Le necessità dei sordi: la sottotitolazione in tempo reale all’università

By Giacomo Pirelli

Keywords: respeaking, stenotipia, appunti, lettura “anticipata”, universiade, stenotyping, notes, speech reading

©inTRAlinea & Giacomo Pirelli (2006).
"Le necessità dei sordi: la sottotitolazione in tempo reale all’università"
inTRAlinea Special Issue: Respeaking
Edited by: Carlo Eugeni & Gabriele Mack
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1. L’università e le necessità dei sordi

1.1. Difficoltà degli audiolesi all’Università

Molte Università tengono conto della presenza di studenti con disabilità e cercano di venire incontro alle loro diverse necessità in vari modi. La sensibilità nei confronti degli studenti con disabilità continua a evolvere, pur se la maggior parte degli interventi sono attuati per superare ostacoli legati a disabilità motorie (rampe di accesso, ascensori, toilettes attrezzate, ecc.). Viceversa, si rileva una minore consapevolezza dei problemi legati alle disabilità sensoriali. Alcune iniziative sono intraprese a favore dei disabili della vista (testi in Braille, offerta di libri parlati), mentre la sordità è un handicap invisibile, le cui difficoltà sfuggono a molti docenti e compagni di corso. La sordità non significa solo non sentire, ma comporta problemi importanti nello sviluppo del linguaggio e nelle relazioni con il prossimo. E’ più facile intuire gli ostacoli incontrati da un non vedente o da un disabile motore, mentre le difficoltà di comunicazione degli studenti audiolesi sono spesso ignorate.

Gli studenti non udenti che frequentano l’Università possono avere diverse percentuali di invalidità, corrispondenti a diversi livelli di ipoacusia (leggera, media, profonda, grave), ma soprattutto possono essere segnanti, cioè utilizzatori della lingua dei segni, od oralisti, cioè possono essere in grado di leggere le labbra.

L’esperienza di molti studenti sordi profondi italiani suggerisce che, seppure la percezione delle lezioni vari a seconda dei casi, rimane sempre la stessa difficoltà, più o meno forte, di comprendere la lezione nel dettaglio. Anche se si può pensare che i nuovi ausili medici e tecnologici, come l’impianto cocleare, possano risolvere alcune situazioni, in generale anche un sordo impiantato non può comprendere il 100% di una spiegazione. Anche chi ha una sordità lieve compie uno sforzo notevole per seguire una lezione, non riuscendo così a raggiungere il livello di un normoudente.

In tali casi, la sottotitolazione può essere di grande aiuto, assicurando un’ottima comprensione sul momento e la disponibilità del testo dei sottotitoli prodotti per una rilettura successiva. L’aspetto rilevante è che la sottotitolazione consente di comprendere la lezione nello stesso momento degli altri compagni di corso e quindi di integrarsi nel gruppo, ponendo domande, svolgendo esercitazioni insieme, o altro ancora.

1.2. La lettura labiale

Visto che la tipologia delle lezioni universitarie varia dalle lezioni frontali a quelle interattive, l’ufficio disabili delle università mette generalmente a disposizione degli studenti sordi, degli studenti ‘150 ore’, che hanno frequentato la stessa facoltà degli interessati e che prendono appunti al posto loro. La scelta si rivela azzeccata se si considera la formazione universitaria di questi studenti, che provengono dallo stesso settore dello studente assistito, garantendo così un servizio ottimale in termini di qualità della comprensione del testo di partenza.

Di solito, quando uno studente sordo deve seguire una lezione frontale, si siede in prima fila a fianco dello studente ‘150 ore’, che prende gli appunti, e si sforza di leggere le labbra del docente, ascoltare e comprendere le sue spiegazioni. Purtroppo, quando un docente parla velocemente o in modo irregolare, o ha i baffi o la barba, che nascondono in parte le labbra, la comprensione tramite la lettura labiale diventa molto difficoltosa.

Quando vengono proiettati dei filmati in aula, lo studente cerca di capire anche la musica e i dialoghi: in ciò vengono riscontrate molte difficoltà, anche se qualcosa è percepito grazie all’impianto cocleare. Gli studenti ‘150 ore’ annotano i punti principali dei filmati, completando o rettificando quella che può essere una parziale comprensione o soltanto un’intuizione dello studente sordo. Tuttavia, durante le proiezioni si presenta un problema addizionale: quando viene spenta la luce, diventa impossibile seguire le labbra e l’espressione del professore per comprendere i suoi commenti su quanto viene proiettato sullo schermo.

