteratura australiana tradotta per il mercato italiano sembrava voler mantenere un’immagine dell’Australia come ‘the final frontier, an exotic destination in which the landscape is both fascinating and terrifying’ (Formica 2010: 96). Secondo Wilson, tuttavia, questa tendenza sta via via scomparendo. Fino a qualche anno fa la tendenza dominante era di tradurre per il mercato italiano testi che riflettevano ‘a notion of ‘Australianness’ as defined by settings and authorship’ (Wilson 2013: 183). Negli ultimi anni, invece, i testi che vengono tradotti in italiano offrono ‘a considerable insight into Australian diversity’ (Wilson 2013: 189), proiettando pertanto un’immagine più esaustiva e realistica dell’Australia e della sua produzione letteraria, che non necessariamente ruota intorno all’immagine stereotipata dell’Australia come ‘final frontier’ (Formica 2010: 96). In Convincing Ground l’Australia è in qualche modo una ‘final frontier’, ma la rappresentazione offerta da Mence non ignora il prezzo pagato dalla popolazione indigena.

Un’altra ragione per cui ho scelto di tradurre quest’opera è che, da assidua frequentatrice dei teatri, ho notato la quasi totale assenza sul palcoscenico italiano di opere di autori australiani, e volevo in parte colmare questa lacuna. In Italia ogni anno vengono rappresentate un gran numero di opere teatrali in traduzione (Rose and Marinetti 2011), e con Il Baleniere volevo dare l’opportunità alla storia narrata di superare i confini linguistici (e non solo) dell’Australia.

La mia traduzione è parte del mio progetto di dottorato che analizza l’impatto della traduzione sulla performance teatrale. L’opera è stata pertanto tradotta come un copione teatrale, e ciò ovviamente ha avuto un enorme impatto sulle mie scelte traduttive. L’accuratezza delle scelte lessicali è stata accantonata a vantaggio di criteri quali ritmo, lunghezza del verso,[2]  immediata intelligibilità e potenziale impatto sul pubblico. Questi ultimi due criteri sono interconnessi: l’immediata intelligibilità può influire sul responso emotivo a un enunciato da parte dello spettatore. Nella traduzione teatrale un maggior grado di domestication[3] potrebbe essere funzionale a questo scopo (per una discussione estesa del tema, si veda Tarantini 2016).  Le mie scelte traduttive sono domesticating a livello lessicale per consentire a un ipotetico pubblico di processare l’input linguistico nel tempo dell’enunciato, ma foreignizing in termini di ambientazione e argomento trattato. Ho scelto di non “trasferire” la storia in un contesto italiano, ma di narrare questa storia australiana come tale, ma in maniera che un ipotetico piubblico la possa comprendere in maniera relativamente agevole durante la performance.

Poiché questa traduzione è stata concepita come un copione, e per i motivi sopra indicati, ho scelto di tradurre i culture-specific items invece di inserire note a piè di pagina e/o un glossario a fine testo. Ho inoltre scelto di omettere termini “non necessari” che renderebbero una battuta troppo lunga, o molto più lunga della versione originale in quanto, come sostiene Bentley: ‘[a]ny dramatist measures dialogue by split seconds. How long a person speaks can be as important as what he says’ (Bentley, 1996: 80, in Xu and Cui 2011: 48). Dove necessario ho anche fatto alcune aggiunte in modo che il pubblico possa comprendere dei riferimenti che altrimenti rimarrebbero oscuri (come nel caso dell’isola di Denmaar).

La lingua dei personaggi a tratti aggressiva, a tratti volgare non è stata mitigata. Le parolacce di Dutton e Renanghi in un contesto giocoso non sono state tradotte per non alterare la leggerezza del dialogo (per esempio, quando i protagonisti parlano di chi beveva di più).[4] Il mio obiettivo era rendere l’atmosfera creata nei vari passi, che spesso cambia repentinamente nell’arco del dialogo. Quando Dutton e Renanghi discutono animatamente, alcuni degli insulti che usano sono tipicamente australiani, e spesso offensivi nei confronti della popolazione indigena (e.g. lubra o gin). Quei termini sono stati tradotti in maniera che un pubblico italiano possa processare l’input linguistico nell’hic et nunc della performance, al fine di suscitare un forte impatto emotivo sul pubblico (Tarantini 2016).

