At salut Zvan

2016-2017

By Gianni Iasimone

©inTRAlinea & Gianni Iasimone (2019).
"At salut Zvan 2016-2017"
inTRAlinea Commemorative Issue: Beyond the Romagna Sky
Edited by: Roberto Menin, Gloria Bazzocchi & Chris Rundle
This article can be freely reproduced under Creative Commons License.
Stable URL: http://www.intralinea.org/specials/article/2449

1. Le fatiche di Giona

distrutto dalla gioia di vivere
altro che sopportazione del dolore
come un Giobbe muto tu ‒ umano
che non geme da solo e in fuga lascia

resistente sempre senza alcun tornaconto
nonostante la flagellazione di un corpo
di lacere vene che alla fine ti abbandona
dentro una stanza di sogni spezzati

già in aule di giovani speranze
o lungo fossi strade e autostrade
ferrovie ormai vuoti capannoni
campi rossi di sangue

di schiuma i posti di mare
che noi più non vediamo
come lontani aquiloni
dietro ghigni e smorfie

e frasi fatte di nulla
vite vuote a perdere
pietà alcuna
nulla più

e tu ‒ caro amico
altrove

2. Architetti invisibili

certo – una cupola celeste il cielo
l’aureo orizzonte un capolavoro
ma come si fa a godere
di un momento felice
come pedalare verso il mare
contro l’aria iodata
di un mattino d’estate
mentre un amico
sta morendo

resisti Giovanni
ancora non abbiamo scritto
la poesia da scolpire
sulla pietra bianca
un viaggio costruire
nell’etere di domani
nel sole nero un raggio
con le parole
che si staccano
dalla pagina e volano
nel vento
volano

3. At salut Zvan

e come facciamo ora a parlarti
e tra noi quattro gatti spelacchiati
dire qualcosa di sensato
senza la tua voce scanzonata
pur se rotta e sfiancata

e come idioti restiamo
qui solo ad ascoltarci struggere
come nel tuo amato Walhalla
nel nome del fuoco purificatore
irredimibile tuo dolore

4. Continuare

ancora sveglio in ascolto di ogni sibilo
senza vento nascosto tra i brogliacci
per quel senso aggiunto polidattilo
o fuori tra l’erba smorta nei fossi marci

indicibili o quasi le parole le voragini
facendo finta di voler lo stesso andare
magari un incontro nei paesi vicini
domani tra amici per continuare
 

About the author(s)

Gianni Iasimone, classe 1958, poeta, performer, attore, regista, fotografo, autore di video e testi teatrali, studioso di tradizioni popolari, è nato a Pietravairano, un piccolo centro dell’Alto Casertano. Laureato in DAMS con Giuliano Scabia all’Università di Bologna, ha conseguito un Master in Poesia Contemporanea presso l’Università di Urbino. Sue poesie e interventi sono apparsi su numerose riviste, in rete e in alcune antologie tra le quali Bologna e i suoi poeti, curata da G. Centi e C. Castelli, Bologna 1991.
Ha pubblicato la raccolta di versi La memoria facile (con disegni di Carmelo Sciascia, Piacenza 1991), nel 2005 il “poema metà-fisico” Il mondo che credevo, Mobydick, nel 2012 il libro di poesie Chiavi storte, Mobydick, e il “canzoniere” La Quintessenza, Arcipelago itaca Edizioni, 2018. Suo anche il saggio critico Conta nu cuntu! Il racconto orale come strumento creativo e comunicativo, Caramanica editore, 2002. A partire dagli anni Ottanta ha dato vita a svariate performance poetiche itineranti e ha letto i suoi versi in diverse piazze e teatri.
Ha partecipato, come attore, a numerosi spettacoli teatrali, realizzandone molti come regista e autore.
Attivo come operatore culturale, collabora con alcune riviste e portali on-line, ed è tra i fondatori dell’associazione “Microcosmus” di Rimini, dove attualmente vive.

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