La necessità di una persona che prenda gli appunti al posto dello studente sordo si rivela indispensabile per la semplice ragione che, oltre a dover fissare lo sguardo sulle labbra dei docenti per poterne comprendere l’eloquio, il sordo non può prendere gli appunti perché dovrebbe distogliere lo sguardo dal professore interrompendo così la sua comprensione del testo di partenza.

Portare l’impianto cocleare migliora la percezione dei rumori e delle voci. Se durante la lezione ci si concentra nell’ascolto, senza distrarsi troppo, si riesce a capire qualcosa in più rispetto a uno studente audioleso che porta la protesi acustica tradizionale. Però, un’intera lezione è difficile da seguire in modo completo, come gli studenti normo–udenti. Inoltre, anche ciò che dicono i compagni di corso durante la lezione è di difficile comprensione. Per di più, voci provenienti da dietro la persona sorda disturbano l’ascolto, in quanto viene alterato l’input acustico proveniente dalla voce del docente.

Leggere le labbra del docente e contemporaneamente ascoltarne la voce permette allo studente sordo protesizzato di capire una parte dei discorsi del docente a condizione che la concentrazione sia ottimale. Ma, a causa dell’ambiente rumoroso, o comunque dopo un certo tempo di concentrazione, è facile perdere il filo del discorso. Le ragioni possono essere molteplici. Le soluzioni invece troppo poche. La soluzione ottimale sarebbe la sottotitolazione in diretta ma nella maggior parte degli atenei italiani questa soluzione non viene offerta e lo studente sordo deve accontentarsi di leggere gli appunti che uno studente 150 ore prende durante la lezione.

1.3. Studente 150 ore e sottotitolazione

Per consentire una completa comprensione delle lezioni, i docenti potrebbero utilizzare il software di riconoscimento vocale per sottotitolare le proprie lezioni in tempo reale. Ciò sarebbe utile per tutti, oltre chiaramente agli studenti audiolesi. Con questo obiettivo è nato il Progetto Europeo VOICE. Alcuni docenti hanno dichiarato il loro interesse a sperimentare questo software e hanno effettuato delle prove. Hanno inoltre esaminato alcune offerte presentate da ditte di sottotitolazione tramite sistemi di stenotipia o di riconoscimento vocale. Malgrado l’entusiasmo di pochi, singoli professori, la sottotitolazione è ancora poco diffusa in Italia. Sarebbe importante quindi portare avanti iniziative simili su larga scala al più presto, perché solo tali sistemi consentono una comprensione completa e immediata della lezione, superando i limiti dello studente 150 ore.

Quest’ultimo scrive gli appunti, a volte nasconde il quaderno con la testa ed è logicamente meno veloce rispetto a uno stenotipista o a un rispeaker. Non può quindi scrivere subito le domande del docente o seguire un dibattito tra un docente e gli studenti. Per cui la partecipazione attiva dello studente audioleso alla lezione resta limitata alla comprensione della lezione frontale. Invece, con la sottotitolazione, si arriva a un’accessibilità delle spiegazioni pressoché totale, perché il sottotitolatore trascrive immediatamente le domande del docente o un dibattito tra un docente e gli studenti e consente così allo studente audioleso di intervenire subito, senza bisogno di chiedere allo studente il tipo di interazione appena intercorsa.

I corsi universitari prevedono non solo lezioni frontali, ma anche seminari, con uno o più dei relatori esterni o interni. In questi casi, la stenotipia o il rispeakeraggio sarebbero molto adatti alla sottotitolazione in tempo reale vista la loro professionalità ed esperienza nel settore. Quando vengono proiettate delle slide, a supporto di una lezione o di una conferenza, la comprensione da parte dello studente audioleso si limita al testo proiettato sullo schermo, mentre molte delle spiegazioni e dei commenti dell’oratore vengono perse per sempre. C’è da ricordare infatti che nella maggior parte dei casi, le slide vengono proiettate in ambienti bui, in cui è difficile leggere le labbra o gli appunti dello studente 150 ore. 

Dopo le lezioni, lo stenotipista, il respeaker, o l’addetto al buon funzionamento del software di sottotitolazione automatica,debbono correggere i sottotitoli prodotti grazie alla sottotitolazione. Il tempo impiegato per questa operazione è di molto inferiore rispetto al compito dello studente 150 ore che deve riscrivere gli appunti a mano o ancora ascoltare le cassette audio utilizzate per registrare una lezione e sbobinarle.