L’inglese tipicamente australiano di Convincing Ground è in qualche modo “lost in translation.” Termini quali grog, youse, l’uso del verbo reckon sono tipici dell’Australian English. Avendo scelto di non trasferire l’opera in un contesto italiano, Dutton e Renanghi non potevano parlare nelle varianti note come “italiano regionale” e “italiano popolare” (Berruto 2012). Le persone incolte in Italia parlano una varietà di lingua che è un misto di italiano regionale e italiano popolare, e che è in qualche misura influenzata dal dialetto locale, ma non è un dialetto.[5] L’italiano popolare è marcato diastraticamente, ed è tipico della lingua parlata. Tuttavia, per via della presenza di regionalismi, l’italiano popolare rimanda alla dimensione diatopica della lingua, e le marche diatopiche sono precisamente quello che volevo evitare nella mia traduzione, poiché avrebbero delle conseguenze importanti a livello di ricezione. Il pubblico identificherebbe i personaggi come provenienti da una certa regione, e questo potrebbe far scattare delle associazioni stereotipate. Come sostiene la ricercatrice e traduttrice Franca Cavagnoli, la dimensione diatopica della lingua, pur essendo solitamente prioritaria in un’opera letteraria, spesso in traduzione diventa secondaria, a meno che il traduttore non scelga di “transferire” l’ambientazione nel contesto di arrivo (Cavagnoli 2014), e questo sia che si tratti di narrativa, sia che si tratti di teatro. La mia traduzione pertanto presenta una lingua per quanto possibile colloquiale, ma sempre cercando di evitare marche regionali che spesso caratterizzano la varietà di italiano dei parlanti meno colti. La scelta di evitare il più possibile il congiuntivo è un modo per rendere il registro non elevato dei personaggi senza ricorrere all’inserimento di errori grammaticali, specialmente nelle battute di Renanghi. Renanghi chiaramente non è madrelingua inglese, ma nella mia versione italiana volevo evitare che la sua lingua potesse essere percepita come la lingua parlata dai migranti in Italia.

La traduzione del titolo dell’opera, infine, merita una glossa. Non è stato semplice tradurre il titolo, in quanto Convincing Ground è il nome del luogo in cui si presume sia avvenuto il massacro. Mentre nel dialogo fra i personaggi ho scelto di mantenere quei riferimenti culturali che rendono l’opera prettamente australiana, dubito che Convincing Ground possa evocare qualcosa in un pubblico italiano. Perfino il toponimo Convincing Ground è controverso. Ci sono almeno quattro diverse spiegazioni sull’origine del nome di Convincing Ground (per un resoconto esaustivo, si veda Clark 2011), ma Mence crede che il luogo sia stato così nominato dopo il massacro (Mence 2014). Convincing Ground era una stazione baleniera, e la storia rappresentata ruota intorno al ruolo svolto da un baleniere nel massacro di Convincing Ground. Per via della centralità della caccia alle balene nella colonizzazione dello stato del Victoria (Russell 2012, Mence and Tarantini 2015) e il ruolo svolto dai balenieri nel massacro, in accordo con l’autore ho scelto di tradurre il titolo dell’opera in Il Baleniere. Un’altra opzione che avevo inizialmente preso in considerazione è La Disputa, poiché a Convincing Ground ha avuto luogo la disputa fra la popolazione indigena locale e i balenieri. Inoltre, secondo le teorie proposte da C.J. Tyers nel 1841, Convincing Ground era il posto eletto dagli aborigeni per risolvere le loro dispute (in Clark 2011). Quest’ultima opzione, tuttavia, mi sembrava troppo astratta, e inoltre non sarebbe in alcun modo indicativo della centralità del ruolo giocato dai balenieri nell’insediamento dell’area di Portland Bay, e nella conseguente decimazione della popolazione indigena locale.

La traduzione è stata letta da attori professionisti al teatro La Mama Courthouse di Carlton il 23 maggio 2015. Joe Petruzzi e Josephine Eberhard, entrambi migranti di seconda generazione, sono stati diretti da Laurence Strangio, migrante italiano di terza generazione e figura di spicco nella scena del teatro indipendente di Melbourne. La traduzione è stata accolta positivamente sia dal pubblico che dagli attori (Angelucci 2015), e si spera che un giorno possa essere rappresentata su un palcoscenico italiano.

Bibliografia

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Note

[1] I balenieri e i cacciatori di foche spesso avevano una ‘moglie’ aborigena, una donna che non solo soddisfava i loro desideri sessuali, ma li aiutava a sopravvivere nella selvaggia frontiera australiana. Si veda Rebe Taylor (2000) e Lynette Russell (2012).

[2] Diversi studi dimostrano che la lunghezza di un enunciato svolge un ruolo fondamentale nelle dinamiche di potere fra i partecipanti a un’interazione (Linell e Luckmann 1991, Orletti 2000).

[3] Ben consapevole che i termini domestication e foreignization (Venuti 1995) indicano gli estremi di un continuum e non una opposizione dicotomica (Baker 2010), mi riferisco a strategie traduttive domesticating e foreignizing per descrivere una traduzione più prossima al detto estremo del continuum, ma che necessariamente implica in qualche misura l’inclusione dell’altro.

[4] Sull’effetto dei termini taboo sull’ascoltatore, si veda Allan and Burridge (1991) e Pinker (2007).

[5] Come nota Cavallaro (2010), il termine “dialetto” in contest italofono si distingue nettamente dal termine “dialetto” in contesto anglofono. Nella dialettologia dell’inglese, il termine “dialetto” è sinonimo di varietà linguistica. In contesto italofono il termine “dialetto” viene usato per indicare i dialetti italo-romanzi, che non sono varietà di italiano. I dialetti italo-romanzi sono sistemi linguistici autonomi che derivano dal latino, non dall’italiano, e pertanto non possono essere considerati varietà di italiano.


©inTRAlinea & Angela Tiziana Tarantini (2018).
"Il Baleniere". Translation from the work of David Mence.
This translation can be freely reproduced under Creative Commons License.
Stable URL: http://www.intralinea.org/translations/item/2326

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