Johnny’s Blues

La poesia diventa canzone

By Chris Rundle (University of Bologna, Italy)

©inTRAlinea & Chris Rundle (2019).
"Johnny’s Blues La poesia diventa canzone"
inTRAlinea Commemorative Issue: Beyond the Romagna Sky
Edited by: Roberto Menin, Gloria Bazzocchi & Chris Rundle
This article can be freely reproduced under Creative Commons License.
Stable URL: http://www.intralinea.org/specials/article/2439

La canzone Johnny’s Blues nasce da una mia collaborazione artistica con Giovanni Nadiani. In questo video la si può ascoltare nella versione registrata insieme al mio gruppo, la Chris Rundle Band:

Johnny's Blues, Chris Rundle Band

Per molti anni Giovanni ed io ci siamo esibiti in uno spettacolo che univa lettura e musica. L’idea era di tradursi a vicenda, con una interazione tra testo e musica, dialetto romagnolo e lingua inglese, tradizione della pianura e tradizione blues. Un processo di reinvenzione e interpretazione che Giovanni ha descritto come “trans-staging” – la trans-esibizione.

Giovanni Nadiani and Chris Rundle a Ravenna nel 2012

Giovanni traduceva in romagnolo alcune canzoni della tradizione roots/blues che io abitualmente cantavo, e io ho scritto canzoni in inglese ispirate alle poesie di Giovanni.

“Johnny’s Blues” è ispirato alla poesia “arzir” dalla raccolta TIR (Faenza: Mobydick, 1994). Segue la poesia con traduzioni in italiano e in inglese.

Arzir
... e ’s a pinsaràl ste só1 zà strach
incaiê tra i pél dla luz i fon e i fil
de’ nostar scorar a spinduclon sóra
i tir ch’i rugia al màchin ch’s’pérd
dentr a la nöt apiêda ...

(e’ fes-c strusiê d’un mérci
pr un sgond e’ svegia al nöst parô1 arziri
êria smarida trama al câmbr avérti
tra agli ös spluchêdi d’un palaz mai stablì)

ach sens arèb adës e’ nöstr
andê zet acsè d’brazet scurèndas
’t agli urec tot e’ mond
zet gvardend dret d’là da nó
s’a lasèsum chj étar e i su fët
da par ló s’a fòsum da par nó?

leggeri
... e cosa penserà questo sole già stracco/ imbrigliato tra i pali della luce i fumi e i fili/ del nostro parlare a penzoloni sopra/ i tir urlanti le macchine che si perdono/ dentro la notte accesa// 
(il fischio sprecato di un merci/ per un secondo risveglia le nostre parole leggere/ aria smarrita tra le camere aperte/ tra le ossa piluccate di un palazzo mai intonacato)//
che senso avrebbe ora il nostro/ andare zitti così a braccetto sussurrandoci/ tutto il mondo nelle orecchie/ zitti guardando dritti oltre noi/ se lasciassimo gli altri e le loro storie/ da soli se fossimo da soli?

light
… and what will this tired sun think / the lights and fumes of our talk / bridled by the street lamps / leaning over the whining trucks / that are lost / in the illuminated night//
(the futile whistle of the lorries / for a second awakens our light words / stale air in open rooms / among the bare bones / of an unfinished home) //
what is the point of our / strolling arm in arm whispering / our whole worlds in each other’s ear / standing quietly looking straight ahead / and if we were to leave the others and their stories alone? / what if we were alone?

 

*                    *                    *

 

Quando iniziai a scrivere questa canzone, capii che era necessario semplificare la parte testuale per lasciare più spazio al ritmo e alla melodia della parte musicale (veri portatori dell'impatto emotivo del brano). Emerse, così, un testo più scarno e apparentemete più piatto che, però, prende vita nel momento in cui viene cantato:

Johnny’s Blues

I lean over the bridge
With the sun in my eyes
And I watch it go down
Between the telephone lines

I hear the truck wheels whine
Beneath their heavy load
I watch the tail lights fade
And disappear down the road

We’re all alone and we’re goin nowhere

Easy words lost in time

On the edge of the plain
In an empty home
I see through walls
That are bare as bones

Our mouths are full of words
That we never share
In the silence of rooms
In which we stand and stare

We’re all alone and we ain’t goin nowhere

Easy words lost in time

Infine, incuriosito dalla trasformazione che la sua poesia aveva subito nel diventare una canzone blues, Giovanni scrisse una traduzione in italiano del mio testo – e il cerchio si chiude.

Il blues di Gionni
Piegato sul ponte
Il sole negli occhi
Lo guardo tramontare
Tra cavi pendolanti

Sento stridere le ruote dei tir
Sotto il loro carico stracco
Vedo scemare i lori fari
sparire in un solo distacco

Siamo tutti soli senza luogo dove andare

Facili parole smarrite nel tempo

Abbiamo bocche di parole
Che non spartiamo con nessuno
Nel silenzio delle stanze
Dove stiamo a fissare alcuno

Sul limitar delle pianure
Dentro la casa vuota
Vedo oltre le pareti
spoglie come ossa dure

Siamo tutti soli senza luogo dove andare

Facili parole smarrite nel tempo

 

*                    *                    *

 

Per chi fosse interessato a conoscere meglio il nostro progetto di trans-staging si rimanda al articolo che abbiamo scritto insieme: “Pianure Blues: From the Dialect of the Plains to the English of the Blues” pubblicato nel giugno 2016 nella rivista ELOPE: http://revije.ff.uni-lj.si/elope/article/view/6223.

Dopo la scomparsa di Giovanni ho contiuato a scrivere canzoni ispirate alle sue poesia e alla terra romagnola (dove lavoro ormai da 30 anni). Queste canzoni usciranno in un album intitolato Pianura Blues che sarà pubblicato nel 2020. Per ulteriori informazioni sulla Chris Rundle Band:
Web: chrisrundleband.com
FB: @chrisrundleband
YouTube: Chris Rundle Band Channel

About the author(s)

Christopher Rundle is Associate Professor in Translation Studies at the Department of Interpreting and Translation of the University of Bologna, Italy. He is also Honorary Senior Lecturer in Translation and Italian Studies at the School of Arts, Languages and Cultures of the University of Manchester, UK. His main research interests lie in the history of translation, in particular translation and fascism. He is the author of the monograph Publishing Translations in Fascist Italy (Peter Lang, 2010), and co-editor with Kate Sturge of the volume Translation Under Fascism (Palgrave Macmillan, 2010). He is also the editor of the Special Issue of The Translator (Vol. 20 No.1, 2014) on Theories and Methodologies of Translation History. Together with Pekka Kujamäki and Michaela Wolf he is editor of the Routledge Research book series on Translation and Interpreting History. He is the coordinating editor of inTRAlinea.

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