2. Sottotitolazione dei corsi universitari

La sottotitolazione tramite stenotipia o riconoscimento vocale è fondamentale per tutti i corsi universitari che gli studenti sordi desiderano frequentare. Nel caso di corsi di laurea concernenti la multimedialità, come il MultiDams o il corso in Rappresentazione Audiovisiva Multimediale ad esempio, un aspetto da non trascurare sta nel fatto che, oltre che per gli studenti sordi, la sottotitolazione è molto utile anche per tutti gli studenti normo-udenti in quanto possono sviluppare esperienze su questo tema. La conoscenza dei diversi aspetti della sottotitolazione costituisce infatti un aspetto significativo di un corso di laurea innovativo nel campo del cinema e della televisione. Un laureato di tali discipline, che non abbia studiato e sperimentato queste tecnologie di larga diffusione in tutto il mondo, trarrebbe sicuramente giovamento da questa ulteriore esperienza.

2.1. Stenotipia e riconoscimento vocale all’Università

I sistemi di sottotitolazione conoscono un’ampia diffusione, in molte trasmissioni televisive e numerose conferenze, in Italia e all’estero. I due principali sistemi di produzione in tempo reale di sottotitoli si basano sulla stenotipia o sul riconoscimento vocale.

La stenotipia è usata da molto tempo per la stesura dei verbali delle sessioni del parlamento o di altre riunioni ufficiali (tra l’altro per le assemblee del comune di Torino e sin dal 1988 per il Consiglio Provinciale di Trento), nonché presso alcune Università (quali ad esempio La Sapienza di Roma, Roma Tre, l’Università di Padova, l’Università Bicocca di Milano). In questi casi, i sottotitoli così prodotti si sono dimostrati molto utili sia per la resocontazione che da parte dgli studenti audiolesi per seguire le lezioni. Per citare un altro esempio, la recente giornata di studi internazionale sulla sottotitolazione intralinguistica in tempo reale, svoltasi a Forlì, il 17 novembre 2006, è stata interamente sottotitolata in diretta tramite stenotipia, con la piena soddisfazione dei partecipanti, udenti e non. Il raggiungimento di una qualità elevata, come quella raggiunta in quest’ultimo caso, richiede alcuni anni di esperienza da parte dell’operatore.

Il riconoscimento vocale è nato per consentire all’oratore di dettare al computer un testo quasi privo di errori, di solito per una successiva rielaborazione (bozza di una lettera). Alcune interfacce e l’esperienza del Progetto Europeo VOICE consentono di usare tali sistemi per generare direttamente i sottotitoli. La qualità del risultato è strettamente legata all’esperienza dell’oratore. Degno di nota è il tempo necessario alla formazione di operatori in grado di utilizzare il software che è decisamente inferiore a quello necessario per formare stenotipisti: un mese contro due anni, ma si tratta di un addestramento breve (da qualche ora a qualche giorno, quindi brevissimo se comparato all’addestramento di alcuni anni necessario per uno stenotipista).

C’è da precisare che i software di riconoscimento del parlato permettono di generare sottotitoli direttamente dalla fonte (l’oratore parla e il suo input viene automaticamente rielaborato dal software che genera sottotitoli). Tuttavia, poiché è difficile richiedere ai docenti di effettuare l’addestramento necessario al software per riconoscere la loro voce, si ricorre a una figura intermedia, il rispeaker, che ripete le parole dell’oratore al microfono del computer, eventualmente adattandole come normalmente fanno gli interpreti nel loro lavoro. Come già affermato, un rispeaker, con un’esperienza di poche settimane, può generare dei sottotitoli di qualità con una frequenza di errori accettabile.

2.2. Rispeakeraggio e stenotipia a confronto

È  difficile comparare i due sistemi: la differenza essenziale è legata alla figura dello specialista e di conseguenza ai suoi costi e più in generale alle finalità dell’applicazione. Uno stenotipista ha anni di esperienza, utilizza il suo personal computer, genera dei sottotitoli di qualità molto buona, e può richiedere un compenso molto elevato. Solitamente, dopo la lezione, lo stenotipista mette a disposizione dell’Università il testo dei sottotitoli, ma non si dedica alla sua correzione. Per come è organizzato il suo intervento, non vi può essere alcuna trasmissione di esperienza tra lo stenotipista e l’Università.

Un rispeaker richiede un’esperienza di poche settimane, usa il personal computer e il software messo a disposizione dall’Università, genera dei sottotitoli con una maggiore frequenza di errori (comunque accettabile) e richiede un compenso orario decisamente inferiore a quello dello stenotipista. Dopo la lezione, il testo dei sottotitoli può essere rielaborato più facilmente perché i software di riconoscimento vocale conservano i sottotitoli insieme alla voce originale dell’oratore, per cui risulta molto facile effettuare eventuali correzioni a posteriori. Se l’Università decide di formare un rispeaker interno, vi potrà essere via via un accrescimento delle sue abilità insieme ad una continua crescita dell’importanza del progetto per l’Università nel suo insieme a disposizione della struttura ospitante alla fine della lezione.

Da queste brevi osservazioni si evince che il ricorso a uno stenotipista è preferibile per interventi rari e importanti (come ad esempio la visita di un ministro), mentre l’addestramento di un rispeaker è consigliabile per progetti di lunga durata. La stenotipia può essere considerata un servizio a pagamento per demandare ad altri la risoluzione di un problema puntuale in modo relativamente semplice ed efficace. Il riconoscimento vocale può rappresentare un investimento interno all’Università in vista di un suo sviluppo futuro e in funzione dell’interesse di un corso di laurea specifico sulle tecnologie dei media.

Estensioni dell’uso di tale sistema potrebbero trovare spazio nell’ambito dei corsi di formazione per il personale interno dell’Università e per le cerimonie di apertura delle prossime Universiadi o altre conferenze ad esse collegate.

2.3. Aspetti pratici della sottotitolazione delle lezioni universitarie

In linea di massima si può ipotizzare che ogni lezione sia seguita da uno massimo tre studenti audiolesi. Quindi il sottotitolo potrà essere facilmente letto direttamente dallo schermo del computer dello stenotipista. Nel caso di un numero più elevato di studenti audiolesi, sarebbe necessario prevedere anche uno schermo visibile dall’intera platea e un proiettore ulteriori a quelli utilizzati normalmente dai docenti per proiettare slide o filmati. In generale, le lezioni sono tenute in aula, ma è da tenere presente che alcune lezioni possono essere effettuate presso sale cinematografiche o musei.

Sia nel caso di sistemi di stenotipia che di riconoscimento vocale, di solito lo specialista che genera i sottotitoli è presente in aula. E’ ovvio che ciò comporta dei costi elevati, poiché bisogna retribuire i tempi di viaggio ed eventuale pernottamento per chi dovesse venire da altre città. Oltre al costo, queste difficoltà rendono talvolta impraticabile la prestazione del servizio, perché uno specialista non è disposto a intraprendere un viaggio per poche ore di prestazione, né può essere disponibile in caso di scarso preavviso. D’altronde spesso vi sono delle variazioni di orario delle lezioni.

Andrebbe pertanto valutata la possibilità di operare la sottotitolazione a distanza: lo specialista ascolterebbe in cuffia la lezione trasmessa via telefono o internet e genererebbe i sottotitoli; questi sarebbero trasmessi via internet al proiettore presente in aula e visualizzati su uno schermo.

Questo sistema è già usato in molti casi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, ma anche in Italia sono state effettuate esperienze analoghe. La BBC fa effettuare regolarmente la sottotitolazione dei programmi televisivi in diretta ai sottotitolatori direttamente dalle loro abitazioni.

Allargare il ventaglio delle possibilità da offrire a uno studente audioleso è di fondamentale importanza per la sua carriera accademica. Dopo un periodo in cui l’Ufficio Disabili dell’Università d’appartenenza non ha potuto fornire alcun servizio di accessibilità alle lezioni, è infatti esperienza comune a ogni studente audioleso riscontrare un calo del proprio rendimento, con notevoli difficoltà di comprensione delle lezioni e con l’impossibilità di porre delle domande al momento giusto, con conseguenti ritardi nella preparazione degli esami.

In assenza anche dello studente 150 ore, l’extrema ratio che viene solitamente proposta allo studente audioleso è la seguente: registrare le lezioni su audio-cassette da far sbobinare successivamente a studenti 150 ore non appartenenti al corso di laurea dello studente disabile o semplicemente non disponibili il giorno della lezione da rendere accessibile. Questa soluzione è piuttosto antiquata, laboriosa e poco efficiente. Per di più, proprio a causa della sordità, non è facile per lo studente audioleso assicurarsi che il registratore sia effettivamente in funzione e che il livello sonoro della registrazione sia corretto.

3. Diffusione della sottotitolazione nell’Università

3.1. Stenotipia all’Università di Padova

Purtroppo, in Università la sottotitolazione è ancora poco diffusa. Tra le esperienze di spicco, emerge l’esperienza delle Università di Padova e della Sapienza di Roma. Le prime esperienze di sottotitolazione delle lezioni universitarie hanno avuto luogo all’Università di Padova. Primo tra quelli italiani, l’Ateneo di Padova ha sperimentato con ottimi risultati, durante il primo semestre dell’anno accademico 2002-2003, un innovativo servizio di stenotipia informatizzata applicato alla didattica in aula per studenti non udenti. Le spiegazioni dei docenti sono trascritte in aula da un operatore e visualizzate attraverso un monitor.

Il servizio, curato e messo in opera della Meeting Service, società specializzata nella trasformazione real time del linguaggio parlato in testo scritto, ha interessato due studenti sordi, per un totale di 80 ore ciascuno, per 8 corsi, tra quelli di scienze motorie, diritto pubblico e privato, medicina legale, fisiologia ad analisi logica e ingegneria.”

Quest’iniziativa, così significativa per l’accesso alle lezioni universitarie da parte di soggetti disabili, è stata promossa dal delegato del Rettore ai problemi di disabilità e handicap Edoardo Arslan, che ricopre questo ruolo dal 1996, è un audiologo ed è quindi particolarmente sensibile alle problematiche della sordità. Questo progetto è finalizzato a garantire la piena applicazione delle norme sancite nelle leggi in materia di integrazione sociali e diritti delle persone disabili e la partecipazione attiva in aula degli studenti non udenti.

“La Meeting Service, dall’anno 2002, svolge giornalmente un servizio di sottotitolazione per l’Università di Padova. Negli anni successivi inoltre, ha potuto sperimentare tale servizio presso l’Università di Milano-Bicocca, l’Università di Benevento-Sannio, l’Università di Ancona, l’Università di Catania e l’Università di Palermo. Ha svolto inoltre la resocontazione delle assemblee della Regione Piemonte e della Provincia di Torino. Nel mese di Maggio 2003 l’Università di Padova ha ottenuto, in collaborazione con Meeting Service, un prestigioso riconoscimento al Forum delle Pubbliche Amministrazioni per la presentazione del Progetto Stenotipia in Aula per Studenti Non Udenti Il premio è stato assegnato dal Ministero delle Innovazioni Tecnologiche, dal Ministero dell’Istruzione e Università e dall’ASPHI.”  .

3.2. Stenotipia all’Università La Sapienza di Roma

Anche l’Università La Sapienza di Roma assicura la sottotitolazione delle lezioni tramite stenotipia, effettuata dalla ditta Synchronos, presso le facoltà di Architettura, Economia e commercio e Scienze della comunicazione.  Il primo passo fondamentale che un Servizio Disabili di un’Università italiana dovrebbe seguire prima di attivare il servizio di stenotipia è quello giuridico dichiarato dallo stenografo del Senato della Repubblica, Ramondelli: “Uno degli aspetti più importanti nell’integrazione delle persone non udenti è il diritto all’informazione e alla formazione, un presupposto basilare per l’uguaglianza sostanziale dei cittadini: qualsiasi barriera che ostacoli l’accesso costituisce un danno a uno dei principali diritti della persona. Nella sottotitolazione delle lezioni universitarie uno stenotipista riprende la spiegazione permettendo allo studente di leggere sullo schermo del personal computer le espressioni usate dal docente, senza nessuna sintesi o riduzione. Con l’assistenza dello stenotipista lo studente può chiedere chiarimenti e porre domande. La sottotitolazione rafforza il processo di apprendimento, aumenta la comprensione nella lettura ed agevola la memorizzazione delle informazioni. Al termine, l’intera lezione, rivista e corretta, è messa a disposizione del docente che può autorizzarne la distribuzione eventualmente anche tramite Internet. La sottotitolazione è la traduzione fedele e integrale dell’esposizione. La presentazione in forma chiara ed esauriente consente al non udente di ricevere informazioni dettagliate. Gli strumenti per l’apprendimento sono dunque assimilabili a quelli di cui dispone ogni altra persona: ne consegue una maggiore profondità della comprensione, ma soprattutto la possibilità di interagire, di replicare, di partecipare attivamente. ”

3.3. Sottotitolazione delle lezioni universitarie a distanza

Recentemente la Synchronos ha avviato un servizio di sottotitolazione a distanza per l’Università Roma Tre, che sembra fornire risultati di grande soddisfazione. La difficoltà importante per attivare il servizio di stenotipia nell’Università è legata alla carenza di stenotipisti bravi da utilizzare per questo servizio, in alcune città italiane dove mancano anche i corsi di formazione adeguati per la loro professione. Quest’ultimi, invece si trovano in altre città come Padova, anche per una maggiore richiesta non solo dall’Università, ma anche dai consigli regionali e provinciali per la resocontazione dei verbali. Per risolvere questi problemi, Ramondelli ha trovato una soluzione più intelligente, la cosiddetta stenotipia a distanza, da adottare in alcune Università:

Abbiamo proposto un nuovo servizio di grande efficacia che realizza la sottotitolazione delle lezioni senza la presenza sul posto dello stenotipista, il quale svolge la sua attività da una postazione remota, anche a molti chilometri di distanza. Questa procedura consente di impiegare le migliori risorse professionali senza bisogno di spostarle sul luogo della lezione, con notevole risparmio per il cliente. I requisiti richiesti sono una connessione a Internet sufficientemente veloce (ADSL). L’insegnante, dotato di un microfono collegato a un computer in rete, trasmette l’audio in tempo reale; la stenotipista trasmette il testo della lezione e lo studente può leggerlo in diretta sul computer. Il servizio può essere fruito anche da studenti con disabilità diverse dalla sordità e che abbiano comunque difficoltà di accesso diretto alle lezioni universitarie. La possibilità di una sottotitolazione a distanza consente di ridurre notevolmente i costi del servizio. Inoltre nella città di Torino sono a disposizione alcuni stenotipisti locali.

4. Testimonianza di una delle prime laureate sorde di Torino

Anch’io ho fatto l’Università in tempi in cui l’Ufficio Disabili non esisteva e men che meno i sottotitoli! Sono biologa e ho sempre frequentato le lezioni senza capire quasi nulla e facendomi prestare gli appunti dai compagni. Ma allora gli esami erano annuali, perciò si davano tutti in una volta e non era difficile mettersi d’accordo. Talvolta registravo e mia mamma, se era in grado, mi sbobinava le cassette. A parte i miei compagni di corso, nessuno sapeva che non sentivo e al momento degli esami lo dicevo ai professori. Immaginati come mi trovavo! Però penso che i sordi oralisti sono sconosciuti ancora adesso. Bisognerebbe individuarli e riunirli in un gruppo, anche per creare una forza numerica e diffondere l’opportunità di usare al meglio le nuove tecnologie.

Chi ha scritto la frase precedente è ora vice-presidente della FIADDA di Torino. L’Ufficio Disabili chiedeva di indicare il numero dei sordi oralisti che frequentano l’Università e che spesso passano inosservati. In effetti, poiché essi non sempre sanno che vi può essere un servizio di sottotitolazione o l’aiuto di un Tutor 150 ore per la presa di appunti, non si rivolgono a detto Ufficio, il quale così conosce principalmente il numero dei sordi segnanti, o perlomeno di quelli che fanno richiesta di un interprete in lingua dei segni.

La domanda forse è mal posta, poiché la sottotitolazione dovrebbe costituire un servizio da offrire non tanto in considerazione del numero degli studenti sordi oralisti iscritti all’Università, ma piuttosto del numero di quanti non si sono iscritti proprio per la mancanza di un supporto specifico. La questione va dunque considerata come un’opportunità per l’Università di offrire un reale strumento d’integrazione a quanti potranno così iscriversi in futuro. Un insieme di interventi a livello regionale non potrà che facilitare il conseguimento di obiettivi a livello nazionale. Anche chi terminerà l’Università a breve e quindi potrà fruire di tale servizio in modo marginale, sarà lieto di aver sollecitato l’inizio di un servizio utile per tutti i futuri iscritti.

Nella situazione attuale, i sordi oralisti che si limitano a chiedere in prestito gli appunti di qualche compagno, devono adattarsi ad una soluzione di ripiego, che consente di leggere gli appunti solo dopo la lezione, mentre la sottotitolazione consente di seguire la lezione dal vivo, al pari degli altri studenti, di comprendere le spiegazioni del professore momento per momento e di porre eventualmente delle domande. Anche gli altri compagni potrebbero beneficiare dei sottotitoli, nonché del testo che rimane poi disponibile e può costituire la bozza di una dispensa.

La richiesta dei sordi segnanti di disporre di un interprete in lingua dei segni lascia talvolta qualche dubbio, perché la lingua dei segni si limita ad aiutare nella comprensione della lezione ma non risponde alla finalità dell’integrazione. In effetti, essa accentua la distinzione fra l’unico studente sordo segnante che può seguirla ed il resto della classe. I sordi segnanti che frequentano l’Università sanno leggere bene, per cui possono fruire dei sottotitoli, mentre i sordi oralisti non sanno comprendere la lingua dei segni. D’altronde questo è anche il caso degli studenti sordastri o stranieri, che sarebbero egualmente avvantaggiati dalla disponibilità dei sottotitoli.

La sottotitolazione è utile per diversi studenti e consente allo studente sordo oralista una reale integrazione in un gruppo, che può condividere con lui alcuni aspetti e per esempio suggerire la correzione di alcuni termini mal riportati nei sottotitoli. Viceversa per i compagni sarebbe impossibile comprendere la lingua dei segni e suggerire all’interprete dei termini più appropriati, che peraltro sono spesso da ricercare o creare appositamente.

Sperimentare la sottotitolazione delle lezioni è importante e qualificante per qualsiasi Università, ma in particolare per i corsi del MultiDams e della RAM. In effetti, trattandosi di un corso di laurea sul cinema e sui media, la sottotitolazione ne deve costituire un elemento essenziale ed è bene che tutti, studenti e professori, abbiano un’esperienza diretta delle nuove possibilità tecnologiche.

Uno studente sordo può integrarsi più facilmente in questo tipo di studi: se da un lato richiede degli ausili specifici, ma utili a tutti, dall’altro offre una capacità e sensibilità visiva importante, ed un giudizio estetico differente e potenzialmente utile anche per i compagni ed i professori. Questo interscambio è possibile e meriterebbe di essere approfondito.

5. Richiesta della FIADDA di Torino per la sottotitolazione

La vice-presidente della FIADDA, in un suo recente messaggio all’Ufficio Disabili dell’Università di Torino, scriveva ancora:

L’associazione FIADDA (Famiglie Italiane Associate in Difesa dei Diritti degli Audiolesi) sezione Agap di Torino, con sede legale presso il Centro Servizi per il Volontariato VSSP in Via Toselli 1, è da tempo presente sul territorio quale realtà associativa che tutela e sostiene i diritti degli audiolesi e le loro famiglie. E’ iscritta all’albo regionale per il Volontariato e aderisce alla FISH Piemonte, organismo regionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Nell’ambito del diritto allo studio degli studenti sordi iscritti all’Università di Torino, tale associazione desidera avere contatti con l’Ufficio Disabili al fine di evidenziare le problematiche e le necessità che gli studenti sordi avvertono nella fruizione delle lezioni in aula. In particolare, i sordi oralisti avrebbero bisogno di un servizio di sottotitolazione in diretta delle lezioni mediante stenotipia, servizio che fornirebbe anche la resocontazione delle lezioni.

Tale servizio di sottotitolazione, esistente in alcuni Uffici Disabili di altre Università Italiane, si aggiungerebbe al servizio d’interpretariato LIS o di mediatore alla comunicazione e consentirebbe agli studenti sordi di frequentare i corsi alla pari degli altri studenti udenti e rendere più attiva la loro partecipazione in condizioni di reale integrazione nel gruppo.

Detto sistema dovrebbe essere applicato anche a Torino, visto che l’Università di Torino richiama non solo i sordi torinesi e piemontesi, ma anche quelli provenienti da tutta l’Italia. Tra l’altro, la Provincia di Torino è già cliente della ditta Synchronos di stenotipia per la resocontazione delle assemblee, e questo può facilitare il progetto di stenotipia per i sordi.

6. Sottotitolazione alla televisione e nei grandi eventi

La sottotitolazione delle trasmissioni televisive è molto diffusa sia negli Stati Uniti che in Europa. In Italia la sottotitolazione in differita tramite il Servizio Teletext di Televideo è in uso da circa 20 anni e copre circa il 20% delle trasmissioni RAI. 

Alcune televisioni europee sottotitolano in diretta le partite di calcio e gli eventi sportivi. La RAI sottotitola in diretta diverse edizione quotidiane dei telegiornali ed alcuni eventi straordinari (funerali del Papa, attentato delle Torri Gemelle, cerimonie delle Olimpiadi e Paralimpiadi).

La sottotitolazione viene inoltre usata anche in diversi eventi importanti, anche se non trasmessi in televisione, per esempio in numerosi convegni o festival legati alla disabilità. Tramite questo sistema sono spesso sottotitolate le assemblee della FIADDA, dell’ALFA o dell’AFA.

6.1. Sottotitolazione in tempo reale in Europa

Oltre alla televisione, la sottotitolazione risulta essere uno strumento indispensabile all’accessibilità degli audiolesi in diversi eventi importanti, come ad esempio il festival Liberty dei diritti dei disabili, svoltosi a Londra il 2 settembre 2006; la conferenza e-Accessibility del Fondo Sociale Europeo sulla Disabilità del 21 settembre 2006 a Bruxelles; le assemblee annuali delle FIADDA; un concerto musicale e la messa in occasione della festa dell’AFA del maggio 2006; lo spettacolo teatrale in LIS che ha concluso la giornata di studi di cui questo articolo compone gli atti, oltre che la giornata di studi stessa.

In alcuni casi, come nel festival Liberty di Londra, si ricorre alla soluzione americana: su uno schermo sono proiettati una finestra con l’interprete della lingua dei segni e i sottotitoli prodotti in tempo reale da uno stenotipista, collegato via radio.

6.2. L’Universiade

L’Universiade nasce in Italia nel 1959. Essa racchiude molteplici significati: università, sport e universalità. E’ per molti l’evento sportivo e culturale internazionale più importante dopo i giochi olimpici. Dal 17 al 27 gennaio 2007, Torino ospiterà per la quarta volta la manifestazione. Le precedenti cerimonie d’apertura delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, entrambe svoltesi a Torino nel corso del 2006, sono state sottotitolate in diretta. Dei lavori sono in corso per la sottotitolazione della cerimonia di apertura delle Universiadi.

Per fare ciò, il Centro di Ascolto della RAI offre un servizio che potrebbe riversare le trasmissioni in formato digitale, creare eventualmente i sottotitoli, conservare una copia dei filmati in un database ed in alcuni casi ritrasmetterli in diretta o in differita.

La BBC ha creato un database online di filmati con i sottotitoli. L’idea è stata seguita anche dal Centro D’Ascolto per alcune trasmissioni televisive in Italia. I filmati online possono essere aperti con Windows Media Player o Real Player e possono essere in diretta video-streaming o da scaricare dal Sito Web.

Si chiede il coinvolgimento della RAI per il database e per la sottotitolazione in tempo reale delle Universiadi ed altri eventi sportivi.

Conclusione

In considerazione dei continui progressi della tecnologia da un lato, e delle difficoltà di comunicazione delle persone sorde dall’altro, la FIADDA ed altre associazioni di sordi oralisti chiedono alle emittenti televisive di potenziare e diffondere maggiormente in Italia la sottotitolazione in tempo reale. Sarà altresì necessario aumentare il personale per questo settore.

Obiettivo finale sarà quello di puntare alla sottotitolazione del 100% dei programmi televisivi, anche con una legge per l’accesso all’informazione simile a quella dell’Act Government della Gran Bretagna o dell’ADA (American Disability Act) degli Stati Uniti per l’accessibilità a tutti i media, dalla televisione ai cinema. Si potranno così raggiungere i livelli delle televisioni europee più importanti e si dovranno mantenere questi livelli elevati anche nel passaggio dalla televisione analogica a quella digitale o ad altre forme di trasmissione come i canali satellitari (RaiSat).

La sottotitolazione sarà da applicare anche nell’Università per rendere più attiva la partecipazione degli utenti sordi e consentire loro la possibilità di frequentare i corsi alla pari degli altri studenti udenti, in condizioni di reale integrazione nel gruppo. Sarà importante offrire tale servizio anche negli eventi dal vivo.

L’evoluzione dei software di riconoscimento vocale e lo sviluppo di tecniche di re-speaking dimostrano che tali obiettivi sono raggiungibili tramite una sperimentazione che può essere significativa per l’Università. In particolare sarebbe auspicabile una collaborazione fra l’Università di Forlì, con la sua esperienza nel campo linguistico e nel re-speaking, e l’Università di Torino, con la sua esperienza nel campo della multimedialità.

About the author(s)

Giacomo Pirelli è laureato in Cinema, Teatro e Multimedialità (MultiDams) presso l’Università di Torino.

E’ laureando in Rappresentazione Audiovisiva Multimediale (RAM).

E’ membro di diverse associazioni di sordi, quali l’ALFA di Milano, l’AFA di Cantù (Como) e l’APIC di Torino.

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©inTRAlinea & Giacomo Pirelli (2006).
"Le necessità dei sordi: la sottotitolazione in tempo reale all’università"
inTRAlinea Special Issue: Respeaking
Edited by: Carlo Eugeni & Gabriele Mack
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Permanent URL: http://www.intralinea.org/specials/article/1699

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